• MASSICCIO DEL GRAPPA

    RIFUGIO BASSANO E SENTIERO DELLE MEATTE

    DOMENICA 14 SETTEMBRE 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Piazzale Monte Grappa 1775
    DIFFICOLTA’   A : E media B : E media
    DISLIVELLO
      A : mt.780 – km. 16.5 circa B : mt. 650 – km. 13 circa
    TEMPO A : ore 4.45 circa senza soste B : ore 4 circa senza soste
    QUOTA MASSIMA A-B : Monte Grappa 1775
    PRANZO: al sacco con appoggio a varie malghe
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni in alta quota, scalda collo, guanti, pile e K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 10 settembre 2025

    Carta Tabacco 51 Monte Grappa Bassano Feltre

    Prefazione

    Il Monte Grappa è conosciuto per le grandi battaglie della 1ª Guerra Mondiale a difesa della Nazione, è conosciuto per il Sacrario Militare e altro sempre riguardante la Grande Guerra ma per fortuna c’è molto altro. Vi porteremo a visitare valli incantevoli, malghe trasformate in confortevoli posti di ristoro e paesaggi meravigliosi sulle Prealpi e Dolomiti. Di sicuro non ci annoieremo e a fine giornata saremo appagati di quello che abbiamo visto.

    Questa escursione è un pò diversa dalle altre. Per motivi logistici, come capita spesso sul Grappa, la prima parte sarà in discesa e l’ultima parte sarà tutta in salita. Non spaventatevi ce la faremo tranquillamente perché siamo certi che rimarrete estasiati e ci ritornerete anche da soli.

    Descrizione del percorso

    Cominciamo l’escursione dal rifugio Bassano e da subito visiteremo velocemente il simbolo di questo luogo Sacro….il Sacrario Militare.

    A questo punto prenderemo un tratto dell’Alta Via degli Eroi n° 156. Passeremo sotto le bocche di fuoco della Galleria Vittorio Emanuele lll e sempre in leggera discesa, in breve saremo sulla crestina che ci porterà verso la Croce dei Lebi. Anche qui un’evidente trincea affiancherà il sentiero. Arrivati alla Croce dei Lebi proseguiremo sempre sulla crestina sino a quando troveremo un sentiero che scende a dx denominato Anello Naturalistico del Grappa a quota 1530. Perderemo quota velocemente e ci troveremo nel fondo valle all’altezza di un caratteristico laghetto di montagna a quota 1300.

    Dopo aver perso 470 mt. di dislivello cominceremo a risalire sempre seguendo il sentiero ANG sino a incrociare la ripida, ma non difficile, Scala Santa che ci porterà a Sella Meatte, zona molto frequentata da daini. Ore 2.30 dalla partenza.

    A questo punto i due gruppi di dividono. Premettiamo che il tratto che farà il Gruppo A non è difficile con sali e scendi (+ km 4 + mt.130 di dislivello) ma è molto appagante perché lo scenario cambia completamente rispetto la prima parte del percorso.

    Gruppo A: A Sella Meatte prenderemo a sx per il sentiero n°152 che conduce a malga Vedetta. Sentiero molto spettacolare che si affaccia sulla Valle di San Liberale non è difficile con leggeri saliscendi sempre in comoda cengia che richiede sempre concentrazione. In 30 minuti giungeremo a malga vedetta però non ci fermeremo qui perché vi chiederemo un piccolissimo sforzo per raggiungere la chiesetta sopra cima della mandria. Vedrete che ci ringrazierete perché da qui si apre uno spettacolo meraviglioso a 360° verso la pianura , sulle Pale di San Martino, su tutto il Gruppo del Grappa e l’altopiano di Asiago. Ore 3 dalla partenza.

    Dopo la pausa pranzo si rientra verso la Sella Meatte facendo un piccolo anello.

    Gruppo A – B: Da Sella Meatte continueremo per il il sentiero n° 152 e subito passeremo sotto l’ex ponte tibetano della ferrata Sassi Brusai. Continueremo sempre su comoda cengia incontrando molte gallerie e ricoveri in grotta risalenti alla Grande Guerra. Questo tratto molto spettacolare era usato per gli approvvigionamenti della prima linea italiana. Arrivati a Pian de la Bala cominceremo a salire verso il Rifugio Bassano punto d’arrivo. Come detto in prefazione l’ultimo tratto sarà in salita (circa mt 300 ore 1.15). Prenderemo il sentiero n° 151 che in costante salita da fare con calma ci farà arrivare alla malga Val Vecia dove avremo la possibilità di rifocillarci.
    Ancora un tratto in salita da prima in bosco in dolce per poi uscire allo scoperto e in prossimità del rifugio Bassano una serie di tornantini arriveremo al punto di partenza. Davanti a noi si staglia l’imponente Sacrario Militare.

  • CRESTE DI CONFINE

    ALPI CARNICHE

    DOMENICA 31 AGOSTO

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Passo Monte Croce Comelico – Sesto
    DIFFICOLTA’   A : E media-impegnativa B : E media C : facile
    DISLIVELLO
      A : + mt. 980 circa (-1300) B : + mt. 450 circa (-800) C : + mt. 350 circa (-740)
    TEMPO A : ore 5.15 circa senza soste B : ore 4.30 circa s/c C : 4,00 ore s/c
    QUOTA MASSIMA A-B : Sillianerhutte 2447 C : sopra Malga Klammbach mt. 2040
    PRANZO: al sacco con appoggi a vari rifugi
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni in alta quota, scalda collo, guanti, pile e K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 27 agosto 2025

    Carta Tabacco 10 Dolomiti di Sesto

    Prefazione

    Le creste di confine sono un balcone panoramico tra Italia e Austria. Siamo in Val Pusteria nelle Dolomiti di Sesto e l’escursione segue il confine tra Italia e Austria su pascoli in alta quota che creano un’atmosfera magica. La bellissima vallata di Sesto che con i suoi prati verdi e i suoi masi ti danno un senso di serenità.

    Descrizione del percorso

    Gruppo A-C: Dal Passo Monte Croce Comelico a quota 1636, prendiamo il sentiero n° 131 che porta verso l’Alpe di Neves. Si sale dolcemente su carrareccia da prima in bosco per poi sbucare su un Altopiano adibito a pascolo che ci in 45 minuti ci farà raggiungere il rifugio Malga Nemes a quota 1877. Da qui si prosegue per il sentiero n° 13 che sempre dolcemente ci porta a Malga Klammbach a quota 1944 in circa 1.50 dal Passo. La Malga si presenta come sempre molto accogliente in un contesto molto rilassante. Già da qui il panorama comincia ad aprirsi e le Dolomiti di Sesto si stagliano davanti a noi nella loro imponenza.

