Autore: amicidellamontagna

  • SASS DE LA STRIA

    PASSO VALPAROLA

    DOMENICA 21 LUGLIO 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Inizio e fine Passo Falzarego
    DIFFICOLTA’ EE
    DISLIVELLO
      Gruppo A: mt. 550 – Gruppo B: mt. 450 – Gruppo C: mt. 250
    TEMPO Gruppo A: ore 5.30 – Gruppo B: 4.30 – Gruppo C: 3.00
    QUOTA MASSIMA  Sass de la Stria mt. 2477
    PRANZO al sacco con appoggio a vari locali solo partenza e arrivo, gruppo C rifugio a metà
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini, K-Way sempre in zaino e pila
    RIFERIMENTI
     info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 17 luglio 2024.

    Carta Tabacco 07 Alta Badia Arabba Marmolada

    Prefazione

    Dal parcheggio è possibile ammirare il Sass de Stria, che si presenta come una slanciata e aguzza piramide con una lunga cresta rocciosa lunga circa un chilometro. Il monte deve il suo nome ad un’antica leggenda locale che narra che sui prati intorno alla cima fossero presenti delle streghe (“stria” significa infatti strega in ampezzano). Dal punto di vista storico il Sass de Stria rappresenta una straordinaria testimonianza del fronte dolomitico della Prima Guerra Mondiale: il monte fu infatti teatro per mesi degli aspri scontri tra i due eserciti, dei quali porta ancora numerosi segni e testimonianze. Durante il conflitto venne trasformato in una fortezza naturale percorsa da gallerie e camminamenti. Oggi, a seguito di un’opera di restauro e di ricostruzione dei manufatti bellici, il Sass di Stria è diventato parte del Museo all’Aperto della Grande Guerra di Cortina, assieme alle zone delle Cinque Torri e Lagazuoi, anch’esse teatro di  una guerra incredibile combattuta ad alta quota. Dopo che l’esercito italiano occupò Cortina, interrompendo quattro secoli di appartenenza all’impero asburgico, le truppe austro-ungariche si ritirano infatti sul Lagazuoi e Sass de Stria per difendere la Val Badia, la Pusteria e il Passo Valparola. Vista l’inutilità degli attacchi in superficie, entrambi gli eserciti iniziarono a scavare gallerie e caverne nella montagna, con l’intento di far saltare le postazioni avversarie e fortificare le proprie e trasformando la guerra nella cosiddetta “guerra delle mine”. 

    Descrizione del percorso

    Dal Passo Falzarego prendiamo il sentiero n° 402 per 200 metri in forte pendenza per poi prendere subito a sx il sentiero del Kaiserjager da prima in leggera salita per poi ridiscendere verso il Forte. Già in questo sentiero si camminerà per un lungo tratto in trincea, circondati da molti reperti storici. Ore 1,20.
    Dal Forte è visibile il sentiero che sale in quota, lentamente ma in costante buona salita, tra cespugli e rododendri, lasciandolo alle proprie spalle. Si sale tra rocce da superare e scalini che ci impegneranno su un terreno irregolare. In 50 minuti giungiamo alla zona centrale: un vasto pianoro roccioso dove il panorama si apre offrendo fantastici scorci sul Lagazuoi, l’Averau, il SettSass, il Sella e la Marmolada. Tutta l’area è lavorata dalle tracce di trincee, postazioni belliche, gallerie, manufatti risalenti alle postazioni della Grande Guerra. Inizia così l’emozionante visita storica tra camminamenti scavati nella roccia e trincee protette da muretti di pietre e da sostegni in legno, completamente ricostruite grazie all’ammirevole lavoro di recupero. Ci sono diverse postazioni, gallerie e siti storici da visitare. Da non perdere la famosa “Sfinge”: una postazione di guerra particolarmente spettacolare, scavata all’interno di una torre fortificata sospesa nel vuoto, il cui profilo ricorda proprio una sfinge. Consigliata anche la visita di un sistema di cunicoli stretti e ripidi, provvisti di scale e cavo, che conducono alle postazioni affacciate sulla parete meridionale del Sass de Stria. Qui troverete alcune parti dei supporti per le mitragliatrici austriache e potrete ammirare degli stupendi scorci sulla Marmolada e sul Col di Lana dalle feritoie. 

