Categoria: Escursioni

  • DOLOMITI D’AMPEZZO

    RIFUGIO RA STUA E CASON DE LEROSA

    DOMENICA 28 GENNAIO 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Gr: A Cimabanche – Gr: B S. Uberto / Fine Gr: A-B S. Uberto
    DIFFICOLTA’   EAI – Gr. A media – Gr. B facile
    DISLIVELLO
      Gr. A: mt. 600 / km 12 – Gr. B: mt. 400 / km.10.5
    TEMPO Gr. A: ore 4 – Gr. B: ore 3 (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
      Gr: A Cason de Lerosa 2035 – Gr: B Ciampo de Crosc 1758
    PRANZO al sacco, con appoggio al Rifugio Ra Stua
    ATTREZZATURA  Gr: A Ciaspole, ramponcini e bastoncini – Gr: B ramponcini e bastoncini. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 24 gennaio 2024.

    Carta Tabacco 03 Dolomiti D’Ampezzo e le Dolomiti Ampezzane

    Prefazione

    Raggiungere l’Altopiano di Senes in inverno è sicuramente uno degli itinerari più appaganti che si possono fare. Camminare nell’altopiano totalmente immacolato, fuori dal bosco, dove le ondulazioni del terreno sono arrotondate dalla neve e solamente poche cime solitarie interrompono il candore del paesaggio, è un’esperienza davvero unica.

    Descrizione del percorso

    Per questa escursione i due gruppi si divideranno già dalla partenza.

    Il Gruppo A dopo aver raggiunto “La Polveriera” nei pressi del Passo Cimabanche, prende Il sentiero n° 8 (mt 1511). Trattasi di una carrareccia che si snoda in mezzo al bosco, in costante salita, risalendo dapprima la sorgente di Rufiedo, poi la Val de Gotres, fino ad aprirsi nel pianoro di Tremonti Lerosa. Lungo il percorso interamente in bosco troveremo delle aperture, create dalla tempesta Vaia, che permettono di ammirare ciò che ci circonda. Il bianco immacolato che ci accoglie all’arrivo nel pianoro Lerosa cancellerà la fatica fatta (2,5h dalla partenza). Ancora un piccolo sforzo e raggiungiamo Cason de Lerosa (mt 2035) per una meritata sosta pranzo.
    Qui seduti, possiamo ammirare, davanti a noi Croda de R’Ancona, alle nostre spalle il gruppo con la Croda Rossa.
    Una ripida traccia in discesa ci porterà poi a Ra Stua (45 minuti circa) a ricongiungerci con il gruppo B.

    Il Gruppo B raggiunto Sant’Uberto mt. 1450 prende la comoda strada n° 6 completamente battuta che affronta con i ramponcini ai piedi. La salita, in sottobosco rado, non è mai impegnativa e costeggiando un torrente offre scorci fotografici interessanti come le cascatelle di ghiaccio. In poco più di un’ora dalla partenza raggiungiamo l’Altopiano di Senes e già si vede il rifugio Ra Stua a quota 1668.

    Dopo una breve sosta al rifugio, per chi lo desidera, prolunghiamo l’escursione lungo la strada sempre battuta che porta verso il rifugio Sennes. Il percorso con leggeri saliscendi in campo aperto si inoltra nella Val Salata e in trenta minuti dal rifugio raggiungiamo “Ciampo de Crosc” a quota 1758. Qui la vallata si riapre e troviamo sulla nostra sx il sentiero che porta al rifugio Fedara Vedla e in fondo alla vallata un’isolata pittoresca malga. Ritorniamo al rifugio Ra Stua.

    Da qui il percorso di discesa è lo stesso per entrambe i gruppi.
    Cominciamo a scendere, sempre con i ramponcini ai piedi, lungo una traccia nel bosco che troviamo alla nostra dx. appena lasciato il rifugio. Questo tratto è molto accattivante e divertente con ponticelli e piccoli guadi da attraversare. Dopo un lungo tratto di discesa una leggera salita ci porta ad incrociare la strada della salita. Noi zizzagheremo la strada divertendoci nelle varie tracce sino a quando arriviamo al parcheggio dove il pullman ci attende. Ore 1 dal rifugio.

    Per chi desidera fare un rientro al parcheggio in tranquillità potrà scendere per la strada dell’andata.

  • LE BAITE DEL ROLLE

    BAITA SEGANTINI – VAL VENEGIA – BAITA JURIBELLO

    DOMENICA 14 GENNAIO 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Passo Rolle – Gr. A: Passo Rolle / Gr. B: Piano dei Casoni
    DIFFICOLTA’   EAI – media
    DISLIVELLO
      Gr. A: mt. 560 / km 13 – Gr. B: mt. 250 / km.10
    TEMPO Gr. A: ore 4 – Gr. B: ore 3 (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
      Baita Segantini mt. 2170
    PRANZO al sacco, con appoggio alla Malga Venegia
    ATTREZZATURA  Ciaspole, ramponcini e bastoncini. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 10 gennaio 2024.

    Carta Tabacco 022 Pale di San Martino.