    Da qui il Gruppo A si staccherà dal Gruppo C e prosegue per il sentiero n°133 che sale ripido sul costone prativo per raggiungere la parte sommitale che delimita il confine tra Italia e Austria. Ora prendiamo a sx sul sentiero n° 403 con pendenze più dolci che in breve ci porta ai piedi del Tovo Alto. Qui abbiamo la possibilità per chi se la sente di arrivare alla cima dove c’è un Forte italiano di confine e una croce di vetta a quota 2537 punto più panoramico e alto dell’escursione. Ormai siamo siamo al confine e la vista potrà spaziare a 360° dalle 3 cime di Lavaredo alla Croda Rossa di Sesto, dagli Alti Tauri alle Dolomiti di Lienz. Poco dopo raggiungiamo il rifugio austriaco Sillianer a quota 2447 e si nota subito che non è un rifugio Italiano e questo lo rende molto accattivante. Ore 3 dalla partenza.

    Da qui si comincia la lunga discesa che ci porterà a Sesto. Da subito il sentiero n° 4 in buona discesa ci farà perdere quota per raggiunger in 20 minuti il pittoresco rifugio Gallo Cedrone a quota 2200 che merita una visita. Poco oltre al rifugio giriamo a sx per il sentiero n° 3 che per un breve tratto scende per una pista da sci per poi trasformarsi in sentiero sino a raggiungere una carrareccia. Ora ci aspetta una lunga e facile discesa su strada che ci farà assaporare la meravigliosa vallata di Sesto con i suoi masi. Arrivati alle prime case di Sesto una serie di scale e sentierini ci porta in breve al parcheggio di Sesto. Ore 2.30 dal rifugio Sillianer. Se ci sono i tempi, in autonomia, c’è la possibilità di scendere in cabinovia evitando 800 mt. di discesa.

    Gruppo B: Da Sesto salita in cabinovia. All’arrivo imbocchiamo a dx la comoda strada forestale panoramica 4-20 che in circa 30’ ci condurrà al pittoresco rifugio Gallo Cedrone a quota 2200. Ora si comincia a salire da prima in leggera salita per crestine camminando a volte sul versante italiano, altre in quello austriaco sempre seguendo un sentiero ben marcato, fino a ricollegarci all’ultimo breve ma impegnativo strappo che ci porta al rifugio austriaco Sillianer a quota 2447 e si nota subito che non è un rifugio Italiano e questo lo rende molto accattivante. Lo sforzo per raggiungere la cima sarà giustificato dai panorami. La vista potrà spaziare a 360° dalle 3 Cime di Lavaredo alla Croda Rossa di Sesto, dagli Alti Tauri alle Dolomiti di Lienz. Dalla cima al rifugio 1h.

    Pausa pranzo ed eventuale visita ai ruderi del forte italiano di confine. Ci incammiamo in discesa per il sentiero 134-133 con la Croda Rossa sempre di fronte e in direzione malga Klammbach, traversando alpeggi caratterizzati da continue tane di marmotte.
    Raggiungeremo malga Klammbach a quota 1944 dopo ore 1.30’ dal rifugio. La Malga si presenta come sempre molto accogliente in un contesto molto rilassante. Sempre in discesa per i sentieri 133-132-131 raggiungiamo il passo Monte Croce Comelico in ore 1.30. Qui pullman verrà a recuperarci.

    Gruppo C: Abbiamo formato il gruppo C per dare la possibilità a tutti di passare una piacevole giornata in montagna. Questo Gruppo non raggiungerà le creste di confine ma la giornata sarà accattivante con panorami mozzafiato e visitando malghe e rifugi rilassanti. La prima parte dell’escursione, per raggiungere la malga Klammbach, è uguale al Gruppo A: Da qui saliamo leggermente per il sentiero n°133 sino a raggiungere un punto panoramico dove si potrà godere un magnifico panorama sulle Dolomiti di Sesto che si stagliano davanti a noi nella loro imponenza.

    Ora scendiamo ripassando per la malga e cominciamo la lunga discesa verso Sesto per sentieri e carrarecce godendoci la vallata di Sesto con i suoi prati verdi e i suoi masi. Arrivati alle prime case di Sesto una serie di scale e sentierini ci porta in breve al parcheggio di Sesto come il gruppo A e li troveremo il pullman per il rientro.

  • GRUPPO FANIS

    SENTIERO ATTREZZATO KAISERJAGER – GALLERIA LAGAZUOI

    DOMENICA 3 AGOSTO 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Passo Falzarego mt. 2105
    DIFFICOLTA’   A : EEA media B : EE media C : vedi sotto
    DISLIVELLO
      A : mt. 700 circa B : mt. 700 circa
    TEMPO A : ore 5.15 circa senza soste B : ore 5.15 circa senza soste,
    QUOTA MASSIMA Piccolo Lagazuoi mt. 2792
    PRANZO: al sacco e Rif. Lagazuoi
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni in alta quota. Gr. A: obbligatorio kit ferrata o cordino con moschettoni. GR A e B: torcia elettrica, caschetto (va bene anche quello da bici) fortemente consigliato, guantini anti graffio (per protezione su scorrimento su corda metallica), scalda collo e K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473. Prenotarsi entro mercoledì 30 luglio 2025

    Carta Tabacco 07 Alta Badia – Arabba – Marmolada

    Prefazione

    Il Lagazuoi è una montagna del Gruppo di Fanis. Molto apprezzata dai turisti per la sua terrazza panoramica, forse la migliore delle Dolomiti che ci permette di ammirare le principali vette. Poco distante sorge il piccolo Lagazuoi dove ci aspetta una spettacolare vista è a 360°. Ahimè il Lagazuoi e famoso anche per il suo percorso storico con resti bellici molto ben conservati.
    Durante il corso della Prima guerra mondiale, tra il 1915 e il 1917, il Lagazuoi fu teatro di aspri scontri tra le truppe italiane e quelle austro-ungariche, che costruirono complesse reti di tunnel e gallerie scavate all’interno del Piccolo Lagazuoi e tentavano a vicenda di far saltare in aria o di seppellire le posizioni avversarie con il metodo della guerra di mina.