    A questo punto, solo i più preparati (gruppo A), potrà continuare la salita verso la cima, affrontando l’ultimo tratto leggermente più impegnativo. Entrerete in una profonda fenditura verticale della montagna dove è stato realizzato un breve e facile percorso attrezzato con una serie di scale metalliche e di legno che permettono di superare l’ultimo salto roccioso. Percorso lo stretto e angusto cammino si esce sulla solare vetta del Sass de Stria a 2.477 metri. La cima offre un panorama a 360 gradi sulle Dolomiti ampezzane, sulla Marmolada, sul Gruppo Sella e sul Col di Lana. Bellissima anche la vista dall’alto sul Passo Falzarego, stupendo valico dolomitico, sul Passo Valparola e sulle incredibili opere belliche della selletta presso l’antecima del Sass de Stria. Ore 2 dal museo

    Dopo le foto di rito si ritorna per lo stesso percorso sino al parcheggio. Ore 1,20 dalla vetta.

    Qui prendiamo il sentiero n° 424 direzione Passo Falzarego. Poco dopo se le forze ce lo permettono, ci sono parecchie cose da vedere nella prima parte e bisogna valutare tempi di esecuzione, daremo la possibilità al gruppo A di prendere a Dx e dopo una buona salita, circa 200 mt., di entrare nella galleria Gaiginger lunga circa 500. E’ consigliato il caschetto e la pila. L’entrata è un pò angusta ma poi diventa comoda e si cammina in piedi. Alcuni tratti sono al buio ma ci sono parecchie aperture verso il Falzarego. Usciti dalla galleria per sentiero in discesa si rientra al passo Falzarego. Ore 2 dal Forte.

    Il gruppo B continua sul comodo sentiero n° 424 sino a raggiungere il Passo Falzarego in ore 1 dal Forte.

    Il gruppo C è stato creato per dare la possibilità per chi ha piacere passare una piacevole giornata in un ambiente unico con panorami pazzeschi. Escursione facile ma molto gratificante.

  • Lagorai

    Rifugio Sette Selle – Lago d’Erdemolo

    Spostata per maltempo a domenica 30 giugno 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO Piazza Mercato di Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO Ore 20.00 circa
    INIZIO-FINE ESCURSIONE Parcheggio Frotten. Percorso ad anello.
    DIFFICOLTA’ E – Escursionistico medio. Impegnativo a livello fisico per entrambe i gruppi. Un tratto su facile cengia che richiede passo sicuro e concentrazione.
    DISLIVELLO Gr. A: mt. 950 km 13 – Gr. B: mt. 813 km 10 – Gr. C: mt.480 km 8
    TEMPO Gr. A: ore 6.10 circa – Gr. B: ore 5.15 circa
    QUOTA MASSIMA Gr. A: Passo dei Garofani mt. 2150
    Gr. B: Rifugio Erdemolo mt. 2036
    PRANZO Pranzo al sacco. Appoggio al rifugio Sette Selle.
    ATTREZZATURA Normale attrezzatura per escursione di un giorno. Scarponi e bastoncini obbligatori. RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp MICHELE 339 2431701 Prenotarsi entro mercoledì 19 giugno 2024

    Prefazione

    Non è un caso, né una sorpresa, che la valle dei Mòcheni sia conosciuta dai suoi visitatori come “la valle incantata”. Incantevole è il magnifico scenario naturale che la caratterizza, con i suoi prati e le vette circostanti che compongono la catena del Lagorai. Celebre per la sua cultura che risente molto del ruolo della minoranza tedesca, la valle è costellata di baite, masi e gruppi di case sparse che si collocano in un paesaggio del tutto peculiare e suggestivo perché sostanzialmente privo di centri abitati concentrati. Trionfo della natura e un’impagabile senso di libertà in uno spazio sempre aperto dove tracce di agricoltura e allevamento spezzano solo per qualche istante il dominio della vegetazione.