    Prefazione

    Il Passo Rolle e la Val Venegia offrono escursioni invernali con le ciaspole tra le più panoramiche del Trentino con vista privilegiata sulle Pale di San Martino. In ambiente aperto gireremo attorno al Castellaz e noteremo subito la differenza dei due versanti: la zona del Rolle frenetica con impianti e piste da sci per poi passare nell’altro versante dove il silenzio fa da padrone e il paesaggio diventa fiabesco.

    Descrizione del percorso

    La nostra escursione inizia dal passo Rolle. Saliamo per una stradina e poi su traccia che fiancheggia la pista da sci sino a giungere a Capanna Cervino mt. 2084. In questo primo tratto la salita è costante ma mai difficile. Qui giunti (40 min. circa) sempre su traccia, saliamo dolcemente lasciando alle spalle la frenesia del Rolle e in ore 1.15 dalla partenza, arriviamo alla Baita Segantini a quota 2170. Un luogo magico con una visuale eccezionale sul Cimon della Pala.

    Raggiunto il punto più alto dell’escursione comincia la lunga discesa verso la Val Venegia. Una serie di tornanti, tra pittoreschi massi, ci fa perdere quota velocemente con la possibilità di fuori pista con le ciaspole ai piedi. Continuiamo sempre in discesa fino a Malga Venegiota (chiusa) a quota 1824. Qui ci concediamo la pausa pranzo al sacco, 2 ore dalla partenza.

    Riprendiamo il nostro cammino sempre in leggera discesa costeggiando un torrente che rende molto pittoresco il nostro passaggio. Ora la Val Venegia si apre e la distesa bianca contornata dalle vette Dolomitiche è molto appagante ai nostri occhi. In 45 minuti raggiungiamo Malga Venegia che troveremo aperta a quota 1778.

    In questo punto i due Gruppi si dividono.

    Gruppo B alla malga ha quasi concluso l’escursione visto che manca circa 1 km in leggera discesa per raggiungere il Piano dei Casoni a quota 1680 dove ci sarà il pullman ad attenderlo. Rientro al Passo Rolle per il recupero del Gruppo A.

    Gruppo A dalla malga si attraversa il ruscello e si comincia a salire, abbastanza ripidamente, un sentiero su traccia in mezzo al bosco con direzione Malga Juribello. Il sentiero si presenta impegnativo (se non allenati) ma preso con calma non crea nessun problema.

    Quando usciamo dal bosco, a quota 1950, davanti a noi si presenta uno spettacolo da togliere il fiato che ripagherà la fatica fatta: un altopiano aperto coperto da neve immacolata solcato dall’unica traccia che percorreremo. Davanti a noi ammiriamo le Pale, in lontananza il Gruppo del Lagorai e la Valle del Paneveggio. Giù nella valle la Malga Juribello, che non raggiungiamo perché chiusa, si presenta maestosa.

    Ora con continui saliscendi arriviamo sotto Capanna Cervino e poi in discesa in breve arriviamo al Passo Rolle dove il pullman ci attende.

  • ALLA SCOPERTA DEL MONTELLO

    CHIESETTA DI SANTA LUCIA

    PRANZO SOCIALE, PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA 2024 E ISCRIZIONI APERTE

    26 NOVEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Partenza da Piazza Mercato a Paderno alle ore 9.00 (non parcheggiare in Piazza, chiusa per manifestazione. Ci sono altri parcheggi in zona) Oppure ritrovo al ristorante ai Gelsi alle ore 9.20 ( via Ivo Lollini, n° 61- Presa 17)
    TRASFERIMENTO  Auto proprie
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Ristorante ai Gelsi
    DIFFICOLTA’   E – facile
    DISLIVELLO
      Mt. 200 circa – Km. 8
    TEMPO Ore 2.30 circa, con soste.
    PRANZO Pranzo sociale presso il ristorante ai Gelsi
    ATTREZZATURA  Scarpe da trekking o scarponi. K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Per organizzare al meglio la giornata siete pregati di prenotarvi per il pranzo, specificando se si vuole partecipare all’escursione, entro lunedì 20 novembre 2023.

    Prefazione

    Foliage: è il momento in cui i boschi si trasformano in un mosaico vibrante di colori. Boschi che diventano tavolozze di sfumature calde, dal rosso all’arancione, dal giallo al marrone; fantastici, da fiaba, con un grande fascino, avvolti da un’atmosfera tranquilla, e ad ogni passo lo scricchiolare delle foglie calpestate. Vi porteremo a scoprire la poco conosciuta Chiesetta di Santa Lucia del 1897.

    Descrizione del percorso

    La nostra escursione comincia dal ristorante ai Gelsi. Scendiamo per alcune centinaia di metri lungo la presa 17 per poi prendere una stradina sulla nostra destra.