    Descrizione del percorso

    Gruppo A: Prima di tutto una premessa: questo sentiero è attrezzato con tratti di 1° dove molto spesso si mettono le mani sulla roccia. Si richiede passo sicuro e non soffrire di vertigini alcuni passaggi sono sicuri ma esposti ed è richiesto tassativamente kit da ferrata o almeno un cordino con moschettoni e caschetto va bene anche quello da bici. Non sottovalutare il dislivello perché bisogna tenere conto anche dell’altitudine oltre i 2700 metri.

    Si parte dal parcheggio della funivia al Passo Falzarego 2.109 mt.
    Saliamo dritti lungo il Sentiero del Fronte (n° 402) e procediamo fino al 2° bivio dove un cartello ci indica di prendere a sinistra la traccia di collegamento per il Sentiero attrezzato dei Kaiserjäger. 
    Questa sale verso ovest lungo un immenso ghiaione di mina, fino a raccordarsi un po’ più in alto col sentiero vero e proprio che nella prima parte sale dal Passo di Valparola. 
    Nel punto di unione dei due sentieri, ma anche un po’ prima, iniziano a vedersi i resti di ricoveri e trincee austriache. 
    Si continua a salire a zig-zag lungo un grande ghiaione fino all’inizio della parte attrezzata, caratterizzata da enormi gradinamenti. Qui ci imbraghiamo per la nostra sicurezza.
    Per cenge arriviamo a un ponte sospeso e comincia la parte più esposta dell’escursione. Passando gallerie (da visitare) e camminamenti si guadagna quota con buona pendenza fino ad arrivare al termine uscendo poco più a ovest della cima. Pochi passi e si arriva alla croce di vetta del Piccolo Lagazuoi (2.778 m.). 

    Da qui, procedendo su comodo sentiero si raggiunge il Rifugio Lagazuoi (2.752 m.). Ore 3 dalla partenza.

    Dopo la sosta pranzo cominciamo la discesa verso la galleria del Lagazuoi. Torcia, caschetto e guantini fortemente consigliati.

    L’imbocco superiore si trova all’Anticima del Piccolo Lagazuoi e si raggiunge facilmente dal Rifugio Lagazuoi e dalla stazione di monte della funivia percorrendo un sentiero segnalato. La discesa può risultare impegnativa perché si tratta di una lunga scalinata al buio con scalini sconnessi, irregolari e scivolosi
    La galleria alla base sbuca all’aperto dove c’era il ramo orizzontale di collegamento con la cengia che oggi porta il nome del maggiore Martini, poco sopra i resti dei baraccamenti della cengia Malvezzi. Da qui si raggiunge il Passo Falzarego su un percorso segnalato il segnavia 402. Ore 2 dal Rifugio Lagazuoi.

    Gruppo B: Premessa: Percorso da non sottovalutare a livello fisico. Prima di tutto l’altitudine siamo sopra i 2700 metri, la spettacolare galleria è una lunga salita (1 km.) al buio su gradini irregolari e scivolosi con l’aiuto di corrimani in corda metallica. Poco prima della vetta alcuni tratti leggermente esposti ma in sicurezza. Fortemente consigliati in galleria: torcia elettrica, caschetto (anche da bici va bene lo stesso) e guantini per salvaguardare le mani dalle imperfezioni della corda metallica.

    Si parte dal Passo Falzarego per seguire il sentiero del fronte segnavia 402. Già dalla partenza si sale con una buona pendenza, da prendere con calma perché sarà più o meno così sino alla vetta. Dopo un buon tratto di salita allo scoperto, prendiamo il bivio che verso sinistra porta all’imbocco della galleria che si trova sopra la Cengia Malvezzi. D’obbligo una piccola deviazione a dx per visitare l’interessante cengia con i suoi baraccamenti. Si sale leggermente per portarci all’entrata della galleria completamente buia. Come già detto si sale su gradoni irregolari.
    La galleria esce in alto all’Anticima del Piccolo Lagazuoi. Lungo il percorso dopo l’uscita si attraversa un sistema di trincee che costituiva l’avamposto fortificato dell’esercito austriaco. Da li un sentiero porta alla stazione a monte della funivia Lagazuoi e all’omonimo rifugio. Lo spettacolo dal balcone Dolomitico è impressionante sulle principali vette Patrimonio dell’Unesco.

    Per una visione ancora più spettacolare a 360°, si può proseguire in maniera facoltativa alla vetta del Piccolo Lagazuoi a mt. 2792 che su facile sentiero si raggiunge in ore 0.40 A/R. Dopo la sosta pranzo scenderemo per il sentiero del Fronte n°401 e n°402

    Dal rifugio scendiamo per l’evidente traccia, che scende, un pò ripida, da affrontare con concentrazione, passando accanto alle postazioni austriache dove sono presenti altre gallerie e ricoveri militari. 
    Giunti alla Forcella Lagazuoi (2.573 m.) tralasciamo a sinistra i sentieri che portano nel Fanes e al Rifugio Scotoni (1.985 m.) e continuiamo verso destra (n° 401-402). 
    Dopo un lungo e comodo traverso sotto la propaggine sud della cresta della Fanisspitze (2.989 m.) arriviamo alla Forcella Travenanzes (2.503 m.) con gran visione sull’omonima valle e le Tofane.
    Il Sentiero del Fronte (n° 402) che seguiamo, si abbassa verso sud sotto la Punta Berrino, attraversando prima alcuni ghiaioni e poi dei prati accanto ad una pista da sci. Un breve tratto in leggera salita ci porta a passare davanti alle gallerie passate al mattino.
    Lungo questo tratto sono visibili altri camminamenti e ricoveri di guerra (italiani). 
    Proseguendo sempre dritti per la strada del mattino giungiamo nuovamente al parcheggio della funivia al Passo Falzarego.