    Descrizione del percorso
    Sarà il Gruppo Del Lagorai ad ospitarci per la prima escursione estiva.
    Da Pergine Valsugana prenderemo la Valle dei Mocheni sino a giungere a Palù del Fersina
    per poi salire al parcheggio di Frotten. Percorso tutto su comodi sentieri senza particolari difficoltà tecniche però che necessitano un passo sicuro e concentrazione specialmente il tratto in facile cengia. Dal punto di partenza di Frotten a quota 1500 tutti i partecipanti saliranno per il sentiero n° 325. Già dall’inizio la salita è costante sino al lago Erdemolo e all’omonimo rifugio (Chiuso) a quota 2036 con m. 536 di dislivello in salita. Circa 1.30 ore dalla partenza. Gran parte parte del dislivello lo facciamo nella prima parte.
    Qui dopo le foto di rito al pittoresco laghetto, proseguiremo sempre tutti assieme per il
    sentiero n° 324 direzione Rifugio Sette Selle. Un lungo tratto di sali scendi e un tratto di facile cengia da affrontare con concentrazione per poi affrontare una lunga discesa. Ora ci aspetta l’ultimo sforzo: Per 20 minuti dobbiamo risalire per un centinaio di metri e si arriva al rifugio Sette Selle a quota 2014 dove faremo pausa pranzo.
    Circa 3.30 dalla partenza.
    A questo punto i due gruppi si dividono:

    Gruppo A: Dal Rifugio Sette Selle per il rientro prenderemo il sentiero n° 340 che in salita,
    circa m. 150, ci porterà al Passo Garofani a quota 2150 per poi scendere al Passo di Palù e ritornare al punto di partenza di Frotten e ridiscendere per comodo sentiero sino a Palù del Fersina dove ci sarà il pullman ad attenderci. Circa 2.30 dal rifugio.

    Gruppo B: dal rifugio prenderemo il sentiero tutto in discesa n° 343 che in circa 2 ore ci
    porterà al parcheggio di Palù del Fersina dove troveremo il pullman ad attenderci.

    Gruppo C: abbiamo inserito un percorso alternativo per i meno allenati con meno dislivello e più corto. Questo percorso ci darà la possibilità di godere appieno il rifugio Sette Selle evitando il tratto più impegnativo che sale al lago Erdemolo.

  • Serata informativa di primo soccorso

    Mercoledì 12 giugno 2024 ore 20.00

    Presso la sede del GAM

    Casa delle Associazioni in via Sant’Andrà n° 22 Ponzano Veneto

    nel plesso fronte strada principale

    Lo scorso anno nella prima serata, abbiamo trattato sopratutto di problemi cardiaci e l’utilizzo del defibrillatore. Mercoledì 12 giugno parleremo di problematiche che potremmo avere nelle nostre escursioni tipo traumi, colpi di sole, disidratazione ecc. ecc..

    Riteniamo importante poter rinfrescare alcuni comportamenti essenziali che possono tornare utili nel momento del bisogno.

    Relatore: Rizzo Luca

  • Ciclabile della Valsugana

    In bici da S. Cristoforo al Lago a Tezze di Grigno

    9 giugno 2024

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Ritrovo entro le 7.00 per caricare le bici nel carrello
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti max 50 bici da valutare un eventuale pulmino di supporto se ci sono bici a noleggio.
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE 
    Inizio a San Cristoforo (a nord del Lago di Caldonazzo) – Fine a Tezze di Grigno
    DIFFICOLTA’  T – Pista ciclabile e strade secondarie. Tutte asfaltate.
    DIS
    TANZA  Km. 45 circa
    TEMPO
       Ore 5 circa
    PRANZO: al sacco con appoggio a varie strutture
    ATTREZZATURA : Bici: qualsiasi tipo di bici (normali e assistite). Possibilità di noleggio. Bici in ordine con copertoni e freni a posto. Cameradaria di ricambio per eventuale foratura. Si consiglia il caschetto.

    ATTENZIONE: PER POTER CARICARE LE BICI NEL CARRELLO LE STESSE DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE SENZA CESTELLO O AVERLO ESTRAIBILE.