    Il percorso si sviluppa su stradine, sentieri e tratturi fiancheggiando molto spesso vigneti, uliveti o frutteti. Non ci sono difficoltà tecniche e il tragitto ha continui facili saliscendi. Continuiamo sino a raggiungere il ristorante “La Pineta” e poi la presa 18, che attraversiamo per affrontare un altro tratto di stradine e sentieri. In questa prima parte di percorso la vista spazia verso la pianura trevigiana. Giunti alla presa 19, la attraversiamo e sempre per sentieri cominciamo a girare leggermente verso nord. Ammiriamo, da questa posizione, i Colli Asolani, con ben visibile la “Rocca”, e le Prealpi Trevigiane. Ormai siamo in prossimità della chiesetta di Santa Lucia; si vede in lontananza il campanile che si avvicina velocemente. Qui giunti facciamo una breve sosta per apprezzare la bellezza del luogo. Ore 1.00 circa dalla partenza.

    Riprendiamo la nostra passeggiata prendendo un sentierino, che in leggera salita, ci porta alla presa 19. Come all’andata attraversiamo le varie prese con continui facili saliscendi passando per boschetti, radure e campi coltivati sempre circondati dai colori dell’autunno.

    Dopo circa un’ora dalla sosta, presso la chiesetta, arriviamo al punto di partenza dove, dopo averci cambiato le scarpe, pranziamo e, come consuetudine, presentiamo il programma 2024. Prima e durante il pranzo c’è la possibilità di iscriversi per la prossima stagione escursionistica.

    SAREMO IN SEDE PER LE ISCRIZIONI IL 29/11, IL 6/12 ED IL 20/12 DALLE ORE 21 ALLE ORE 22.

  • LIO PICCOLO

    LAGUNA DI VENEZIA

    SABATO 4 NOVEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza sabato 4 novembre ore 13.30.
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti.
    RIENTRO
      Ore 24.00 circa.
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Treporti
    DIFFICOLTA’   T
    TEMPO Ore 3 circa DISTANZA Km. 11 circa
    CENA Giro pizza presso la “Pizzeria la Lanterna” a Cavallino. Gli intolleranti sono pregati di avvisare al momento dell’iscrizione
    ATTREZZATURA  Scarpe da trekking, torcia elettrica (pila) e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Per organizzare al meglio la giornata siete pregati di prenotarvi entro martedì 31 ottobre 2023.

    Prefazione

    Lio Piccolo è un grazioso borgo a nord di Cavallino Treporti e si trova nella Laguna Nord di Venezia immerso in un ambiente unico al mondo per paesaggio, ricchezza dell’ecosistema e antiche tradizioni locali.
    La frazione sorge su un insieme di isolotti lagunari, separati da strettissimi canali, ricoperti da orti e vegetazione spontanea ed alternati alle barene. Lio Piccolo, in particolare, è l’insediamento più antico della zona ed è circondato dalle “valli da pesca”, ovvero dalle aree lagunari che sono state adibite a zone di pesca sin dall’anno Mille.
    Arrivando a Lio Piccolo si viene accolti da un piccolo e suggestivo borgo storico che ospita la piccola chiesa di Santa Maria della Neve con il rispettivo campanile e Palazzo Boldù.

    Descrizione del percorso

    Da Treporti prenderemo Via Saccagnana e all’incrocio con Via del Prà, all’altezza dell’osteria dal Pupi, scenderemo dal pullman e cominceremo a camminare, su strada asfaltata, verso il Borgo di Lio Piccolo.

    Qui giunti, faremo una breve sosta e potremo approfittare dell’unica toilette che incontreremo lungo il percorso. Poi la nostra camminata prosegue, sempre su strada asfaltata, sino al Notturno. Prenderemo a sinistra Via della Liona, d’apprima carareccia e poi sentiero che ci condurrà nel bel mezzo della laguna.
    Andremo incontro al tramonto, in un contesto spettacolare. La calma del paesaggio contornata dall’acqua, la natura circostante popolata da vari tipi di volattili e in lontananza le luci dell’Isola di Burano e Torcello oltre a Venezia.
    Il sentiero conduce dietro il Borgo di Lio Piccolo e qui giunti ripercorreremo la strada asfaltata fatta sin qui all’andata.

    Arrivati al pullman ci trasferiremo alla “Pizzeria La Lanterna” a Cavallino dove concluderemo la serata con un giro pizza.

  • BOSCO INCANTATO E IL SENTIERO DEI MARRONI

    PREALPI TREVIGIANE

    22 OTTOBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 8.00.
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti.
    RIENTRO
      Ore 18.30 circa.
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Miane a quota 259.
    DIFFICOLTA’   Gruppo A: E – media / Gruppo B: E – facile.
    DISLIVELLO
      Gruppo A: mt. 600 circa – km 16 circa / Gruppo B: 400 circa – km. 11.
    TEMPO Gruppo A: ore 4,50 circa / Gruppo B: ore 3,50 circa.
    QUOTA MASSIMA
      Gruppo A: Casere Costolada mt. 664 / gruppo B: Capitello mt. 622
    PRANZO Nei locali predisposti dalla Pro Loco Combai per la “Festa dei marroni”. Pranzo convenzionato a base di Castagne. Chi soffre di intolleranze alimentari è pregato avvisare al momento dell’iscrizione.
    ATTREZZATURA  Gruppo A: Scarponi obbligatori, bastoncini e K-Way sempre in zaino / Gruppo B: Scarponi o scarpe da trekking, bastoncini e K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Per organizzare al meglio la giornata siete pregati di prenotarvi entro lunedì 16 ottobre 2023.

