Autore: amicidellamontagna

  • Prepotto – Santuario di Castelmonte

    Domenica 25 ottobre 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato – Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.00 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Prepotto (Loc. Bodigoi) mt. 150 circa
    DIFFICOLTA’:  E media – Gruppo Unico
    DISLIVELLO  circa 500 mt.- km. 14 circa
    TEMPO: 4:30h circa
    PRANZO: al sacco (appoggio ai locali di Castelmonte)
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e bastoncini.
    RIFERIMENTI   WhatsApp GAM 379 2978473. Iscrizioni entro mercoledì 21 ottobre 2026

    Prefazione
    La località da cui parte il nostro itinerario è Bodigoi, una frazione di Prepotto, comune italiano di 693 abitanti del Friuli-Venezia Giulia. Il Comune di Prepotto confina per 15 km con la Slovenia, la linea di demarcazione coincide con il torrente Judrio, che, una volta entrati nella valle, lo abbiamo alla nostra destra. Fiore all’occhiello del territorio di Prepotto è lo Schiopettino, nato proprio nella valle dello Judrio, un vitigno autoctono che fa parte della famiglia delle Ribolle.
    Ma la meta cruciale di oggi è il Santuario di Castelmonte a 618 mt slm.
    Numerosi sentieri storici e percorsi ufficiali collegano il fondovalle al Santuario, noi faremo un percorso ad anello. Naturalmente c’è anche una strada percorribile in auto o pullman. 
    Il cuore del santuario è la statua della Madonna col Bambino, ma non da meno sono gli edifici e il panorama che la coronano.

    Descrizione del percorso

    Il pullman ci lascia in località Bodigoi. Prendiamo la strada asfaltata che porta in località Fragielis; passato questo piccolo borgo di case la strada diventa una mulattiera. Il percorso è una costante salita, mai particolarmente difficile che ci porta alla chiesetta di Santa Lucia. Qui seguendo il sentiero incontriamo diverse segnaletiche: 1) la via delle antiche pievi che parte da Prepotto e porta a Castelmonte; 2) il Sentiero Italia (un percorso che attraversa l’intera penisola); 3) il sentiero CAI 748.


    Continuiamo la nostra salita nel bosco, poche aperture ci permettono di vederne il panorama. La salita si fa un pò più impegnativa in prossimità della chiesetta dei Tre Re, poi la mulattiera si fà un pò più larga, ci permette di rilassarci e ci accompagna con saliscendi sino alla meta: Il Santuario di Castelmonte. (2:30h dalla partenza, 500 mt circa di dislivello e circa 6,5 km).
    Qui giunti facciamo una pausa meritata, godendo del panorama che offre questa splendida location; visitiamo il Santuario e ci rifocilliamo prima di iniziare il viaggio di ritorno.

    Ritorniamo nel punto da dove siamo arrivati e prendiamo la strada per San Pietro Chiazzacco/Prepotto. Questo percorso fa parte del “Cammino Celeste”. Seguiamo queste indicazioni, tagliando alcuni tornanti su mulattiera sino ad arrivare alla Chiesa di San Pietro di Chiazzacco.

    Poi continuiamo sempre su strada asfaltata a bassa percorrenza di traffico. L’apertura sulle coltivazioni di vigneti, case sparse e prati ci conduce al borgo di Cladrecis e alla Chiesa di San Nicolò. Continuiamo sempre in discesa e su asfalto il nostro anello sino a chiudere il percorso in località Bodigoi. (2h, 500 mt circa e 7 km da Castelmonte).

  • Cammino delle Pievi: Illegio, Imponzo

    Domenica 11 Ottobre 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Via dei Dogi, Palacicogna, Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.30 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Campo Sportivo Illegio (570 mt)
    DIFFICOLTA’:  Gruppo Unico: E medio facile
    DISLIVELLO  circa 500 mt.- km. 9,5
    TEMPO: ore 4 circa
    PRANZO: al sacco
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 297 8473 Consideriamo confermata l’adesione espressa entro mercoledì 30 settembre 2026

    Cartina Tabacco 13 Prealpi Carniche – Val Tagliamento

    Prefazione
    Illegio viene definito una gemma di cultura incastonata tra le Alpi. Questo piccolo paese di 340 abitanti è posto a cinque minuti di viaggio da Tolmezzo, non ci si arriva di passaggio, la strada termina in paese. Fino al 2004 era un paese conosciuto a pochi estimatori, poi grazie alle mostre internazionali d’arte che la comunità propone annualmente, oltre 450.000 persone hanno scoperto tale scrigno.

    Descrizione del percorso

    Dal campo sportivo di Illegio, dove il pullman si ferma, iniziamo il nostro cammino dirigendoci verso il centro del paese. Lungo la Via dei Mulini arriviamo alla Chiesa e prendiamo la Via delle Pievi. Ci allontaniamo dal borgo per addentrarci subito nel bosco scendendo su sentiero verso il ponte di San Floriano, sul rio Frondizzon. Raggiungiamo il muretto che delimita la radura, da cui si gode una bellissima veduta della Pieve. La passeggiata continua, con dei sali scendi, sino ad incontrare un prato con due baite e le indicazioni Imponzo-Pieve di S. Floriano (“Troi par sot la Crete”). Tenendo la sinistra affrontiamo una discesa un po’ impegnativa, composta da roccette e seguendo il sentiero arriviamo al cimitero di Imponzo (1h circa). Proseguiamo sino ad incontrare la Chiesa di S. Bartolomeo con il suo particolare cimitero.
    Da Imponzo parte la prima tappa del cammino delle Pievi che si snoda in venti tappe arrivando a Zuglio.
    Affrontiamo anche noi la prima tappa del cammino, dalla chiesa di San Bartolomeo, tenendo la dx, iniziamo la salita verso la Pieve. La salita si presenta impegnativa, è il dislivello maggiore lungo il percorso, ma lo sforzo sarà appagato dall’arrivo alla Pieve e dal panorama che si gode da lì. (1h circa da Imponzo)

    Un QRCode permette di conoscere la storia e vedere gli interni della Pieve di San Floriano, oggi chiusa.
    Dopo la pausa pranzo, cambiamo il nostro percorso, scendiamo verso il borgo di Illegio e chiudiamo l’anello incrociando il bivio incontrato il mattino all’altezza della zona prativa con le due baitine.
    Giunti a Illegio ci dirigiamo verso la Casa delle Associazioni per la visita guidata alla mostra “Il Dialogo” (45m dalla Pieve di S. Floriano).