    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 5 giugno 2024

    Prefazione

    La Valsugana, solcata dal fiume Brenta che nasce proprio qui dai laghi di Levico e Caldonazzo per poi sfociare dopo 175 km nella laguna di Venezia. La pista ciclabile della Valsugana che collega il Lago di Caldonazzo con Bassano del Grappa, è un vero e proprio paradiso per tutti gli appassionati delle due ruote a pedali: 80 km lungo i quali si intrecciano cultura, storia e paesaggi naturali davvero unici a cavallo tra Trentino e Veneto. Due regioni legate da un sentiero d’acqua che è diventato un sentiero della cultura.

    Norme di comportamento in bici su ciclabile in gruppo

    • Rispettare il codice della strada
    • Essendo una ciclabile a doppio senso mantenere la destra in fila indiana per evitare frontali
    • Segnalare ostacoli o pericoli a chi vi segue ( con gesti o vocalmente )
    • Non lasciare il gruppo senza avvisare ne davanti ne in coda, le fermate sono già programmate
    • Avere la bici in ordine con freni a posto, campanello e attrezzatura anti foratura

    Percorso

    La nostra biciclettata comincia da San Cristoforo a nord del lago di Caldonazzo lungo la pista ciclabile. Con alcune passerelle il primo tratto lungo il lago è molto spettacolare, lo si sfiora dolcemente permettendo di specchiarsi nelle acque tranquille. Passato il paese di Calceranica al lago e alcuni camping la strada a bassa percorrenza ci porta tra campi coltivati e frutteti per poi immettersi nel percorso cicloturistico del fiume Brenta, proseguendo in direzione di Novaledo dove appare un bicigrill. La pista, in alcuni tratti è aperta alle macchine a bassa percorrenza quindi, superando due facili e brevi salitine ci porta a Roncegno e attraversandone il centro Borgo Valsugana.

    Qui approfitteremo della sosta pranzo per una breve visita alla città ricca di particolari da scoprire e da fotografare.

    Dopo la pausa pranzo riprendiamo la ciclabile, sempre in leggera discesa, in direzione Bassano, ancora km. 20 per arrivare al pullman. A Castelnuovo si incontra un altro bicigrill. Ripartendo in sella alla bici si arriva a Tezze di Grigno, dove c’è l’ultimo bicigrill, a conferma della qualità dei servizi. Qui finisce la nostra biciclettata perché dopo un chilometro, in direzione Bassano, la pista è interrotta da alcuni mesi per frana. Caricate le bici nel carrello rientreremo a Ponzano.

  • Ponza e le sue isole

    da giovedì 23 a lunedi’ 27 maggio il GAM è in escursione a Ponza e le sue isole.

    Il programma è stato presentato in sede

  • DOLOMITI DEL BRENTA

    DUE GIORNI DA MADONNA DI CAMPIGLIO – RIF. BRENTEI – LAGO DI MOLVENO

    7-8 LUGLIO

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO  Domenica 7 luglio da Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Lunedì 8 luglio alle ore 20.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Inizio Madonna di Campiglio – fine Lago di Molveno
    DIFFICOLTA’  EE – escursione media di alta montagna
    DISLIVELLO
      1° giorno: Mt 700 – 2° giorno: Mt +600 / Mt -1900 (-1400 con 2 impianti € 15.5)
    TEMPO 1° giorno: ore 4 – 2° giorno ore 7
    QUOTA MASSIMA  mt. 2552 Bocca di Brenta
    PASTI E PERNOTTAMENTO Pranzi per i 2 giorni in autonomia, cena e pernottamento a trattamento di mezza pensione al rifugio Brentei (mt. 2182)
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni di alta quota con possibili basse temperature (mattina – sera), K-Way, giacca calda, berretto, guanti, sacco lenzuolo, ciabatte, ascugamano, effetti personali, pila.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 22 maggio 2024.

    Prefazione

    Il Gruppo delle Dolomiti di Brenta è la più occidentale ed estesa formazione dolomitica interamente nel territorio trentino.  E’ conosciuto in tutto il mondo per la forma spettacolare delle guglie: pinnacoli arditi, campanili altissimi, enormi picchi di roccia, innalzano le loro maestose sembianze verso il cielo. Volgendo lo sguardo da una parte all’altra non si finisce di sorprendersi di quanto diverse siano queste rocce: ogni volta si scorge un particolare nuovo che affascina e ci fa sognare.  Nel gruppo sono ben otto le vette che superano i 3000 metri.