    Gruppo C: La nostra proposta per il Gruppo C è di salire o scendere in autonomia con la funivia (costi nella mail) per poi scendere o salire con il Gruppo A o B a scelta. Questa scelta deve essere confermata durante il viaggio in pullman

  • A: Piz del Corvo – B: Cima Fertazza

    GRUPPO CERNERA – FERNAZZA

    DOMENICA 20 LUGLIO 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    A : Toffol – fine a Pescul B : Passo Staulanza – fine a Pescul
    DIFFICOLTA’   A : EE media – difficile B : E media
    DISLIVELLO
      A : mt. 940 circa, km. 14 circa B : mt. +450 -700, km. 15 circa
    TEMPO A : ore 5,15 circa senza soste B : ore 4,3 circa senza soste
    QUOTA MASSIMA A : Piz del Corvo mt. 2383 B : Cima Fertazza mt. 2101
    PRANZO: al sacco A : solo alla partenza e arrivo B : vari rifugi e malghe
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni in quota, K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473. Prenotarsi entro mercoledì 16 luglio 2025

    Carta Tabacco 015 Marmolada – Pelmo – Civetta – Moiazza

    Prefazione

    A : Questa escursione adatta a escursionisti allenati attraversa in parte la Catena del Monte Cernera e porta a visitare ambienti poco frequentati, rimasti selvaggi dove i padroni incontrastati sono il silenzio e la natura. Ambiente talmente incontaminato dove e facile incontrare camosci e marmotte, basta rispettare la loro privacy.

    B : Cima Fertazza è una delle vette panoramiche più spettacolari delle Dolomiti, facilmente raggiungibile grazie ai facili sentieri. Dalla cima si gode una vista a 360° sulle vette della Val Fiorentina, del Monte Civetta, Pelmo, e fino alla Marmolada nelle giornate limpide. Meta ideale per escursioni a piedi.

    Descrizione del percorso

    Gruppo A : la nostra escursione parte da Santa Fosca dove in breve raggiungiamo il Borgo di Toffol. Poco dopo la Chiesetta della Madonna della Neve prendiamo il segnavia n° 465 che sale gia da subito in buona pendenza per risalire lungo la valle ed inoltrarsi nel bosco. Il tratturo diventa sentiero e sempre con costante buona pendenza e si percorre la suggestiva e selvaggia valle del Rio Loschiesuoi, accompagnati dal mormorio delle sue limpide acque. Questo primo tratto di salita impegnativa ci metterà alla prova. Usciti dal bosco, dopo poco più di un’ora di cammino e attraverseremo il Rio delle Beste e si risale un pendio erboso che supera la curiosa e particolare fenditura detta Sass Strenc per raggiungere un bivio che prenderemo a dx proprio a ridosso del Ponte Sasso. Bellissimo ponte naturale scavato dal torrente. Ore 2.15 dalla Partenza.

    Attraversato il ponte, salendo si giunge ad un’amena ampia conca, quest’area essendo poco frequentata è l’habitat ideale dove vivono i camosci, si consiglia binocoli per poter ammirare questi magnifici animali. Il panorama che ci circonda è spettacolare, un mix di roccia e pascoli rende tutto magico. Arrivati alla forcella a quota 2270 chi se la sente con un centinaio di metri di dislivello in 20 minuti si arriva al Piz del Corvo. Qui il c’è un problema, non esiste ne sentiero ne traccia quindi ci lasceremo trasportare dal nostro istinto vedendo chiaramente il punto d’arrivo. Da qui il panorama a 360° è spettacolare sulle Dolomiti e sulla val Fiorentina e oltre. Ore 3.15 dalla partenza.

    Ridiscesi alla sella prativa cominceremo la discesa seguendo i paletti rossi che ci guideranno lungo il percorso su tutta la prateria per raggiungere i ruderi della Casera Vallazza. Tratto con discesa ripida ma non impegnativa su fondo un pò sconnesso e erba alta. Dopo alcuni sali scendi con alcuni scoli di detriti che richiede un passaggio concentrato e sicuro, si continua sempre in discesa e dopo aver attraversato un ruscello raggiungiamo la strada asfaltata. Si scende ancora sino ad incontrare il sentiero a sx n° 466 sino ad raggiungere Pescul dove ci sarà il pullman ad attenderci. Ore 2 dalla vetta.

    Gruppo B : Il percorso del gruppo parte 500 mt prima del Passo Staulanza, lungo la statale (SP 251) a sinistra (mt 1711), imboccando la strada sterrata che porta a Malga Fontanafreda (1768m). Seguiamo il sentiero 568 sino ad arrivare al rifugio Belvedere. Il percorso è su mulattiera, che in inverno diventa pista da sci. In 1,30 h di costante salita, ci portiamo a coprire i 330 mt. di dislivello che ci dividono da Cima Fertazza. Alle nostre spalle ci fà compagnia il Pelmo, mentre alla nostra sinistra il Gruppo del Civetta.

    Proseguiamo, dopo aver lasciato il rif. Belvedere, su sentiero 566, e andiamo a Cima Fertazza, per godere del panorama sul lago di Alleghe. Sempre seguendo il sentiero 566, ora in discesa, sino al Col di Davagnin, e poi in saliscendi, raggiungiamo a quota 1860 mt. Tabiai Forcella. Qui prendiamo il sentiero 569 che in sottobosco conduce al Rif. Fertazza (1852 mt) dove faremo la sosta pranzo. Da questo versante potremo ammirare la Val Fiorentina, il Piz del Corvo con dietro il Mondeval, il monte Cernera. Il rientro lo faremo lungo la mulattiera/sentiero 569 che conduce a Pescul dove il pullman ci attende per il nostro rientro a casa.


  • Monte Piana

    RIFUGIO BOSI

    Sabato 5 luglio 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Lago D’Antorno mt 1.880
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE – Gruppo B: E
    DISLIVELLO
     Mt. 680 circa, km. 13 circa
    TEMPO 3,5/4h senza soste + sentiero storico
    QUOTA MASSIMA Forcella de i Castrade mt. 2272 o Monte Piano 2324 mt (facoltativo)
    PRANZO: al sacco, appoggio Rif. Bosi
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni in quota, K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473. Prenotarsi entro mercoledì 2 luglio 2025

    Prefazione

    Troneggiante al di sopra del Lago di Landro, il Monte Piana è zona escursionistica, oltre che un museo all’aperto. Dalla sua cima si può ammirare una vista impareggiabile su molte vette dolomitiche, tra cui le Tre Cime di Lavaredo, il Monte Paterno e il Monte Cristallo. Lungo il percorso si incontrano trincee, gallerie e postazioni risalenti alla Prima Guerra. Alcuni punti del museo all’aperto sono raggiungibili solo attraverso tratti esposti, ma attrezzati. Sul Monte Piana si combatterono italiani e austriaci e 14.000 soldati vi persero la vita.