    A fine visita ci dirigiamo verso il campo sportivo per il nostro rientro a casa.

  • Da Lignano a Marano in bici

    Laguna di Marano

    Domenica 13 settembre 2026

    Scheda tecnica

    RITROVO  In Piazza mercato ore 6.30 per caricare le bici sul carrello
    TRASFERIMENTO  In pullman ad esaurimento posti e disponibilità di posti nel carrello porta bici
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa 
    INIZIO/FINE 
     Inizio da Lignano Sabbiadoro – Fine a Marano Lagunare
    DIFFICOLTA’  T – Pista ciclabile, strade secondarie e un breve tratto su strada promiscua. Gran parte su buon sterrato (Ciclabile nuova)
    DISTANZA
      Km. 55 circa
    TEMPO
       Ore 5 circa 
    PRANZO: Al sacco o per chi lo desidera abbiamo convenzionato “Alla Bilancia da Bepi” una porzione di frittura del pescato giornaliero + bibita da prenotare al momento dell’iscrizione
    ATTREZZATURA : Bici: qualsiasi tipo di bici (normali e assistite). Possibilità di noleggio. Bici in ordine con copertoni e freni a posto. Cameradaria di ricambio per eventuale foratura o bomboletta gonfia e ripara. Si consiglia il caschetto. 

    ATTENZIONE: PER POTER CARICARE LE BICI NEL CARRELLO LE STESSE DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE SENZA CESTELLO O AVERLO ESTRAIBILE.

    RIFERIMENTI   WhatsApp GAM 379 2978473. Iscrizioni entro mercoledì 9 settembre 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Norme di comportamento in bici su ciclabile in gruppo

    • Rispettare il codice della strada e mantenere le distanze di sicurezza 
    • Essendo una ciclabile a doppio senso mantenere la destra in fila indiana per evitare frontali
    • Non frenare all’improvviso senza motivazione e senza preavviso (Tipo fare una foto). Segnalare ostacoli o pericoli a chi vi segue (con gesti o vocalmente)
    • Non lasciare il gruppo senza avvisare ne davanti ne in coda, le fermate sono già programmate
    • Avere la bici in ordine con freni a posto, campanello e attrezzatura anti foratura

    Prefazione

    Scopri la natura incontaminata della Laguna di Marano, racchiusa tra l’ultima punta litoranea di Lignano Sabbiadoro e la Laguna di Grado. E’ un’area di una straordinaria bellezza paesaggistica che ospita una fauna e una flora unica e di grande valore naturalistico. Protetta dal mare aperto da una serie di isole e isolette, come quella di Sant’Andrea e quella di Martignano, nota anche come l’Isola delle conchiglie, è caratterizzata da una vegetazione palustre e dalla singolarità degli insediamenti temporanei dei pescatori, i tipici “casoni”, costruzioni fatte di canna e legno, che rendono la Laguna di Marano uno dei luoghi più interessanti dell’Alto Adriatico. 

    Descrizione del percorso

    La nostra biciclettata inizia a Lignano Sabbiadoro in zona porticciolo. Da subito saliamo sulla comoda ciclabile che fiancheggia la laguna dove avremo scorci molto belli sul mare. Dopo circa 4 km affrontiamo il tratto meno piacevole della giornata, su strada a medio bassa viabilità, 3 km, dove viene chiesta un pò più di attenzione e rimanere in fila indiana. Dopo aver passato il fiume su un ponte girevole continuiamo sempre lungo la costa con ampi scorci sulla laguna. All’altezza di casa Sterpo del Moro cominciamo a costeggiare il fiume Stella portandoci verso l’entroterra.

    Giunti alla Chiesa della Madonna della Neve (chiusa), facciamo una breve sosta, perché il luogo merita una breve visita. La vicinanza del Fiume Stella rende l’atmosfera rilassante e mistica. Qui potremo riempire le borracce alla fonte.

    Ripartiamo su strade di scarsa percorrenza per giungere a Precenicco dove attraversiamo il fiume Stella. Ora prendiamo a dx su strada verso Piancada costeggiando in lontananza il fiume che scende placido verso il mare. Ora cominciamo a chiederci….. “ma dove ci porta questa strada?”; le case sono rare e l’asfalto lascia il posto allo sterrato sino ad intravvedere li in fondo un argine. Qui cominciamo ad assaporare la vera vita della laguna, quà e là, pescatori con le proprie canne e lì, a pochi metri, la nostra meta per il pranzo: La Bilancia da Bepi. Il luogo è incantevole e tradizionale con la bilancia che viene calata più volte al giorno per rifornire il ristorante che prepara piatti con il pescato del giorno. Non cercate aragoste, gamberetti ecc. perché quì non li troverete. Per chi lo desidera, abbiamo programmato un frugale pranzo. Questo posto l’abbiamo trovato quasi per caso durante una gita in kayak e ci eravamo ripromessi di tornarci. Ebbene eccoci quà.

    Dopo la pausa pranzo ripartiamo su strada asfaltata per gli ultimi 15 km.. Su strade poco trafficate e piste ciclabili arriviamo abbastanza velocemente a Marano Lagunare, cittadina abitata già in epoca Romana. Antico Borgo di pescatori, anima autentica della laguna Friulana che merita sicuramente una veloce visita sia la parte storica che la parte marinara.

    Qui troviamo il pullman che ci aspetta per il rientro a Ponzano.