    Descrizione del percorso 

    L’escursione è di medio/impegnativo livello e permette di ammirare ambienti diversi in poco tempo. Preparatevi a fare tantissime foto durante questa escursione. I panorami che si vedono saranno tra i più belli delle Alpi.

    1 Giorno: Si prende il sentiero che scende alle cascate di Mezzo e che poi risale al rifugio Vallesinella mt 1511 circa 4 km. Si segue le indicazioni per il rifugio Brentei e Casinei, segnavia 317, che si trovano sulla destra del parcheggio, attraversando un ponte di legno. Da qui il sentiero che porta al rifugio Casinei è in mezzo al bosco e sale abbastanza ripidamente, infatti nel giro di un’ora dal rifugio Vallesinella a 1511 metri s.l.m. si raggiunge il rifugio Casinei a 1826 metri s.l.m. Dal rifugio Casinei si procede per il sentiero 318, seguendo sempre le indicazioni per il rifugio Brentei, questo tratto di sentiero è più lungo ma la pendenza è molto ridotta camminando in cresta di montagna. In questo tratto ci sono dei piccoli e brevi tratti esposti attrezzati con cordino metallico che però non necessitano di set da ferrata. Prima di arrivare al rifugio si passa anche per una piccola grotta che, superata, si comincia a intravedere la chiesetta a fianco del rifugio Brentei fino a raggiungerlo a 2182 metri s.l.m. Qui la vista è bellissima sia sulla soprastante catena degli Sfulmini sia sulle maestose imponenti pareti del Crozzon di Brenta e della Cima Tosa. 

    Cena e pernottamento a trattamento di mezza pensione al rifugio Brentei

    2 Giorno:  Lasciato il Brentei il sentiero 318 inizia a inerpicarsi per la Val Brenta superando con numerose serpentine i detriti morenici che via via hanno strappato il posto alle bianche vedrette. Ad un certo punto bisogna superare un salto di roccia ben gradinato, per superare le lievi difficoltà sono state poste in opera delle corde metalliche.  Il primo tratto del sentiero delle Bocchette è nettamente visibile lungo i fianchi della Brenta Alta. Man mano che si procede  sempre più imponenti si fanno le pareti degli Sfulmini e del Campanil Basso. Con uno strappo finale si raggiunge la stretta gola della Bocca di Brenta, m. 2552, punto più alto del percorso. Dalla Bocca di Brenta in meno di 10 minuti si giunge al Rifugio Tommaso Pedrotti, m. 2491, ore 1,10 dal Brentei.
    L’itinerario proposto prevede l’affascinante, anche se lunga, discesa per la Val Massodi sino al Rifugio Selvata, ore 1,40 dal Pedrotti, 5,40 dall’inizio. Dal Selvata per raggiungere Molveno si prosegue sul sentiero 340 al Rifugio Croz Altissimo e quindi a Pradel, di qui discesa a Molveno con la seggiovia (ultima corsa ore 18-18.30 a seconda della stagione); oppure discesa diretta a Molveno lungo la Val delle Seghe con il sentiero 319.

    Al Lago di Molveno troveremo il pullman che ci riporterà a casa.

  • Valle del Mis

    Domenica 12 Maggio 2024

    Scheda Tecnica

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 8.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Area ristoro Parco del Mis/ zona Cadini del Brenton
    DIFFICOLTA’  E
    DISLIVELLO
      Vedi descrizione scheda tecnica
    TEMPO Vedi descrizione scheda tecnica
    QUOTA MASSIMA Gena Alta 807 mt
    PRANZO: al sacco. Appoggio pomeridiano Bar alla Soffia
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni primaverili, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 8 Maggio 2024.

    Prefazione

    L’itinerario che proponiamo si sviluppa nella Valle del Mis, nel bel mezzo del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e con questa escursione abbiamo cercato di raggruppare l’offerta del territorio lungo la valle.