    Descrizione del percorso

    Dal lago d’Antorno, situato 2 km a Nord del lago di Misurina sulla strada a pedaggio che sale verso il rifugio Auronzo, prendiamo il lungolago dirigendoci verso la sbarra con pedaggio. Qui, a sinistra, prendiamo il sentiero n. 108 che in leggera discesa ci conduce nella Val de Rimbianco. Giunti a quota 1706 mt. (1h dalla partenza) attraversiamo il torrente (forse a piedi scalzi, portiamo un asciugamano) per salire su sentiero 111 in Val de i Castrade.

    Il sentiero sale velocemente di quota in mezzo ad un bosco di pino mugo sino ad incrociare un bivio dopo circa 1 h. Questo bivio porta al Monte Piana su due sentieri diversi.
    A destra un sentiero attrezzato conduce alla Croce di Dobbiaco mt. 2301 per poi prendere a sx il sentiero n. 6 e portarsi alla Forcella de i Castrade mt. 2272 (eventuale gruppo A, colore giallo).
    A sinistra il percorso è su sentiero facile troviamo un piccolo tratto di ghiaione prima della forcella, facilmente superabile (dal bivio 15 minuti).
    Giunti alla forcella, oltre ad un panorama mozzafiato, ci troviamo sul sentiero storico della grande guerra, un museo a cielo aperto.

    Ci prendiamo del tempo, per recuperare le energie, per godere il panorama e per visitare i luoghi dove molti uomini hanno combattuto e perso la vita durante la prima guerra mondiale.
    Possiamo fare la pausa pranzo liberamente o per sentiero 122 dirigerci verso il rifugio Bosi da dove poi scenderemo (colore rosso), prima su strada e poi su sentiero 122 verso il lago d’Antorno (1h circa)

  • Tirano – Saint Moritz (Trenino del Bernina)

    Domenica 22 e lunedì 23 giugno 2025

    Alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO  Domenica 22 giugno Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.00
    TRASFERIMENTO  Pullman (posti esauriti)
    RIENTRO
      Lunedì 23 giugno alle ore 22.30 circa
    DIFFICOLTA’  T (adatto a tutti)
    PERNOTTAMENTO
    Hotel Garni Le Corti di Grosotto (SO) trattamento 1/2 pensione + cestino di lunedì
    ATTREZZATURA  Scarpe da trekking, abbigliamento comodo.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp GAM 3792978473. (Gruppo al completo)

    1° GIORNO: PONZANO VENETO – LOVERE – GROSIO-GROSOTTO

    La prima tappa della nostra due giorni è Lovere, affacciato sul lago Sebino, in provincia di Bergamo.
    Uno de “I Borghi più belli d’Italia”, Lovere venne definita dalla scrittrice inglese Lady Mary Wortley Montagu “il luogo più romantico che abbia mai visto in vita mia”.
    Stretta tra lago e montagna, la cittadina si presenta come un grande anfiteatro con splendidi palazzi costruiti con buon gusto e perfetto senso architettonico.
    Alle ore 10.00 abbiamo appuntamento con la guida che ci accompagna per circa due ore a conoscere questo affascinante Borgo.
    Pausa pranzo libera
    Nel pomeriggio ci spostiamo al paese di Grosio, in provincia di Sondrio, centro della Media Valtellina.
    Grosio fu abitato già in epoca preistorica come testimoniano le oltre 5000 figure incise, databili tra la fine del Neolitico (IV millennio a.C.) e l’età del Ferro (I millennio a.C.), presenti sulla “Rupe Magna” al “Dosso dei Castelli” che andiamo a visitare accompagnati da una guida e sulla cui sommità sorgono i resti del castello di San Faustino (Castello Vecchio) e del castello Visconteo (Castello Nuovo).
    Al termine della visita guidata raggiungiamo, a piedi, tramite un sentiero il paese di Grosotto, dove è prevista la cena ed il pernottamento presso l’Hotel Garni Le Corti.

    2° GIORNO: GROSOTTO -TIRANO – SAINT MORITZ- PONZANO VENETO

    Dopo colazione il pullman ci accompagna alla stazione di Tirano dove alle ore 9.00 prendiamo il famoso Trenino Rosso del Bernina.
    Alle 9.58 scenderemo alla stazione di Cavaglia (mt 1693) per andare a visitare il Giardino dei Ghiacciai, che custodisce al suo interno numerose marmitte dei giganti.
    Pranzo: cestino fornito dall’hotel
    Alle ore 12.52 risaliremo in treno per raggiungere Pontresina e percorrere l’ultimo tratto sino a Saint Moritz a piedi. Sono circa 5 km di passeggiata nel sottobosco con un dislivello minimo.
    Durante tutta la giornata siamo accompagnati da una guida.


    A Saint Moritz il pullman ci raggiunge per il nostro ritorno a casa.

  • LAGORAI

    CIMA SOCEDE E RIFUGIO MALGA CONSERIA

    DOMENICA 8 GIUGNO 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Ponte Conseria a quota 1450
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: E – Gruppo B: E
    DISLIVELLO
     Gruppo A: Mt. 930 circa, km. 18 – Gruppo B: Mt. 700 circa, km 12 circa
    TEMPO Gruppo A: ore 5 – Gruppo B: ore 4.15 QUOTA MASSIMA Cima Socede 2173 PRANZO: al sacco
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni primaverili, K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473. Prenotarsi entro mercoledì 4 giugno 2025

    Cima Socede e rifugio Malga Conseria è un’escursione in Lagorai davvero appagante con vista privilegiata su Cima D’Asta e Cauriol. Una vetta non troppo impegnativa che regala un panorama unico, tra verdi alpeggi, torrenti e ruscelli e una moltitudine di fiori, tra cui distese di rododendri. Cima Socede durante la Grande Guerra fu teatro di sanguinose battaglie e ancora oggi i segni sono ben visibili con trincee, postazioni e accampamenti.

    Descrizione del percorso.

    Per raggiungere cima Socede, si parte da Ponte Conseria a 1450 mt. Per raggiungere questa località in val Campelle, dalla strada Valsugana si esce a Strigno e, superato l’abitato di Spera, si seguono le indicazioni per il rifugio Cruccolo e il rifugio Carlettini. Superati entrambi, si raggiungono i diversi e ampi parcheggi di Ponte Conseria.