  • Pale di San Martino

    RIF. ROSETTA

    Domenica 30 agosto 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti + combinata cabinovia Colverde e Funivia Rosetta
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO
    ESCURSIONE: San Martino di C. 1487 mt
    FINE ESCURSIONE: Gruppo A: Val Canali rist. Cant del Gal; Gruppo B: San Martino di C.
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE (media difficoltà) – Gruppo B: E (media difficoltà)
    DISLIVELLO
      Gruppo A: + 150 / – 1560 = km. 11 – Gruppo B: + 50 / – 1200 = km. 12.5
    TEMPO: Gruppo A: ore 4,30 circa senza soste – Gruppo B: ore 4 circa senza soste
    PRANZO: al sacco. Appoggio rif. Rosetta. Per gruppo A rif. Pradidali
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini. Berretto e guanti. Gruppo A un cordino (in caso di maltempo per cambio sentiero).
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 prenotarsi entro mercoledì 26 agosto 2026

    Cartina Tabacco n° 22 Pale di San Martino

    Prefazione

    Le Pale di San Martino formano il gruppo più esteso delle Dolomiti, con cime che raggiungono e superano i tremila metri come la Vezzana e il Cimon della Pala. Un arco di torri e pareti racchiude l’altopiano centrale, tavolato roccioso sospeso tra i 2.500 e i 2.800 metri. Una parte importante del versante trentino rientra nel Parco naturale Paneveggio – Pale di San Martino, dove boschi di abete rosso lasciano gradualmente spazio a ghiaioni, conche glaciali e piccoli ghiacciai residui.

    Descrizione del percorso
    La nostra meta di fine Agosto sono le Pale di San Martino. Partiremo da S.Martino di Castrozza (mt. 1487) e utilizzando la combinata cabinovia Colverde e funivia Rosetta, raggiungeremo la stazione a monte a quota 2700 mt.
    Una volta scesi troveremo ad accoglierci le alte cime che si stagliano nel cielo come denti affilati e fanno da cornice al rifugio Rosetta, unica sentinella silenziosa su questo vasto tavolato roccioso dall’aspetto lunare.
    Qui giunti i due gruppi si dividono.

    GRUPPO A: si porta in discesa verso il rifugio Rosetta mt 2575 slm. Dal rifugio prendendo prima il sentiero 707 e poi il 709 in 2h e 30m raggiunge il Rif. Pradidali.
    L’aspetto lunare che ci circonda ci accompagnerà per gran parte della giornata. Pur essendo minimo il dislivello in salita si presenta comunque poco agevole. Gli ostacoli sono dati da sassi e rocce, brevi saliscendi, in alcune situazioni bisogna aiutarsi con le mani. Seguendo il sentiero, il gruppo, passa il Passo Pradidali Basso mt. 2658 e poco oltre ha di fronte la cima, e quel che resta, del ghiacciaio della Fradusta.
    Dal passo scende a dx verso il rifugio Pradidali a quota 2278 che raggiunge in 1 ora circa, dopo aver costeggiato l’omonimo laghetto glaciale.

    Dopo una meritata pausa, il gruppo, riprende la discesa sempre su sentiero 709 che dal rifugio porta in altre 2 ore direttamente al Cant del Gal in val Canali a quota 1186 dove ci sarà il pullman ad attenderlo per il rientro. Questa seconda parte di percorso, inizialmente molto ripida, è formata da una costante cengia formata inizialmente da ghiaione e rocce, poi terriccio e nella sua parte finale in mulattiera.
    Per la tipologia di sentieri che si percorrono è richiesto passo sicuro, assenza di vertigini e per chi ha problemi di ginocchia deve prendere in considerazione anche il dislivello negativo.

    Gruppo B: dalla funivia a Monte sale a Cima Rosetta mt 2743, una delle vette principali delle Pale di San Martino. Poi scende al Rifugio Rosetta e per sentiero 702 affronta la discesa fino al Col della Fede, da qui, sempre per lo stesso sentiero svolta a destra per Col dei Becchi e sempre in discesa raggiunge una carrareccia che li accompagna a S. Martino di Castrozza, dove il pullman li attenderà per andare a riprendere la comitiva A scesa nel frattempo in Val Canali.

    Si tratta di un percorso ad anello, che si sviluppa  su “ghiaione” ben segnato per poi diventare sentiero che si infila nel sottobosco scendendo di quota.

  • MONTE MIGON

    Alta Via delle Creste

    Domenica 2 agosto 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Inizio: strada per Passo Fedaia – Fine Laste
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE (media/difficile) – Gruppo B: E (media difficoltà)
    DISLIVELLO
      Gruppo A: + 680 / – 1200 = km. 13 – Gruppo B: + 500 / – 980 = km. 11
    TEMPO: Gruppo A: ore 5.50 circa senza soste – Gruppo B: ore 4.30 circa senza soste
    PRANZO: al sacco con appoggio alla malga Laste.
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini. Spray antizecche.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 prenotarsi entro mercoledì 29 luglio 2026

    Cartina Tabacco n° 15 Marmolada – Pelmo – Civetta – Moiazza

    Prefazione

    Questo itinerario, immerso in un ambiente appartato e meno battuto, è ideale per chi cerca la tranquillità e il contatto diretto con la natura selvaggia. Lungo il cammino, si possono ammirare panorami straordinari che includono: Sella, Conturines, Lagazuoi, Averau, Nuvolau, Antelao, Pelmo, Civetta e Marmolada. Le caratteristiche gobbe erbose del Monte Migon offrono un colpo d’occhio unico, in netto contrasto con i tipici paesaggi rocciosi delle Dolomiti.
    Il percorso lungo la cresta, per il gruppo A, non solo regala scenari spettacolari, ma richiede anche una buona dose di preparazione fisica e un passo sicuro.