    Descrizione del percorso

    Dopo aver fatto colazione presso il chiosco presente all’altezza del Parco del Mis ci avviamo a piedi per la nostra prima tappa: VAL FALCINA (mt. 748)
    Si tratta di un sentiero naturalistico, che si sviluppa nella spaccatura incisa dalla Valle di Burt e Valle Falcina, dove sono presenti specie di flora e fauna molteplici ed importanti , come il Pino nero, Ambretta di Ressmann, Campanula della Carnia, Euforbia di Kerner, aquila reale e picchio nero e vari altri passeriformi.
    Tempo di percorrenza: 2 ore; Lunghezza 4 km; dislivello 250 mt.
    Prendiamo il sentiero sulla destra poco dopo il ponte e prima della galleria. E’ un sentiero dove si alternano tratti in salita ad altri più pianeggianti e in discesa. La gran parte del percorso si svolge nel bosco con alcuni punti dove si attraversa il torrente Falcina. Il sentiero non presenta grosse difficoltà, ma ci sono dei tratti leggermente esposti, dove bisogna fare più attenzione, in alcuni punti sono presenti dei parapetti. Alcuni dei saliscendi sono formati anche da gradini. Il percorso ad anello si conclude in discesa, con una bella panoramica sul Lago del Mis, presso il chiosco del Parco.

    PAUSA PRANZO AL SACCO

    Risaliamo in pullman per raggiungere la nostra seconda meta: I CADINI DEL BRENTON (mt. 433)
    Tempo di percorrenza 1h circa; lunghezza 1 km; dislivello minimo.
    Un facile sentiero, attrezzato con ponticelli e parapetti, conduce ad una sequenza di 15 profonde cavità scavate dalle acque del torrente Brentòn, che si getta da limpide cascatelle. Queste spettacolari marmitte di evorsione, situate nel cuore del Parco, stupiscono per la bellezza dei colori e la perfezione delle forme.

    Conclusa la visita ai Cadini attraversiamo il ponte e mantenendoci sulla destra prendiamo subito dopo la stradina asfalta che porta in località Gena Bassa. Senza raggiungere il Bar alla Soffia,  saliamo per la stradina asfaltata, chiusa agli automezzi non autorizzati,  per tornanti fino al paese di Gena Media (577m), dove possiamo ammirare l’antico lavatoio da poco restaurato (qui eventualmente per chi è stanco della salita si può tornare indietro), e poi il paese di Gena Alta (800m). Qui molte case abbandonate, dopo la disastrosa alluvione del 1966, sono state recuperate per i fine settimana o per pochi giorni nella stagione estiva. Questa breve passeggiata è l’unica opportunità per un minimo di contatto escursionistico con i monti del Sole, le montagne più selvagge e sconosciute delle Dolomiti Bellunesi.
    Tempo di percorrenza per Gena Alta 2 h; lunghezza a/r 4 km; dislivello 400 m circa, donandoci una splendida vista sul lago.

    Ritornati a Gena Bassa oltrepassiamo il Bar della Soffia per andare a visitare la cascata La Soffia.
    Qui si rimane incantati dalla forza dell’acqua e dal suo potente rumore, ci troviamo davanti a 12 metri di salto d’acqua che precipita in una forra attrezzata con un ponticello e con alcune piccole gallerie scavate nella grotta sottostante.

    A completamento della nostra esperienza nella Valle del Mis faremo una breve sosta presso il Bar della Soffia per un assaggio programmato dei loro prodotti.

  • Lago d’Iseo: Monte Isola, Iseo

    Domenica 21 Aprile 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.15
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Iseo (Bs)
    DIFFICOLTA’  E – media
    DISLIVELLO
      Mt. 400 – Km.10 circa + visita di Iseo
    TEMPO Ore 3 circa (senza soste) + visita di Iseo
    QUOTA MASSIMA  600 mt
    PRANZO al sacco
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni primaverili, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 17 aprile 2024.

    Prefazione

    Monte Isola sorge al centro del lago d’Iseo e con i suoi 600 metri d’altezza è la più alta tra tutte le isole dei laghi europei. Dalla vetta, il panorama è a 360 gradi sul lago d’Iseo. L’atmosfera dell’isola è incantevole, l’assenza di autovetture, i pittoreschi borghi medioevali, i sentieri immersi nella campagna, giustificano la denominazione di “Perla del lago d’Iseo”. 