    Carta Tabacco: Farra di Soligo – Patrimonio da scoprire.

    Prefazione

    Vi presentiamo una interessante escursione dal punto di vista naturalistico, ma soprattutto storico, perché si cammina su una strada costruita dagli abitanti della zona, con lavoro obbligatorio, durante la prima guerra mondiale nel periodo dell’occupazione austriaca. Il comando del Genio austriaco progettò la strada, di cui in molti tratti si vedono ancora il lastricato, il bordo per far defluire l’acqua, e alcuni muretti sui tornanti che sono stati recentemente restaurati. Questa strada doveva servire per il trasporto dei cannoni che bombardavano oltre il Piave, e fu chiamata “de la fan” per la fame che dovevano soffrire specialmente le donne e i bambini affaticati dal lavoro di costruzione e nutriti miseramente.

    Descrizione del percorso

    Per i due Gruppi l’escursione comincia dal centro di Miane. Cammineremo per i vicoletti di Miane e poi prenderemo a dx per via Prade. Si presenta subito con una salita costante passando prima  per un borgo, poi costeggeremo dei vigneti per inoltrarci fino dentro al fatato bosco di castagni dove cammineremo per diversi km.

    Gruppo A: a quota 466, con buona pendenza su strada cementata, cominciamo a salire sino a quando la strada diventa un largo sentiero boschivo abbastanza sassoso. Arrivati a “Pecol Sentà” iniziamo un tratto in salita impegnativo su tratti di sentiero stretto. Qui è richiesta attenzione. Dopo questa salita faremo un tratto in leggero saliscendi sino ad arrivare alle pittoresche Casere Costolada circondate da grandi frassini. Da qui inizia la discesa da prima su sentiero in terra e poi in sentiero con pavimentazione in roccia. Qui la pendenza è accentuata che può diventare scivolosa in caso di umidità. Poco dopo iniziamo un sentiero costellato con sculture artistiche e poi su strada asfaltata sino a Combai. Ore 4 dalla partenza.

    Il Gruppo B, a quota 466, comincerà a scendere ed un certo punto si apre un affascinante panorama sul borgo del Combai…ancora due km ed entreremo nella parte alta del borgo. Percorrendo i vicoli resteremo colpiti dalla bellezza delle case  curate mantenendo la loro caratteristica storica. Ore 3 dalla partenza.

    A-B. Arrivati in piazza, saremo allietati dai mercatini e prenderemo posto nella sala preparata per noi, dove pranzeremo tutti assieme.

    Essendo le strade di Combai chiuse per la “Festa”, finito il pranzo ci aspettano altri 3 km per raggiungere il pullman. Saranno allietati da panorami aperti sulle colline del prosecco. Passeremo per un nuovo tratto del borgo di Combai prima di immergersi nei vigneti e dopo aver attraversato due ponticelli arriveremo al pullman che ci attende a Miane. Ore 0,50 da Combai.

  • CASTELLONI DI SAN MARCO

    ALTOPIANO DI ASIAGO

    1 OTTOBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Rifugio Barricata a quota 1351
    DIFFICOLTA’   E – media
    DISLIVELLO
      Mt. 700 circa – km 15 circa
    TEMPO Ore 5.30
    QUOTA MASSIMA
      Castelloni di San Marco a quota 1830
    PRANZO al sacco, non ci sono appoggi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 27 settembre 2023.

    Carta Tabacco 050 Altopiano dei Sette Comuni.

    Prefazione

    Nella parte più settentrionale dell’Altopiano dei Sette Comuni si trova una formazione naturale di straordinaria bellezza, i Castelloni di San Marco. Il sentiero del labirinto: La magia dei Castelloni è dovuta all’opera incessante, di centinaia di migliaia di anni, dell’acqua sul tenero calcare grigio.
    Sotto la cupola carsica si sviluppano decine di chilometri di grotte appartenenti all’”Abisso della Fossetta”, il cui sbocco è nel fondo della Valsugana alla grotta della Bigonda. Durante la Prima Guerra Mondiale, cunicoli e grotte vennero riadattati a trincee, delle quali possiamo ancora vedere numerose tracce. Erano le seconde linee difensive rispetto al fronte di Cima Caldiera verso l’Ortigara.

    Descrizione del percorso

    Dopo aver attraversato la spettacolare Val Maron e la Val Marcesine con il pullman, cominceremo la nostra escursione nei pressi del Rifugio Barricata, molto probabilmente chiuso.

    Saliremo subito una piccola collina, dove potremo ammirare una delle opere di Marco Martalar, “L’Aquila Vaia di Marcesina”, con i suoi 7 metri di altezza e 5 di lunghezza, e un peso di 1.600 chilogrammi, è la più grande aquila in legno d’Europa. Per realizzarla l’artista di Roana ha impiegato 1800 viti, 100 metri di tavole e morali in larice coperti con 1500 pezzi di radici e altro materiale raccolto nel raggio di un km. È stata creata per ricordare la tremenda catastrofe che ha abbattuto interi boschi sulla piana di Marcesina, poi luogo del più grande cantiere forestale d’Europa. L’ Aquila rappresenta la forza della natura che qui si è scatenata con enorme aggressività e potenza.