    Descrizione del percorso

    In prossimità del Passo Fedaia approfittiamo di una piccola rientranza come punto di partenza. Si segue una stradina che ci porta in mezzo a dei caratteristici e pittoreschi tabià, dopo averli superati si segue il sentiero CAI 635, si guada un torrente e poi si sale per un sentiero a zig zag che taglia i ripidi prati sotto le Crepe Rosse con vista privilegiata sulla Marmolada. Dopo la ripida salita il sentiero per un tratto si fa pianeggiante fino a raggiungere il passo delle Crepe Rosse a quota 2137. Ore 1.00 dalla partenza. Come detto la salita è ripida che ci farà guadagnare circa 200 metri in un breve tratto ed è su cengia facile ma che ci costringe a rimanere concentrati soprattutto in alcuni tratti dove il sentiero si restringe. Giunti al passo delle Crepe Rosse si prende, a dx, il sentiero CAI 636 che su bel tracciato ci fa superare i bellissimi prati del Siadon. Qui i due gruppi si dividono.

    Il Gruppo A continua sul sentiero 636 e sale seguendo il corso di un ruscello, il sentiero poi affianca le pareti rocciose della Pala di Taccon fino ad arrivare a quota 2207 m. Seguiamo sempre il sentiero 636, facendo molta attenzione perchè la segnaletica non è ben visibile e aggiriamo il Sass de Roi superando un breve tratto attrezzato (tre metri di corda metallica che permettono di superare il salto su roccia) e si arriva a una erbosa forcella, poi si segue  la mulattiera che ci porta alla cima dell’Agnerezze a quota 2352 e poi in leggera discesa a una sella dove troviamo il Tabià dei Lòf a quota 2333 (ideale per una pausa). Ore 2.45 dalla partenza.
    Seguendo il sentiero a dx andiamo a raggiungere la nostra meta la cima del Monte Migon a quota 2384. Il percorso affronta qualche passaggio esposto da affrontare con passo sicuro, un sali e scendi di creste, con un breve passaggio da affrontare con attenzione aiutati da evidenti appoggi per mani e piedi. Ore 3.15 dalla partenza. Da qui uno stupendo panorama sulle principali Vette Dolomitiche.

    Dopo le foto di rito si ritorna a ritroso al Tabià dei Lòf. Dalla sella si scende per il sentiero a sx fino a raggiungere Malga Laste (aperta) al Col de Cajièra a quota 1868. Sentiero lungo e ripido che ci impegna non poco vista l’erba alta che non permette di vedere bene dove mettiamo i piedi (fare attenzione). Dal Malga Laste (possibilità di evitare la strada con un sentiero ripido nei prati) si scende per il Pian della Leda fino a raggiungere il rifugio Migon a quota 1660. Poi per sentiero raggiungeremo la strada che ci conduce a Laste dove ci attende il pullman. Ore 2.45 dalla vetta. 

    Il Gruppo B, poco dopo il passo delle Crepe Rosse, prende a sx su comodo sentiero in discesa che porta nel fondo valle per poi prendere a dx sul sentiero CAI 635. Da prima in discesa per poi risalire per circa 200 metri sino al Col de Mesdì dove in breve si raggiunge Malga Laste (aperta). Da qui il percorso sarà lo stesso del Gruppo A sino a raggiungere il paese di Laste dove troveremo il pullman ad attenderci .

  • DOLOMITI DI SESTO

    MONTE PATERNO – ANELLO RIF. PIAN DI CENGIA RIF. LOCATELLI

    SABATO 18 LUGLIO 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Rifugio Auronzo a quota 2320
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EEA (media/difficile) ferrata. Obbligo di imbragatura e caschetto Gruppo B: E (media difficoltà)
    DISLIVELLO
      Gruppo A: circa 730 mt. / km. 10 – Gruppo B: circa 650 mt. / km. 13.5
    TEMPO: Gruppo A: ore 5 circa senza soste – Gruppo B: ore 5 circa senza soste
    PRANZO: al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini e per il Gruppo A kit da ferrata e pila
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 15 luglio 2026

    Cartina Tabacco n° 010 Dolomiti di Sesto

    Prefazione

    Le Tre Cime di Lavaredo, situate nel cuore delle Dolomiti, rappresentano uno dei paesaggi più iconici dell’intero arco alpino. Questi tre imponenti obelischi di roccia calcarea si trovano all’interno del Parco Naturale Tre Cime e sono parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2009. Oltre alle Tre Cime, che è possibile ammirare e fotografare lungo tutto il percorso, il panorama è pazzesco e si possono ammirare gran parte dei gruppi dolomitici come i Cadini di Misurina, il Monte Paterno, le Dolomiti di Sesto, il Cristallo, la Croda Rossa d’Ampezzo, il Sorapiss e l’Antelao.

    Descrizione del percorso

    Dal Rifugio Auronzo seguendo il sentiero 101 pianeggiante, ci incamminiamo verso il Rifugio Lavaredo. Ore 0,45. Si prosegue sulla mulattiera 101e in leggera salita si giunge alla forcella Lavaredo a quota 2454 da dove si potrà ammirare le Tre Cime come le conosciamo. Ore 1 dalla partenza. Qui i due gruppi si dividono.

    Gruppo A Il percorso considerato di media difficoltà, presenta alcune insidie perché è per la maggior parte esposto con tratti di facile arrampicata libera. La salita al Paterno è su ferrata sempre esposta dove le braccia sono indispensabili per issarsi lungo la parete verticale. Quindi lo sforzo fisico è importante e si richiede assenza di vertigini, passo sicuro e massima concentrazione. Volendo si può evitare la salita al Paterno attendendo circa 1ora chi sale e scende dalla vetta.

    Vista la premessa il Gruppo A prende la ripida traccia a dx, si risale per ghiaie la base rocciosa della Croda Passaporto, dove inizia il tratto attrezzato. Indossato imbrago e casco entra in una stretta e bassa galleria di guerra (torcia) che sbuca in una cengia che taglia la parete occidentale fino alla Forcella Passaporto (brevi e facili tratti attrezzati). Passando sotto un caratteristico arco scavato nella roccia, passa sul versante orientale entrando nel Ciadin del Passaporto. Prestando attenzione prosegue risalendo il ripido canalone che porta alla Forcella del Camoscio. Ora comincia la ferrata verticale per la cima del Paterno. Ci sono alcuni passaggi in arrampicata libera e alcuni con corda metallica da agganciarsi per salire e scendere in sicurezza.