    Descrizione del percorso

    La nostra escursione comincia da Iseo dove prendiamo il traghetto che ci porta su Monte Isola in località Peschiera Maraglio.

    Scesi dal traghetto, prendiamo il vialetto a volta che costeggia l’Infopoint e si sale in mezzo al centro abitato. Dopo una rampa di scale, si arriva sulla strada principale, la si attraversa e si entra nel bosco, imboccando il sentiero n° 1 a sinistra, prima a gradoni e subito sterrato. Dopo circa una mezz’oretta di salita tra alberi, arbusti e scorci spettacolari. Proseguendo in direzione nord, lo sguardo è presto catturato dalla splendida vista dell’Isola di San Paolo e della Rocca Martinengo. Da qui il sentiero diventa meno ripido e, attraversando ombreggiati boschi di castagni, raggiunge a breve l’abitato di Cure.

    Ora la strada diventa asfaltata e inizieremo a vedere sulla cima della montagna, il Santuario. L’ultimo tratto è ancora nel bosco, su un comodo e largo sentiero pianeggiante e in breve arriveremo il Santuario della Madonna della Ceriola!

    Da qui una meravigliosa vista a 360° su tutto il lago e le montagne che lo circondano. Ore 1.30 da Peschiera Maraglio.

    Dopo la pausa pranzo prendiamo il sentiero molto curato tra gli oliveti lungo la via Crucis. Giunti al borgo di Cure scendiamo lungo la strada e sentieri verso Senzano, per poi scendere a Menzino. Da qui prendiamo il sentiero a sx che in leggera salita ci porta alla Rocca Martinengo, il castello che sorge sopra il golfo di Sensole. Il Castello essendo privato si può visitare solamente all’esterno. Lasciata la rocca, per rientrare a Peschiera sfrutteremo una comoda strada asfaltata che scorre lungo tutto il lato sud dell’isola. Ore 1.30 dal Santuario.

    A questo punto prenderemo il traghetto che ci riporta ad Iseo

    Scesi dal traghetto faremo una breve visita in autonomia della città.

    Punti d’interesse: Il Lungolago, Pieve Sant’Andrea, Palazzo dell’Arsenale, Castello Oldofredi, Chiesa Santa Maria del Mercato e Piazza Garibaldi.

  • COLLI BERICI

    SENTIERO SAN BERNARDINO – EREMO DI SAN CASSIANO

    7 APRILE 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Mossano VI – Colli Berici
    DIFFICOLTA’  E – media
    DISLIVELLO
      Mt. 500 – Km. 15 circa (13 + 2)
    TEMPO Ore 6 circa (senza soste)
    QUOTA MASSIMA 405 mt
    PRANZO: al sacco
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursioni primaverili, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 3 aprile 2024.

    PREFAZIONE

    Vi proponiamo una splendida camminata sui Colli Berici: il sentiero di San Bernardino, che parte da Mossano e ci porta nella valle dei Mulini, nei colli vicentini, tra boschi, ulivi e grotte. La valle dei Mulini, un pregevole angolo berico tracciato dalla storia è un’oasi immersa nel verde. In passato tutti i paesi vicini raggiungevano Mossano con i muli e i sacchi per fare macinare la farina. Oggi invece la Valle dei Mulini è un luogo dove poter passeggiare in tranquillità accompagnati dal suono del ruscello che alimenta i mulini e scende dai Colli Berici.

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO

    Il percorso ad anello si svolge sul sentiero 81, dopo aver oltrepassato la chiesa di Mossano, scende su una stretta stradina asfaltata per passare per il quartiere più antico del borgo e ammireremo l’unico mulino ancora rimasto con le sue vecchie pale, qui le foto non possono mancare.

    Il percorso adesso continua in leggera salita attraversando boschi e ampi prati. Lungo il percorso troveremo molto interessanti le grotte che si trovano in questo tratto.

    La vista sulla vallata e sui Colli Euganei ci farà da sfondo.

    Dopo circa due ore e trenta di cammino, raggiungiamo un piccolissimo borgo con  un grande prato e una fontana: lì faremo la nostra sosta pranzo. 