    Dal rifugio Barricata (quota 1351) prenderemo la strada forestale n° 869 in leggera salita. Attraverseremo quel che rimane del bosco dopo il passaggio disastroso di Vaia. La forestale ci porterà ad incrociare un sentierino che ci permetterà di fare un taglio per raggiungere, a quota 1424 la continuazione di essa. Man mano che si sale la devastazione di Vaia si fà sempre più evidente, qui gli alberi sono ancora a terra e si noteranno molte macchine operatrici per la rimozione.

    Dopo alcune centinaia di metri prenderemo a dx per il sentiero dei cippi n° 869 B, l’unico sentiero praticabile, che in costante salita ci porterà a incrociare la forestale n° 842. Dopo alcune centinaia di metri prenderemo a destra un sentierino che in breve ci porterà ai Castelloni di San Marco e precisamente all’inizio del Labirinto. Qui fortunatamente Vaia non ha fatto danni. Ore 2.30 dal rifugio Barricata.

    Il percorso dei Labirinti ha dei tratti dove bisogna mettere le mani su roccette e bisogna scavalcare dei massi dove e richiesta la massima attenzione.

    Lo stupore del percorso sicuramente sarà grande, rocce sagomate, fenditure, passaggi in roccia, gallerie, dei veri e propri canyon, saranno lo spettacolo di chi li visita. Tra le varie insenature e le rocce il paesaggio spazierà a nord con la Valsugana e il Lagorai, ma ben visibile sarà anche il resto dell’Altopiano come la zona settentrionale di Cima Caldiera, Cima Ortigara, Cima Undici, Cima Dodicie Portule, la conca centrale fino ad Asiago e la fredda piana di Marcesina. Ore 0.50 per visitare tutte le stazioni numerate.

    Alla fine del labirinto, ci si ritrova immersi nel verde della vegetazione e procederemo ora verso il versante opposto a quello da cui si è saliti. Si ritorna quindi al bivio dell’Anello dei Castelloni di San Marco e da qui si imboccherà il sentiero n°845 chiamato “Sentiero dei Castelloni di San Marco” in discesa. Questo tratto, in buona discesa, richiede attenzione, per le radici e le roccette presenti, e ci porterà a Malga Fossetta in ore 1.15 dai Labirinti.

    Si scende ancora un pò sino a raggiungere il Bivio Tiffgruba. Ora prenderemo a sx una comoda carrareccia che in leggera discesa defaticante ci porterà in ore 1.10 al punto di partenza dove troveremo il pullman ad attenderci.

    Percorso lungo ma molto gratificante.

  • SLOVENIA

    GROTTE SAN CANZIANO – PIRANO

    17 SETTEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.30 circa
    DIFFICOLTA’  T – Turistico
    TEMPO Visita guidata alle Grotte di San Canziano ore 1,30 – percorso didattico ore 1,15 km 2 – Visita libera a Pirano ore 2
    PRANZO al sacco con appoggio a vari locali
    ATTREZZATURA  Scarpe comode e abbigliamento consono alla giornata. K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro domenica 3 settembre 2023.

    Descrizione.

    Grazie alla loro eccezionale importanza per il patrimonio naturale mondiale, le grotte di San Canziano furono incluse nella lista dell’UNESCO nel 1986. Con questo la comunità professionale internazionale riconobbe l’eccezionale importanza delle grotte come una delle perle del pianeta Terra.

    Ci hanno sempre insegnato che il Paradiso è in cielo, nel caso delle Grotte di San Canziano in Slovenia possiamo fare un’eccezione. Il Paradiso esiste, ed in questo caso è pure dalla parte opposta di quello che dovrebbe essere, lo troviamo sottoterra.

    E quando si pensa ad una grotta, solitamente vengono in mente spazi angusti, privi di aria, dove magari bisogna stare piegati per non picchiare la testa. Bene, le grotte di San Canziano, invece, raggiungono in alcuni punti i 150 metri di altezza.

    GROTTE DI SAN CANZIANO

    Dopo un cunicolo d’accesso piuttosto angusto, si apre la prima grotta e via via che ci si addentra nelle viscere della terra, le grotte diventano sempre più belle e grandi. Le grotte sono divise tra la prima parte che è un complesso di grotte denominato “Grotte del silenzio” ed una seconda parte denominata “Grotte del rumore” proprio perché si vede il fiume Reka e si percepisce il suo fragore contro le rocce. Il primo complesso di grotte è stato scoperto nel 1904, il secondo (la grotta del rumore) molti anni prima, nel 1851. All’interno delle Grotte del Silenzio si possono ammirare le classiche stalattiti e stalagmiti che si formano proprio perché, le rocce sono porose e l’acqua filtra dalla superficie e raggiunge la grotta.