    Ritornati in forcella seguiamo l’indicazione del sentiero delle forcelle che inizia con una lunga cengia, attrezzata nei passaggi più esposti e conduce al primo ponticello del sentiero delle Forcelle. Il percorso piacevole e panoramico, alterna tratti in salita e in discesa, attrezzati e in libera, passando da una forcella all’altra con viste spettacolari su tutto il territorio circostante. La parte attrezzata termina dopo l’attraversamento di una stretta gola, con discesa su scala e ripida risalita dal lato opposto. Il sentiero prosegue tagliando in discesa un ghiaione per risalire brevemente e finire in corrispondenza della Forcella Pian di Cengia. Da qui è possibile raggiungere il vicino rifugio Pian di Cengia o scendere a dx verso il rifugio Lavaredo e Auronzo (sentieri 104 e 101).

    Gruppo B: Dalla forcella Lavaredo si scende leggermente per una comoda carrareccia per poi risalire al rifugio Locatelli a quota 2405. Qui la sosta è d’obbligo per immortalare il simbolo delle Dolomiti con alla sua sinistra la vetta del Paterno, spettacolo unico. Riprendiamo il nostro cammino lungo il sentiero 101 su comodo ghiaione in leggera salita poi, cominciamo ad alzarci repentinamente per raggiungere la forcelle Pian di Cengia e in breve l’omonimo rifugio a quota 2528. Ore 3 dalla partenza. Anche da qui panorami pazzeschi.

    Dopo le foto di rito comincia la discesa lungo la val di Cengia da prima su sentiero e poi su comoda carrareccia. Ultima salita di circa 170 mt e in breve raggiungiamo il rifugio Lavaredo. Adesso la comoda strada spiana decisamente e in 40 minuti arriviamo al rifugio Auronzo dove troveremo il pullman ad attenderci. Ore 2 dal rifugio Pian di cengia.

  • Due passi in Val Gares

    PALE DI SAN MARTINO

    Domenica 5 luglio 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Capanna Cima Comelle mt. 1333
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE sentiero attrezzato obbligatorio cordino e moschettoni – Gruppo B: E (media difficoltà)
    DISLIVELLO
      Gruppo A: circa 820 mt. / km. 8 circa – Gruppo B: circa +250/-600 mt. / km. 11 circa arrivo a Canale d’Agordo
    TEMPO: Gruppo A: ore 4,5 circa senza soste – Gruppo B: ore 4 senza soste
    PRANZO: al sacco
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 1 luglio 2026

    Cartina Tabacco 22 Pale di San Martino

    Prefazione

    La Val di Gares è una suggestiva vallata, nota per il suo isolamento, la sua forma a U di origine glaciale e le sue bellezze geologiche. Lunga circa 7 chilometri, situata in provincia di Belluno parte da Canale d’Agordo (paese natale di Papa Giovanni Paolo I) e penetra profondamente nel massiccio delle Pale di San Martino.

    Descrizione del percorso

    Il percorso di oggi inizia da Capanna Cima Comelle, quota 1333 mt.
    Già da qui guardando verso Ovest avremo modo di vedere le cascate di Gares, una delle mete del nostro percorso.
    Entrambe i gruppi si inoltrano, in piano, seguendo la strada bianca e la segnaletica puntando proprio verso le cascate. La segnaletica è molto chiara, il percorso è piuttosto semplice: si tratta di una salita breve, intensa (ma mai difficile) che, tra gradoni naturali, scalette in legno e corrimano in metallo, ci permette di arrivare praticamente al cospetto della cascata bassa. L’acqua scende lungo la roccia fortemente stratificata in una specie di piccola conca, alla quale si arriva “abbracciando” un paio di grosse rocce.
    Ancora gradoni naturali, ancora scalette in legno, ancora corrimano in metallo ed eccoci di fronte alla cascata alta. Se la prima cascata era “bella”, questa è “potente”: l’acqua forma una cortina che si stacca dalla roccia e produce eleganti arcobaleni.
    Di fronte alla cascata alta troveremo il segnavia per il sentiero 704 che il gruppo B seguirà fino al borgo di Gares, mentre il gruppo A prenderà a sinistra il sentiero per l’orrido delle Comelle. (tempo sino a qui 35 minuti senza soste foto)

    Gruppo A: dalla cascata alta a quota 1518 mt. si svolta in maniera decisa a sinistra seguendo le indicazioni per l’orrido.

    Fatti alcuni tornantini in salita il sentiero, intuitivamente sembra allontanarci dalle cascate, e una bella cengia panoramica sulla Val Gares da affrontare con passo sicuro e concentrazione ci porta ad un’improvvisa curva sulla sinistra: eccoci all’imbocco dell’Orrido. Ci apprestiamo a entrare in un vero e proprio canyon, via d’accesso per il settore settentrionale delle Pale di San Martino. Il percorso è talmente bello che risulta difficile da descrivere. Sul fragore del Liera passano ponticelli di metallo e camminamenti di legno, passerelle, gradini e gradoni, tratti attrezzati, e una serie di scalette…..dovremo mettere sempre le mani sulle rocce. Si passa alti sull’acqua e sotto grosse rocce, dentro cunicoli e sospesi sul nulla. Il tracciato è avventuroso e divertente, e pure spettacolare: non si può volere di meglio! Arrivati all’imbocco della stretta gola, un ponticello metallico permette l’attraversamento del torrente.  Attrezzato nei punti critici con cordino metallico e scalette, occorre “arrampicare” un poco, lasciando il torrente sulla sinistra, fino a sbucare nel Pian delle Comelle.