    Gruppo A: dopo un breve tratto di forestale asfaltata si gira a sx prendendo il sentiero n° 317. All’altezza di malga Val Sorda Seconda lasceremo il sentiero girando a dx per seguire la forestale che ci porta verso malga Conseria. Tratto abbastanza impegnativo con salite e discese che richiedono attenzione per il terreno roccioso e radici in superficie. Tratti boschivi che si alternano con zone allo scoperto. Alcuni tratti esposti e una piccola frana, superabile con facilità, richiedono passo sicuro e concentrazione. Salita finale seguendo la strada forestale ci fa raggiungere il Passo 5 Croci a quota 2018. Circa 2 ore dalla partenza.

    Da qui i due gruppi faranno la stessa strada.

    Gruppo B: Da Ponte Conseria prendiamo la forestale che in leggera e costante salita ci porta verso il Passo 5 Croci. Dopo un’ora scarsa di cammino, si arriva in prossimità del Rifugio Malga Conseria a 1857 mt. e si continua a salire, direzione passo 5 Croci a quota 2018 che raggiungiamo in circa ore 1.20.

    Il passo si trova su una forcella tra verdi pascoli e alpeggi che apre alla vallata sottostante che conduce a Caoria, in valle del Vanoi e davanti a noi Cima d’Asta e il Monte Cauriol. In lontananza alcune delle principali vette Dolomitiche.

    I due Gruppi, dal passo procedono a destra, prendendo il sentiero di salita per cima Socede, ben indicato da cartelli biancorossi. Si inizia a salire tra praterie di rododendri fino a raggiungere la croce di vetta a 2173 mt. Ore 0.30 dal Passo.

    Visitato le trincee si può iniziare con la discesa prendendo il sentiero opposto di salita. Si raggiunge quindi il passo dei Lasteati, dove subito dietro si trovano i due omonimi laghetti. Dai laghetti si prende il sentiero dei laghetti Lasteati che riporta subito sopra Malga Conseria. Si ripassa alla malga per prendere invece il sentiero L36, detto sentiero dell’Aie, che scende più dolcemente a valle. Si raggiunge una strada forestale che porta infine a Ponte Conseria passando per un fresco bosco. Qui troveremo i pulmini ad attenderci.

  • Trekking isola del Giglio e Giannutri

    Periodo dal 15 al 19 Maggio
    L’Isola del Giglio, situata nell’Arcipelago Toscano di fronte al Monte Argentario, è davvero una perla tutta da scoprire. Con i suoi 21 kmq di estensione, è la seconda isola più grande
    dell’Arcipelago Toscano ed è rinomata per le sue bellezze naturali.
    Il mare cristallino color smeraldo, con i fondali ricchi e pescosi, fanno da cornice ad un territorio per il 90% ancora selvaggio. Grazie ad alcuni sentieri è possibile raggiungere tratti di costa, spiagge e scogliere di rara bellezza. Anticamente alcuni dei sentieri erano delle mulattiere che, fino a pochi decenni fa, erano le uniche strade che i Gigliesi sia a piedi che a dorso di mulo, usavano per spostarsi sull’isola e raggiungere i campi.
    I due paesi dell’isola sono: Giglio Castello, un suggestivo borgo medievale che si erge sulle alture dell’isola, e Giglio Porto, unico porto dell’isola, piccolo e pittoresco, dalle case multicolori ed il mare di una limpidezza impensabile per un porto.
    Isola di Giannutri
    Giannutri, piccola isola dell’Arcipelago Toscano, è famosa per la sua peculiare forma, simile ad una falce lunare, rivolta ad oriente.
    A Giannutri il fascino della natura prende il sopravvento e, per preservare il suo peculiare ambiente naturale, l’isola è stata inclusa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e vincolata da rigide norme che limitano, ma non ostacolano la fruizione turistica, creando un perfetto equilibrio tra accoglienza e tutela.

    Programma
    1° giorno: giovedì 15 maggio: Ponzano – Isola del Giglio
    Tappa a Monteriggioni (Siena)
    Lo splendido borgo di Monteriggioni si trova nel cuore della campagna senese, è situato sulla cima di una collina e circondato da una cerchia di mura circolari conservate perfettamente. Il centro storico, detto anche Castello, è molto piccolo ma è estremamente suggestivo, ha una forma approssimativamente circolare, avente diametro di soli 170 metri. Va da sè che girarlo a piedi è semplicissimo, le strade sono poche, così come gli edifici. Ma è l’atmosfera che si respira a rendere Monteriggioni una vera e propria perla della Toscana.
    Partenza traghetto da Porto Santo Stefano per l’Isola del Giglio alle ore 15.00
    Arrivo previsto al Giglio alle ore 16.00
    Trasferimento a piedi fino all’hotel Saraceno e assegnazione delle camere, tempo libero fino alle ore 19.00
    Cena in hotel

    2° giorno: venerdì 16 maggio Isola del Giglio
    Colazione in hotel.
    Partenza a piedi dall’hotel per l’escursione alla “Punta del Capel Rosso”.
    Prendiamo il sentiero n° 314 attraversando una fitta lecceta e verde muschio che in 40 minuti ci porterà a Giglio Castello. Breve visita al borgo e riprenderemo il cammino verso il Poggio della Pagana che è il punto più alto dell’isola. Continueremo per il sentiero n° 303 che ci porterà alla Punta del Capel Rosso che ospita uno scenografico faro. Il rientro verso l’hotel lo faremo passando per Punta di Capo Marina, Cala delle Cannelle e Cala dello Smeraldo.
    Tempo di percorrenza ore 6 circa – km. 15 circa – dislivello mt. 650 circa – E media difficoltà
    Cena e pernottamento.

    3° giorno: sabato 17 maggio Isola di Giannutri
    Colazione in hotel.
    Trasferimento a piedi verso il porto dove prenderemo il traghetto a noi riservato per raggiungere in circa 1 ora l’Isola di Giannutri.
    L’isola di Giannutri è un’area naturale protetta, per fare trekking, per le escursioni, per
    il birdwatching, per le immersioni e anche per fare il bagno è necessario attenersi alle norme del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
    Oggi visiteremo l’isola percorrendola nei suoi sentieri con un trekking guidato di circa 3 ore. Non mancheremo di visitare i tesori dell’isola Villa Domizia e i Mosaici, anche qui accompagnati da guida esperta.
    Nel pomeriggio rientro al Giglio e tempo libero.
    Cena e pernottamento .