    Goccia dopo goccia si attua il processo di creazione di colonne di calcare che pendono dal soffitto (stalattiti) e di colonne che crescono da terra (stalagmiti). Il processo è talmente lento ed impercettibile che per crescere di 1 cm è necessario un secolo circa. Cosa molto importante è assolutamente non toccare alcuna stalattite o stalagmite in quanto si romperebbe quella situazione di delicato equilibrio interrompendo il fenomeno naturale.

    Il punto più impressionante di tutte le Grotte di San Canziano è l’enorme grotta alta quasi 150 metri in cui si percepisce tutta la forza della natura con il fiume che scorre impetuoso molti metri più in basso. Infatti, il percorso della visita prosegue molto più in alto rispetto al fiume e si passa sopra un ponte sospeso (Cerkvenikov most) 46 metri sopra le acque del Reka.

    Questo tratto di percorso all’interno della Grotta del Rumore è di una bellezza e di un fascino impressionante. Chi ama la natura non potrà che essere d’accordo con noi. È interessante anche perché nella Grotta del Rumore si riescono a scorgere quelli che erano i passaggi degli speleologi, si notano ancora le vecchie strutture ed il vecchio percorso; devo dire che avevano coraggio da vendere. Il percorso all’interno delle Grotte di San Canziano termina nei pressi di un’altra dolina dalla quale si può risalire in superficie.

    SENTIERO DIDATTICO

    Qui potremo arricchire la nostra visita al Parco con l’esplorazione delle peculiarità del Carso classico. Il percorso è lungo circa due chilometri e di solito dura poco più di un’ora di cammino. Intorno alla Velika dolina e alla Mala dolina, ammireremo le meravigliose viste delle profonde doline di crollo, le pareti scoscese, il fiume Reka che si inabissa e i monti circostanti. Fanno parte dell’itinerario anche i granai J’kopinov skedenj e Jurjev skedenj a Škocjan, i quali ospitano la raccolta etnologica e la raccolta delle scoperte e delle esplorazioni delle Grotte di Škocjan. Qui si trovano anche il plastico della sezione del canyon sotterraneo del Reka nelle Grotte di Škocjan e il plastico della zona centrale del Parco.

    Dopo aver visitato le Grotte ci trasferiremo sulla costa Adriatica per una breve visita a Pirano sempre in Slovenia.

    PIRANO

    Pirano è una città turistica sulla costa Adriatica della Slovenia, nota per il suo lungo molo e l’architettura veneziana. Piazza Tartini è fiancheggiata dalla gotica Casa Veneziana rossa e dall’affrescata Casa Tartini. Quest’ultima è il luogo di nascita del violinista Giuseppe Tartini. Il municipio del XIX secolo è caratterizzato da un leone di pietra, simbolo dell’ex Repubblica di Venezia. Il Duomo di San Giorgio, nelle vicinanze, ha dipinti del XVII secolo e altari in marmo.

  • CIMA SAPPADA – FORNI AVOLTRI

    GIRO MONTE TUGLIA

    3 SETTEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Inizio Cima Sappada – fine a Forni Avoltri
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: E – Gruppo B: E
    DISLIVELLO
      Gruppo A: Mt. 550 circa – Gruppo B: 350 circa
    TEMPO Gruppo A: Ore 5- Gruppo B: Ore 4.30
    QUOTA MASSIMA
      Gr. A rifugio Siera mt.1606 – Gr. B casera Tuglia mt. 1599
    PRANZO al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 30 agosto 2023.

    Carta Tabacco 01

    Sappada e Forni Avoltri hanno radici antiche che mostrano le sue bellezze in ogni stagione. Tra i borghi, l’armonia del passato risuona tra boschi lussureggianti e cime dolomitiche. Numerose sono le escursioni per raggiungere i rifugi situati in quota, o verso le vette che segnano il confine con l’Austria. Una fitta rete di sentieri collega tra di loro rifugi alpini e malghe, permettendo di compiere entusiasmanti trekking.

    Descrizione del percorso

    Già dalla partenza i due gruppi si dividono per poi raggrupparsi alla malga Tuglia e scendere a Forni Avoltri assieme.

    Gruppo A: Dal parcheggio dell’impianto di risalita a Cima Sappada, quota 1290, prendiamo un sentierino che sale costantemente in mezzo al bosco sino a raggiungere la strada forestale n° 321 che prenderemo verso il rifugio Siera. Sempre in salita arriveremo al rifugio a quota 1606 il punto più alto dell’escursione. Da qui la vista spazia a 360° sulle vette circostanti. Ora si scende su sentiero n° 1 per poi prendere un sentierino che sempre in discesa ci porterà ad incrociare il sentiero n° 320 che prenderemo a quota 1413. Si comincia a risalire sino ad incrociare la forestale n° 230 a quota 1515. Ancora in leggera salita si arriva alla Casera Tuglia a quota 1599. Ore 3 dalla partenza.

    Gruppo B: Da Cima Sappada prenderemo la carrareccia n° 320 che in leggera salita ci porterà, da prima a trasformarsi in un tranquillo sentiero per poi giungere ad un bivio, a quota 1515. Qui prenderemo a dx per la carrareccia n° 230 che in leggera salita ci porterà alla Casera Tuglia. Ore 2.30 dalla partenza.

    Qui ci compatteremo con il Gruppo B per scendere verso Forni Avoltri.