    Per quanto spettacolare e divertente, il percorso non va sottovalutato. Si tratta di un sentiero attrezzato con numerosi strapiombi, cavi metallici e scale a pioli da salire. Da affrontare con cautela e buona conoscenza dell’ambiente montano. In alcuni tratti esposti ci metteremo un cordino di sicurezza.

    Il pianoro è chiaramente costituito dall’alveo asciutto del torrente Liera che si è inabissato nel sottosuolo lasciando un letto di sassi bianchi e levigati tra due basse sponde di prato verde. Si procede ora in piano, in direzione sud-ovest, fino ad un masso con indicazioni dipinte per il “Viaz del Bus”, sentiero 756A che risale in maniera decisa un canalone sulla sinistra. Ore 2 dalla partenza.

    Si affronta un ripido ghiaione all’interno del canalone che si fa sempre più stretto, all’apice del quale una cengia obliqua sulla sinistra, invisibile dal basso, segna l’inizio del Viaz. Tratto esposto attrezzato con corda metallica. Sempre su cengia comoda ma esposta, si supera il caratteristico “Bus”, un piccolo arco roccioso sotto il quale si transita alla maniera di escursionisti penitenti. Otre la cengia il percorso si fa più morbido ed in breve raggiungiamo, in mezzo al bosco e piccole radure, l’altopiano delle Comelle, il punto più elevato della nostra escursione a quota 1978 mt. Ore 2.45 dalla partenza.

    Ci concediamo un momento di sosta e godiamo delle ultime vedute di Cima Comelle prima di perdere altitudine, abbassandoci in direzione nord-est verso casera Valbona a quota 1789 mt. sul sentiero 756 con brevi tratti dove bisogna fare attenzione nel passare alcune rocce scivolose. Dopo la casera percorriamo in discesa l’ultimo tratto del sentiero 756 che ci conduce verso forcella Cesurette dove seguiamo le indicazioni per Gares, attraversando un bel boschetto di conifere. Con una discesa ripida ed abbastanza lunga raggiungiamo il punto di partenza.

    Gruppo B: il sentiero 704 ci conduce in circa un’oretta al piccolo abitato di Gares. E’ un sentiero che si sviluppa a mezza costa per alcuni tratti in sottobosco. E’ composto inizialmente da rocce e radici (prestare un po’ di attenzione) sempre in leggera discesa.
    Il borgo è celebre per i suoi antichi fienili in legno, i tradizionali Tabià, autentiche perle di architettura rurale dolomitica.
    Qui faremo la sosta pranzo.
    Nel pomeriggio continueremo la nostra escursione andando ad incrociare il torrente Liera, superiamo il ponticello e ci dirigiamo a sinistra verso Canale d’Agordo. Percorso su comoda pista ciclabile, tutta in discesa, che ci porta a visitare la parte vecchia di Canale d’Agordo con i sui caratteristici Tabià. Qui troveremo il pullman ad attenderci. Ore 1.30 da Gares.

  • RIFUGIO FODARA VEDLA

    PARCO NATURALE DI FANES – SENES – BRAIES

    SABATO 20 GIUGNO 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza sabato 20 giugno 2026 – ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 – 20.00 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Sant’Uberto (Fiames – Cortina)
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: E (media difficoltà) – Gruppo B: E (media difficoltà)
    DISLIVELLO
      Gruppo A: circa 1003 mt. / km. 19,4 – Gruppo B: circa 674 mt. / km. 16
    TEMPO: Gruppo A: ore 6.40 circa senza soste – Gruppo B: ore 5
    PRANZO: al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 17 giugno 2026

    Cartina Tabacco 03 Cortina d’Ampezzo e Dolomiti Ampezzane

    Prefazione

    Ci sono momenti nella vita in cui desideriamo goderci un po’ di pace in un luogo incontaminato. Questa zona è un paradiso montano delle Dolomiti, dove le cime imponenti, le malghe verdeggianti e la ricca fauna e flora ci affascinano ogni giorno. Il rifugio Fodara Vedla con la sua storia regala magia e la ruvida bellezza di rifugio di montagna. Rifugio ideale per la prima uscita in alta quota di questa stagione ed è anche la prima volta del GAM qui.

    Descrizione del percorso

    Gruppo A: Il nostro percorso inizia a Podestagno, località sulla strada tra Cortina e Dobbiaco a quota 1482. Dopo il grande curvone sopra il ru de Fanes, sulla sinistra ha inizio una strada forestale che sale al Ra Stua. Da subito prendiamo il sentiero n°6 che sale a sx della strada asfaltata affiancando il fiume Boite. Si sale sotto bosco con pendenze mai impegnative passando vicino alle cascate del Boite. dopo circa 45 minuti ci colleghiamo alla strada asfaltata in prossimità del Rifugio RA Stua a quota 1668.

    Superato il rifugio, il panorama si apre ed il percorso prosegue in falsopiano fino alla località Campo Croce a quota 1780, dove un bivio sulla sinistra si collega al sentiero per il rifugio Fodara Vedla (Gruppo B). Noi però proseguiamo nella nostra direzione e imbocchiamo l’alta via che sale per la Val Salada e costeggia l’ancor giovane torrente Boite sovrastato da rosse pareti di Dolomia stratificata. Poco a poco il percorso diventa più impegnativo ma sempre senza alcuna difficoltà fino a raggiungere la sbarra che delimita il Parco delle Dolomiti Ampezzane da quello di Fanes/Sennes/Braies. Ancora 15’ ed ecco il rifugio Sennes, visibile solo dopo un’ultima curva e nascosto da un dosso. Siamo a quota 2122 e lo sguardo può spaziare a 360° sulle Dolomiti di Sennes e Braies, con la Croda Rossa e la Croda del Becco in primo piano! Da malga Ra Stua al rifugio Sennes ore 2.45.