    4° giorno: domenica 18 maggio Isola del Giglio
    Colazione in hotel
    Partenza a piedi dall’hotel per l’escursione alla Punta del Fenaio e alla Torre del Campese.
    Prendiamo per un breve tratto il sentiero n° 314 per poi prendere a dx il sentiero n° 315 per
    raggiungere il punto più a nord dell’isola.
    Il faro del Fenaio nella parte settentrionale dell’isola è stato inaugurato nel 1883 insieme al faro nella parte meridionale, il Faro del Capel Rosso, e tutti i due fari sono tuttora funzionanti. Venne realizzato dalla Marina Militare per sostituire l’inadatto Faro delle Vaccarecce, il primo ed allora unico faro presente sull’isola. Questo ha un’ottica fissa con una portata di 16 miglia nautiche. La struttura ospitava le abitazioni di numerose famiglie di faristi fino agli anni ’80, anni in cui i fari in Italia furono automatizzati.
    Proseguiamo per il sentiero n° 316 per raggiungere Giglio Campese con la sua caratteristica Torre e la sua spiaggia. Per il sentiero n° 312 saliremo verso Giglio Castello per poi scendere verso l’hotel.
    Tempo di percorrenza ore 5 circa – km. 13 circa – dislivello mt. 500 circa – E media difficoltà
    Cena e pernottamento.

    5° giorno: lunedì 19 maggio Isola del Giglio – Ponzano Veneto
    Colazione in hotel
    Trasferimento a piedi verso il Porto dove alle ore 9.00 prendiamo il traghetto che ci porta a Porto Santo Stefano. Qui troviamo il pullman ad attenerci.
    Lungo il viaggio verso casa faremo tappa a Pitigliano (Grosseto)
    Splendida cittadina dell’Area del Tufo, nel cuore della Maremma Toscana, Pitigliano è uno dei Borghi più Belli d’Italia e Bandiera Arancione.
    Soprannominato anche La Piccola Gerusalemme, perché a partire dal XVI secolo ospitò una grande comunità ebraica tra le sue mura.
    Arroccato su una rupe di tufo, il paese si erge imponente sulle valli dei torrenti Lente, Meleta e Prochio, offrendo una meravigliosa vista sulla natura selvaggia ed incontaminata di quest’area della Maremma Toscana. La storia di Pitigliano ha inizio in epoca antichissima, il territorio era già abitato nel Neolitico, ma con l’arrivo degli Etruschi inizia la storia vera e propria della cittadina toscana.
    Oggi Pitigliano è un vero e proprio gioiello di arte, storia e cultura, ogni angolo del suo centro storico racconta un passato ricco di storia, gli stretti vicoli, le piazzette, gli scorci panoramici.
    Lo andremo a scoprire insieme, concedendoci due ore durante il nostro viaggio di ritorno
    aggiungendo la pausa pranzo.
    Nel pomeriggio risaliamo in pullman e continuiamo il nostro viaggio verso casa.
    Arrivo previsto a Ponzano Veneto ore 21.30. Fine dei servizi.

  • GIRO DELLE SETTE CASCATE

    ALTA VALLE DEL QUIETO – CROAZIA

    DOMENICA 4 MAGGIO 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Buzet – Croazia
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE – Gruppo B: E
    DISLIVELLO
     Gruppo A: Mt. 450 circa, km. 17 – Gruppo B: Mt. 350 circa, km 12 circa
    TEMPO Gruppo A: ore 5/6 – Gruppo B: ore 4
    PRANZO: al sacco.
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni primaverili, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473. Prenotarsi entro mercoledì 30 aprile 2025

    Prefazione

    Il giro delle sette cascate è considerato uno dei sentieri escursionistici più famosi e più belli dell’Istria. Il percorso è interessante perché i laghetti alla base delle cascate assumono un particolare colore che va dal ceruleo allo smeraldino.

    Escursione molto pittoresca ricca di acqua con scorci molto rilassanti. Formeremo due gruppi per un semplice motivo; la difficoltà. Il gruppo A troverà dei brevi tratti molto ripidi dove saremo costretti a mettere le mani sulla roccia con corrimani di corda per favorire la salita. Ci sono dei brevi tratti dove è richiesto, passo sicuro e concentrazione e non bisogna sottovalutare la distanza. A fine escursione la fatica si farà sentire ma rimarrete sodisfatti per quello che avete visto.

    Il gruppo B effettuerà la prima parte del percorso vedendo solo 3 cascate e poi ritorno per la stessa strada. Percorso più breve con una salita da affrontare con calma con dislivello a strappi anche importanti ma più lievi rispetto il gruppo A.

    Descrizione del percorso

    Lasciato il pullman al parcheggio della birreria Favorit, si risale il corso del fiume Quieto percorrendo l’argine per 1,5 Km. Alla confluenza del torrente Draga con il Quieto inizia la risalita di una bella forra con pareti verticali e strapiombanti sia a destra che a sinistra, utilizzate come palestra d’arrampicata. Inoltre sopra il torrente sono state tese varie zip-line.
    Il sentiero è ben segnato ma, in alcuni tratti, molto ripido. E’ anche parzialmente attrezzato con cavi che fungono da passamano e aiutano nella risalita e, nella parte alta, sono presenti alcuni comodi gradini artificiali.

    Salendo questa gola si incontrano le prime tre cascate, di altezze diverse. Quella più a monte si chiama Vela Pec e, con i suoi 26 metri, è la più alta. Per visitarla bisogna fare una piccola deviazione dal percorso principale.

    Qui i due gruppi si dividono.

    Il Gruppo A deve superare subito il tratto più impegnativo affrontando una parete quasi verticale con l’aiuto di corrimano e blocchi per mettere i piedi. Tratto breve ma intenso dove è richiesto passo sicuro e concentrazione.

    Arrivati sul pianoro soprastante, si può godere di un bel panorama con, sullo sfondo, l’inconfondibile profilo della storica cittadina di Pinguente. Da questo punto in poi si percorrono tranquilli sentieri alternati da carrarecce mentre ci si dirige verso Selca, ma ben presto si devia a destra per per ammirare la quarta cascata Mala Pec. Ancora una piccola risalita e poi si piega verso Sud – Est per raggiungere Blatna Vas passando sul Ponte Napoleone, manufatto ad arco in pietra costruito agli inizi del secolo XIX.