    I due gruppi prendono prima la strada forestale n° 229 che poi si trasforma sempre in discesa in sentiero e passando per le casere Col Mezzodì Alta e Bassa ci porterà a Forni Avoltri zona impianti sportivi dove ci sarà il pullman ad attenderci a quota 888. Ore 2.30 dalla Casera Tuglia.

  • GRUPPO DEL CIVETTA

    RIFUGIO COLDAI E TISSI

    6 AGOSTO 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Inizio e fine da Palafavera
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: E – Gruppo B: E
    DISLIVELLO
      Gruppo A: Mt. 900 17 km circa – Gruppo B: 520 11 km circa
    TEMPO Gruppo A: Ore 5.30 – Gruppo B: Ore 4.30
    QUOTA MASSIMA  Gr. A rifugioTissi mt. 2250 – Gr. B rifugio Coldai mt. 2132
    PRANZO al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 2 agosto 2023.

    Carta Tabacco 015 Marmolada – Pelmo – Civetta – Moiazza

    Ai piedi della maestosa parete nord-ovest del Civetta, con una splendida vista sul lago di Alleghe e sulle cime Dolomitiche, nel cuore delle Dolomiti UNESCO, il Rifugio Tissi vi accoglie con passione e cordialità.
    E’ meta di bellissime escursioni, oltre ad essere una delle tappe principali dell’Alta Via n.1 delle Dolomiti.  

    Descrizione del percorso

    Gruppo A: sfrutteremo la seggiovia di Palafavera che ci farà risparmiare mt. 300 di dislivello e ore 1.20 di cammino. Questa ci porterà nei pressi della Casera Pioda. Costo € 8 solo andata. A monte della seggiovia in leggera discesa in 15 minuti arriveremo a malga Pioda, incorniciata dalle famosissime Dolomiti Ampezzane, tra cui possiamo distinguere il Cernera, la Croda da Lago, il Sorapiss e l’imponente Monte Pelmo. Da qui prenderemo il sentiero N° 556 con alcuni tornantini in costante salita che in ore 1.15 ci porterà da prima al rifugio Coldai a quota 2132 e poi all’omonimo lago a quota 2143. 

    Continueremo il nostro trekking costeggiando il lago per l’Alta Via n° 1 lungo il sentiero CAI 560. Il sentiero, inizia salendo sino alla Forcella Col Negro di Coldai, aprendosi ai nostri occhi un’infinita veduta rocciosa sul versante ovest del massiccio gruppo del Civetta, per poi cominciare a scendere ed incrociare un cartello portante l’indicazione del Rifugio Tissi (già visibile dalla forcella), obbligandoci la svolta a destra e, seguendo l’evidente traccia che costeggia gran parte del Civetta alla nostra sinistra, articolata di parecchi sali e scendi, è ben segnalata,relativamente facile da percorrere, ma abbastanza faticosa, soprattutto quando la ripercorreremo al ritorno.

    Dopo un’ora di cammino, con passo sostenuto, all’incontro di un gran masso portante la scritta Rif. Tissi – Trans Civetta, svoltiamo a destra che, con ripida salita, ci porta al Rifugio Tissi in 30 minuti. Poi un ultimo strappo alla croce della Cima di Col Rean. Da questo punto si può godere un panorama vasto e meraviglioso su Alleghe e su numerosi gruppi montuosi assai noti delle Dolomiti, tra questi: la Marmolada, il Gruppo del Sella il Gruppo del Fanis , i monti “ampezzani”, tra cui il Lagazuoi, le Tofane, i Monti Averau e Nuvolau ecc…, oltre a quelli visti nella mattinata.

    Rigenerati di forze, si ritorna in cammino percorrendo a ritroso il percorso dell’andata. Come detto il sentiero è facile ma stancante per continui sali scendi. Giunti a Malga Pioda prenderemo la strada forestale n° 564 (evitata al mattino per la salita) che ci porterà a Palafavare. Ore 2.30 dal Tissi. Qui troveremo il pullman ad attenderci.

    Gruppo B: Da Palafavera con il pullman ci porteremo in prossimità del Passo Staulanza da dove comincerà la nostra escursione. All’altezza di un tornante prenderemo una carrareccia n° 568 che fà parte dell’anello Zoldano che, in continui sali scendi, ci porterà alla Casera Vescovà a quota 1731. Da qui prenderemo il sentiero n° 561 che in salita costante ci porterà in prossimità del Col dei Baldi dove incroceremo la Casera Pioda a quota 1816. Ore 1.30 dalla partenza. 

    Da qui, come il Gruppo A, prenderemo il sentiero N° 556 con alcuni tornantini in costante salita che in ore 1.15 ci porterà da prima al rifugio Coldai a quota 2132 e poi all’omonimo lago a quota 2143. Qui faremo pausa pranzo e dopo aver fatto le foto di rito scenderemo alla Casera Pioda per poi prendere, come il Gruppo A, la strada forestale n° 564 che ci porterà al pullman a Palafavera. Ore 2 dal Coldai.