    Da qui prendiamo la comoda carrareccia, segnale CAI n°7 da prima in leggera discesa per poi scendere in buona pendenza. Dopo 20 minuti lasciamo la carrareccia e prendiamo il sentiero sempre n°7 che ci porta a ricongiungerci alla carrareccia in prossimità del rifugio Fodara Vedla. Ancora pochi passi e si vedono i tetti delle varie malghe nei pressi del rifugio. Ore 1 dal Sennes

    Per il ritorno stessa strada del Gruppo B sino al rifugio Ra Stua per poi prendere a sx il sentiero n°5 in leggera discesa per poi fare una breve impennata di circa 140 mt. di dislivello. Arrivati al culmine comincia una discesa con buona pendenza circa 400 mt. di dislivello in 2,5 km. Sbucati sulla strada asfaltata troveremo il pullman ad attenderci.

    Gruppo B: Il nostro percorso inizia a Podestagno, località sulla strada tra Cortina e Dobbiaco a quota 1482. Dopo il grande curvone sopra il ru de Fanes, sulla sinistra ha inizio una strada forestale asfaltata che in 45’ circa, senza dislivello rilevante e traversando un fitto bosco di abeti, ci conduce al rifugio Ra Stua a quota 1665. Poco prima del rifugio, alcuni stretti tornanti passano nei pressi di una pittoresca cascata: prima sosta fotografica! Da Ra Stua ci si incammina su una comoda mulattiera in leggerissima salita, a Ciampo de Crosc (Campo Croce, 1700 m.).

    Qui prendiamo a sx il sentiero n. 9 in direzione del Rifugio Fodara Vedla prosegue dunque su una mulattiera che sale a tornanti nel bosco. Viste spettacolari sulla Croda Rossa. Raggiungiamo il Lago di Rudo, 1900 m. incorniciato dalla maestosa Cima del Lavinores, 2460 m, una conca romantica e silenziosa! Siamo al confine tra il territorio di Cortina d’Ampezzo e l’Alto Adige. Ancora pochi minuti di falso piano ed intravediamo il tetto del Rifugio Fodara Vedla, 1980 m., Molto caratteristica la Chiesetta accanto al Rifugio: merita una visita!

    Per il ritorno manteniamo lo stesso percorso dell’andata, per poi all’altezza del rifugio Ra Stua prenderemo a dx il sentiero n°6 che costeggia il fiume Boite evitando così la strada asfaltata. Ore 2 da Fodara.

  • LAGO DI GARDA

    IL CAMMINO DI MONTECASTELLO DI TIGNALE

    7 GIUGNO 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 – 20.00 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Campione del Garda
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE – Gruppo B: EE
    DISLIVELLO
      Gruppo A: circa 750 mt. / km. 11 – Gruppo B: circa 620 mt. / km. 9.5
    TEMPO: Gruppo A: ore 4,15 circa senza soste – Gruppo B: ore 3.45
    PRANZO: al sacco
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 7 giugno 2026

    Cartina Tabacco 63 Monte Baldo – Malcesine – Garda

    Prefazione

    Camminare sui sentieri con vista sul lago di Garda è sempre spettacolare se poi aggiungi una meta speciale lungo il percorso, il tutto diventa appagante. La zona che abbiamo scelto è la costa Bresciana e uno dei monumenti per eccellenza è il Santuario della Madonna di Montecastello di Tignale. Sorge su uno spuntone di roccia calcarea a picco sul lago.
    La sua privilegiata posizione offre al visitatore panorami unici e spettacolari: con lo sguardo si spazia dalle alte cime del Monte Baldo alla penisola di Sirmione, godendo di tutti i paesaggi che abbracciano l’azzurro dell’acqua.  Il Santuario di Montecastello (Santuario Madonna della Stella) deve il nome all’apparizione miracolosa di una “Stella” che pose fine ad una sanguinosa battaglia avvenuta a Tignale nel 1200. L’Eremo di Montecastello sorge accanto al Santuario della Madonna di Montecastello, casa di spiritualità della Diocesi di Brescia.

    Descrizione del percorso

    Il percorso è classificato medio/impegnativo non per la lunghezza ma per la notevole pendenza con alcuni tratti esposti su cengia comoda che richiede passo sicuro e concentrazione.

    Per fortuna il percorso è gran parte sottobosco che ci riparerà dal sole cocente anche se l’umidità si farà sentire. Con parecchie aperture avremo sempre scorci verso il lago. Si parte da Campione sul Garda seguendo il sentiero che passa vicino ai ruderi dell’antico cotonificio e che si inerpica dentro la forra di San Michele. Si sale da subito su gradoni in costante e buona pendenza. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi salendo la forra è spettacolare, tra manufatti, laghetti e condotte d’acqua forzata, costruiti per la fabbrica, si attraversa anche una lunga galleria piuttosto bassa e parzialmente illuminata che collega vari laghetti artificiali. L’ambiente è suggestivo, il canyon molto selvaggio.

    In prossimità di un laghetto si trova un ponticello con l’indicazione per il paese di Pregasio, ma noi si continua sulla sinistra risalendo sempre con buona pendenza scale e strette serpentine. Usciti dalla forra si giunge in vista di un grande prato con una casa rustica. A questo punto gran parte del dislivello è stato fatto e i due Gruppi si dividono all’altezza di una zona didattica e di un percorso avventura.

    Gruppo A: Il sentiero 266 ora attraversa un bel bosco e si sposta sul bordo della falesia del monte Cas. Si sale ancora con buona pendenza passando accanto a diverse postazioni belliche. Qui il panorama si apre sul lago di Garda con scorci molto pittoreschi e si comincia ad intravvedere sotto di noi il tetto del Santuario. Con una breve discesa giungiamo al santuario di Montecastello. Da qui una vista a 360° che parte da Sirmione, il Monte Baldo e la parte nord del lago. Ore 2.45 dalla partenza.

    Gruppo B: Dal percorso avventura si prende a dx con una leggera salita per raggiungere il villaggio sotto Montecampione, salita che diventa leggermente più impegnativa nell’ultimo tratto per raggiungere il Santuario. Ore 2.30 dalla partenza.

    Dopo la visita e il pranzo per i due Gruppi comincia la discesa verso il lago.