    Il sentiero sale con leggera salita fino a poco prima dell’abitato di Kuhari poi si inizia a scendere verso Kotli, il luogo più distante dal punto di partenza dell’escursione.
    Questo paese ha conservato il suo aspetto originario di fine Ottocento grazie all’isolamento in cui si è trovato. Ha resistito al tempo anche uno dei suoi famosi mulini, rimasto in uso fino al 1964. Dopo la sosta pranzo si percorre un breve sentiero per vedere questo mulino, edificato sulla destra della quinta cascata. Questa è la prima delle tre cascate che si trovano nell’alveo del fiume Quieto, le altre quattro si sono incontrate prima, risalendo il torrente Draga.
    Si prosegue verso Pinguente lungo la sponda destra del fiume.
    Dopo circa 1,7 km il sentiero passa accanto alla sesta cascata Zelenscak.
    Continuando l’escursione, dopo un chilometro, si devia a sinistra per arrivare alla settima e ultima cascata, denominata Grjok. Lo specchio d’acqua alla sua base è il più grande di tutti, misurando circa 36 mt di larghezza ed una profondità di oltre 6 mt.

    Ormai siamo arrivati in pianura e la carrareccia ha un andamento lineare mentre il fiume ha un corso molto sinuoso.
    Lungo il sentiero si incontrano quattro guadi che, in condizione di livello normale delle acque, non presentano difficoltà per superarli. Comunque è opportuno portare con sé un piccolo asciugamano in caso di necessità (bagno ai piedi). Ben presto sulla destra si apre la valle del Draga, risalita poche ore prima: ancora un chilometro e mezzo di camminata lungo l’argine sinistro del Quieto e si giunge al punto di partenza.

    Il Gruppo B arrivato alla terza cascata ritorna per la stessa strada e rientra in valle. Da qui risale l’argine dalla parte opposta percorrendo una rilassante passeggiata lungo il fiume Quieto sino al primo dei quattro guadi. Dopo un breve anello si ritorna sulla strada che ci riporta al pullman.

  • DA TREVISO A JESOLO IN BICI

    GREENWAY DEL SILE SINO AL MARE

    SABATO 10 MAGGIO 2025

    RECUPERO DELLA BICICLETTATA

    Scheda tecnica

    RITROVO  A Prato della Fiera di Treviso. Partenza ore 9.00 (Pronti a partire almeno 15 minuti prima)
    TRASFERIMENTO  Al Prato della Fiera in autonomia. Rientro da Jesolo con pullman e carrello
    RIENTRO
      Ore 19.00 circa
    INIZIO/FINE 
    Inizio dal Prato della Fiera di Treviso – Fine a Piazza Nember Lido di Jesolo
    DIFFICOLTA’  T – Pista ciclabile e strade secondarie. Quasi tutta su buon sterrato
    DIS
    TANZA  Km. 62 circa
    TEMPO
       Ore 5 circa
    PRANZO: al sacco con appoggio a varie strutture
    ATTREZZATURA : Bici: qualsiasi tipo di bici (normali e assistite). Possibilità di noleggio. Bici in ordine con copertoni e freni a posto. Cameradaria di ricambio per eventuale foratura. Si consiglia il caschetto.

    ATTENZIONE: PER POTER CARICARE LE BICI NEL CARRELLO LE STESSE DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE SENZA CESTELLO O AVERLO ESTRAIBILE.

    RIFERIMENTI   WhatsApp GAM 379 2978473. Riconfermate la vostra presenza o nuova iscrizione entro mercoledì 23 aprile 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Prefazione

    Basta semplicemente gettare l’occhio sull’acqua del Sile da un qualsiasi ponticello lungo le strade di campagna per capire tutto, quella del Sile è un’acqua davvero bellissima e affascinante. Acqua di risorgiva che sale dal profondo della terra con polle di risorgiva, i fontanassi, e subito forma un grande fiume. L’acqua è energia e per un millennio ha fatto girare le ruote dei mulini ed è sfruttata per il trasporto di qualsiasi tipo di materiale. Per conoscere veramente il Sile vi sono solo due modi, dentro l’acqua, con il kayak, oppure fuori dell’acqua con la bicicletta.
    L’itinerario che affronteremo è semplicemente fantastico! Il panorama cambia in continuazione e a fine giornata saremo entusiasti di quello che abbiamo visto.

    Norme di comportamento in bici su ciclabile in gruppo

    • Rispettare il codice della strada e mantenere le distanze di sicurezza
    • Essendo una ciclabile a doppio senso mantenere la destra in fila indiana per evitare frontali
    • Non frenare all’improvviso senza motivazione e senza preavviso (Tipo fare una foto). Segnalare ostacoli o pericoli a chi vi segue ( con gesti o vocalmente )
    • Non lasciare il gruppo senza avvisare ne davanti ne in coda, le fermate sono già programmate
    • Avere la bici in ordine con freni a posto, campanello e attrezzatura anti foratura

    Percorso

    Si parte da Campo della Fiera di Treviso e si è subito accolti nella Greenway del Parco Regionale Naturale del Fiume Sile. La prima parte del percorso è molto frequentata da podisti quindi bisogna prestare la massima attenzione procedendo in fila indiana mantenendo le distanze di sicurezza. L’uso storico del fiume come via di trasporto si nota dopo pochi chilometri con l’arrivo al Cimitero dei Burci. La passerella che attraverseremo con le bici a mano ci permetterà di avere una visione privilegiata su una distesa di imbarcazioni abbandonate semi sommerse che oggi ospitano moltissime specie di animali e piante salvaguardate all’interno del Parco.

    Dopo Casier la carreggiata si restringe e segue la lenta discesa del fiume su un percorso spettacolare in mezzo al verde fiancheggiando bellissime Ville Venete.

    Il percorso attraversa meravigliosi borghi affacciati sul fiume quali Casier, Casale sul Sile, Musestre e Quarto d’Altino. Nei pressi di Portegrandi il paesaggio cambia completamente perché per un lungo tratto affiancheremo la Laguna di Venezia. Da qui un sorprendente paesaggio lagunare, ricco di storia e natura, ci condurrà a Caposile. Lasciatevi accompagnare ancora dalle acque placide del fiume prima a Jesolo Paese e di lì a poco lungo il percorso appariranno le famose “bilance da pesca”. Il faro e il litorale Jesolano costituiranno il traguardo e la miglior ricompensa per una giornata indimenticabile. Passeremo una giornata che vi riempirà occhi e cuore di paesaggi unici, al ritmo del lento scorrere del fiume di risorgiva più lungo d’Europa.

    Lungo il percorso è possibile ristorarsi in uno dei bellissimi chioschi. 

    Qui troveremo il Pullman ad attenderci per riportarci a Prato della Fiera di Treviso dopo aver caricato le bici nel carrello e depositato le bici a noleggio.