  • CATINACCIO

    RIFUGIO RODA DE VAEL

    23 LUGLIO 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Inizio e fine Passo Costalunga
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE – Gruppo B: E
    DISLIVELLO
      Gruppo A: Mt. 900 14 km circa – Gruppo B: 580 11 km circa
    TEMPO Gruppo A: Ore 5.30 – Gruppo B: Ore 4.30
    QUOTA MASSIMA  Gr. A Passo Vaiolon mt. 2560 – Gr. B rifugio Roda de Vael mt. 2283
    PRANZO al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 19 luglio 2023.

    Carta Tabacco 06 Val di Fassa e Dolomiti Fassane

    La meta della nostra escursione è il Gruppo del Catinaccio in Val di Fassa, zona poco frequentata dal GAM sopratutto per la distanza ma vi possiamo assicurare che la zona è bellissima. Il nome Catinaccio è nato dalla parola ladina “ciadinàc”, che significa conca di montagna. Ancora oggi i ladini, soprattutto i valligiani di Fassa chiamano la “loro” montagna così. Il nome tedesco “Rosengarten” (Catinaccio) invece significa “giardino di rose”. Anche in questa uscita la fioritura di alta montagna è rigogliosa.

    Descrizione del percorso

    Dal passo Costalunga prendiamo il sentiero n°552 e già da subito sale con una buona pendenza da prendere con calma. Già al primo bivio dove prenderemo il sentiero n°548 la pendenza diventa più regolare con alcuni strappetti. Camminiamo in un sottobosco aperto che ci da la possibilità di ammirare la Val di Fassa e la testata della Marmolada. Giunti ad una malga ormai siamo in campo aperto e la pendenza si fa più dolce, questo è il preludio che il rifugio è vicino. Adesso la parete di Roda de Val si staglia davanti a noi e cominciamo ad intravvedere la Baita Pederiva e poco dopo il rifugio Roda de Vael a quota 2283. Il contesto è stupendo. Ore 1.45 con mt. 530 di dislivello dalla partenza.

    A questo punto i due gruppi prenderanno percorsi diversi.

    Gruppo A: Per far parte di questo gruppo, si richiede passo sicuro e di non soffrire di vertigini. Incontreremo dei tratti impegnativi e attrezzati dove metteremo più volte le mani su roccette e poi una lunga cengia sicura ma da prendere con la giusta concentrazione.

    Prendiamo il sentiero dietro il rifugio n°551 che porta verso il Passo Vaiolon. L’ambiente è di alta montagna e quindi molto spettacolare; seguiamo il sentiero facile in sali-scendi con apertura sul Gruppo del Sella sino a quando arriviamo ad un ampio spiazzo a quota 2330 dove comincia la salita più impegnativa. Saliamo su di un ghiaione impegnativo a livello fisico ma non pericoloso, un balzo di roccia di mt.170 che in 25 minuti si giunge ad una prima forcella.

    Da qui il panorama si apre ancora di più e in fondo si vede il rifugio piccolo – piccolo. Continuiamo a salire in leggera salita sino a giungere al Passo Vaiolon a quota 2560. Da qui cominciamo a vedere anche il versante del Passo Costalunga con il Gruppo del Lagorai che lo sovrasta e il lago di Carezza che rispecchia al sole. Ore 3 dalla partenza.

    Dopo aver mangiato il pranzo al sacco si comincia a scendere per il sentiero n°9. La discesa è tecnica in un canalone dove spesso si deve mettere le mani sulle roccette dove incontreremo delle corde che ci accompagnano in sicurezza. Inoltre troviamo una scala a pioli da scendere e delle delle scale in legno che ci aiutano a scendere in punti dissestati.

    Giunti alla fine del canalone, seguiamo il sentiero n°549 a sx e prendiamo la lunga cengia sicura, da prendere con la giusta concentrazione, che in leggera salita ci porta al famoso monumento “Christomannos”, un’aquila di bronzo. La scultura alta mt. 2.50 è il simbolo del Catinaccio. Ore 1 dal Passo Vaiolon.

    Adesso in breve si arriva al rifugio Paolina e poi per sentierino in discesa, all’inizio abbastanza pendente per poi scendere più dolcemente, si arriva al punto di partenza dove ci sarà il pullman ad attenderci. Ore 0,50 dal rifugio Paolina

    Gruppo B: Giunti al rifugio Roda de Vael per chi lo desidera, in tutta sicurezza, continua per il percorso che ha fatto il Gruppo A in leggerei sali-scendi sino a giungere al pianoro a quota 2330. Qui ci troviamo al centro del massiccio in ambiente di alta montagna. Ritorniamo al rifugio per la stessa strada. Ore 1. Sempre dal rifugio si può salire accompagnati sul Col de Ciampac punto panoramico. Salita breve con passaggi su roccette. Chi invece vuole godere del tutto il rifugio Roda de Vael ci aspetta per la ripartenza. Qui si fà pausa pranzo.

    Si riparte seguendo il sentiero n°549 che in 30 minuti ci porta al monumento di Christomannos, per poi proseguire verso il Rifugio Paolina. 50 minuti dal rifugio Roda de Vael. La discesa è uguale al Gruppo A, vedi sopra.