    Per il gruppo B stesso percorso dell’andata. Anche per il Gruppo A stesso percorso del B verso Campione. Si scende riprendendo il sentiero per la forra di San Michele e il cammino della mattina fino a Campione. Il sentiero 266 fa parte della BVG (Bassa via del Garda) che in circa 70 km collega Limone a Salò. In discesa fare attenzione al terreno sassoso e agli scalini scivolosi in caso di umidità. In ore 1.30 si raggiungerà Campione dove ci concederemo un pò di relax e vediamo se abbiamo il tempo sufficiente per un bagno rinfrescante.

  • I Borghi fantasma di Moggessa di Qua e di Moggessa di Là

    MOGGIO UDINESE

    DOMENICA 10 MAGGIO 2026

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda Tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 – 20.00 circa
    INIZIO
    E FINE ESCURSIONE: Moggio Udinese
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: EE (media difficoltà) – Gruppo B: E (media difficoltà)
    DISLIVELLO
      Gruppo A: circa 1000 mt. / km. 15,5 – Gruppo B: circa 620 mt. / km. 11
    TEMPO: Gruppo A: ore 5.20 circa senza soste – Gruppo B: ore 4.15
    PRANZO: al sacco con appoggio a un locale (no bagno)
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto alla stagione, K-Way sempre in zaino. Scarponcini da montagna e i bastoncini.
    RIFERIMENTI  WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 6 maggio 2026

    Cartina Tabacco 018 Alpi Carniche – Orientali Canal del Ferro

    Prefazione

    Questa escursione non è stata scelta a caso; il 6 maggio 1976 (50 anni fa) ci fu il primo sciame sismico del terremoto in Friuli e a seguire, un secondo sciame a settembre che rase al suolo le case pericolanti. Siamo qui per ricordare quei momenti e lo faremo visitando due borghi colpiti dal sisma. Questi borghi da quei tragici giorni furono abbandonati e a parte alcune case che sono state recuperate il resto è rimasto distrutto come all’ora.

    Scheda tecnica

    Gruppo A: Arrivati a Moggio Udinese, saliremo con il pullman a Moggio Alto e precisamente in prossimità dell’Abbazia. Incominciamo la nostra escursione per i Borghi di Moggessa su una strada asfaltata; il numero del sentiero da seguire sarà il CAI 420. Continuando a salire al secondo bivio manteniamo la sinistra e nel giro di qualche centinaio di metri diverrà un comodo sentiero da seguire; si sorpasserà una casa e successivamente un ponte.

    Superato il ponte, il sentiero diventa ben battuto e intuitivo da seguire oltre che ben segnalato. La salita è moderata, piuttosto tranquilla nei primi chilometri e incomincia a intensificarsi fino al primo punto importante chiamato “La Forca”, che incontreremo dopo circa 3 km dalla nostra partenza. Qui incontreremo un crocevia di percorsi: noi continuiamo sul sentiero 420 in discesa, da non sottovalutare su cengia che richiede passo sicuro e concentrazione stando attenti in alcuni tratti sicuri ma leggermente esposti.

    Seguendo sempre i segnavia CAI, raggiungeremo con dei piacevoli sali scendi il primo Borgo, Borgo di mezzo. Dal Borgo fino a Moggessa di Là la strada diventa una comoda carrareccia, a tratti asfaltata con buone discese. L’escursione continuerà per gli ultimi chilometri con alcuni saliscendi all’interno di un bosco di pini neri, su cui un tempo si faceva la resinazione: non è raro dunque trovare alberi intagliati e con decori.

    Moggessa di Là è il primo borgo abbandonato che visiteremo e ci sarà la possibilità di riempire le borracce con appoggio ad un locale (no bagno). Proseguiamo dunque in falso piano verso Moggessa di Qua il secondo borgo da visitare. Per il rientro a Moggio seguiremo il percorso del gruppo B e quindi ancora dei tratti in salita.

    Gruppo B: La nostra escursione parte come il gruppo A dall’Abbazia. Il percorso è lo stesso all’andata e al ritorno e per questo motivo troverai un po’ di salita anche al ritorno. Partendo da via Riu, dopo qualche centinaio di metri raggiungerai l’inizio del sentiero 418, in corrispondenza del quale un grande cartello ti fornirà qualche informazione sulle due Moggesse. Il sentiero si alza in modo costante scorrendo parallela al Rio Palis, talvolta attraversandolo. Con l’aumentare della quota, alle tue spalle vedrai pian piano aprirsi la vista su Moggio e, più sullo sfondo, sul Monte Canin.

    L’ascesa culmina a quota 667m slm quando il sentiero raggiunge la Forca di Moggessa. Questo è il punto più alto della camminata, ma come accennato non corrisponde alla fine della salita. Dopo qualche metro in piano, la mulattiera inizia a scendere fino ad attraversare un piccolo ghiaione. Questo è l’unico punto in cui bisogna prestare attenzione perché la montagna scarica spesso e le barriere di sicurezza che erano state posizionate non sono più stabili. Tratto sicuro ma da affrontare con la giusta concentrazione. Oltrepassato questo tratto, il sentiero continua normalmente nel bosco scendendo ulteriormente fino al ponticello sul Rio Moggessa. Da qui, dopo una breve salita, incrocerai le prime case diroccate alla periferia di Moggessa di Qua oltre che un vecchio abbeveratoio.

    Ancora qualche passo ed arriverai al borgo. A parte qualche casa ristrutturata e un paio di orti ancora coltivati, Moggessa di Qua è un paese in piena decadenza. Gli edifici sono stati pesantemente rovinati dal sisma che ha colpito il Friuli nel 1976 e il paese sembra vivere in un tempo sospeso. Gli unici abitanti stabili sono dei “guardiani di pietra” che promettono di sorvegliare ogni tuo passo. Raggiunta l’estremità opposta di Moggessa di Qua il sentiero scende fino al ponte sul Rio Mulins. Dopo questo, con una salita decisa raggiungerai anche Moggessa di Là.

    Dopo al visita si ritorna per la stessa strada.