    Dopo la sosta il percorso continua sulle colline di uliveti fino ad immergersi ancora nei boschi, a un certo punto una scalinata sulla sinistra ci porterà, con una deviazione di circa un chilometro, alla grotta di San Bernardino.

    Una volta tornati in paese, dopo circa 4 ore e mezza di cammino, una sosta alla Proloco di Mossano gratificherà la nostra camminata.

    Ci sposteremo poi col pullman nel vicino paese di Lumignano dove visiteremo l’Eremo di San Cassiano.

    L’eremo, inserito nella parete rocciosa del Monte della Croce di Lumignano, è una costruzione che risale al XVII secolo e comprende i resti dell’antica chiesa di San Cassiano. 

    Per arrivarci prendiamo un piccolo sentiero in salita che parte dalla chiesa di Lumignano e ogni prima domenica del mese è aperto al pubblico, quindi potremo visitarlo. Il sentiero è ben segnalato, la gradinata un pò sconnessa, in alcuni punti è necessario tenersi a dei sostegni, ma appena superato il cancello sulla parete rocciosa si intravedono già i segni di un passato lontano.. il resto lo scoprirete con noi!

    E dopo questa piacevole uscita, il nostro pullman ci riporterà a casa.

  • Monte Lussari: Sentiero del Pellegrino

    Domenica 17 Marzo 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19,30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Camporosso (parcheggio cabinovia) mt. 845
    DIFFICOLTA’  EAI – media
    DISLIVELLO
      Mt. 950 circa – 11 km circa
    TEMPO Ore 5 circa (senza soste)
    QUOTA MASSIMA Rifugio Monte Lussari 1766 mt
    PRANZO:al sacco, appoggio nei locali del Borgo
    ATTREZZATURA  Abbigliamento adatto ad escursione invernale. Ciaspole, ramponcini, guanti, berretto, scalda collo o sciarpa e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 6 marzo 2024.

    Carta Tabacco 019 Alpi Giulie Occidentali Tarvisiano

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO

    L’escursione al Monte Lussari è stata inserita come ultima ciaspolata in modo da avere un po’ di allenamento sulle gambe.

    Impossibilitati a svolgere la ricognizione l’abbiamo sviluppata avvalendoci di un’escursione precedente (giugno 2015), della cartografia e letture ricavate dal web.

    Il dislivello, in questa escursione, non manca, ma raggiungere la meta, ossia il Monte Lussari, sulla cui cima sorge un pittoresco borgo che sembra essere il protagonista di un dipinto, può diventare una delle esperienze più affascinanti che la natura permette nel vicino FVG.

    Lasciamo la corriera al parcheggio della telecabina del Monte Lussari (mt 845) e vicino al ristorante Alte Hutte troviamo il cartello con le indicazioni per il “Sentiero del Pellegrino” (sentiero CAI 613) che percorriamo sia in andata che in ritorno.

    Il sentiero inizialmente costeggia il Rio Lussari e poi inizia a salire con pendenza costante inoltrandosi nel bosco. La salita impegnativa, attraverso ripidi tornantini, è continua sino ad incontrare il primo capitello della via Crucis, poi la pendenza si fa più moderata. Saliamo e lungo il percorso incontriamo Malga Lussari, l’insellatura presso il monte Prasnig, una piccola cappella e finalmente il Monte Lussari.

    Una volta in vetta il panorama sarà incredibile dato che si apre sui versanti settentrionali del Jôf Fuart, del Jôf di Montasio e della Cima del Cacciatore, sino alle più lontane montagne austriache. Il Santuario, situato proprio ai piedi della vetta, ci aspetta. Una sosta meritata per rifocillarci e addentrarci nei meandri di questo piccolo Borgo che secondo la tradizione fu costruito nel 1360 in seguito a una serie di fatti miracolosi.

    Per chi non se la sente di affrontare questo importante dislivello e desidera comunque conoscere questo magnifico posto inserito anche nel “Cammino Celeste” c’è la possibilità di usufruire della telecabina i costi per un gruppo di 20 persone sono:

    € 14,50 andata e ritorno

    € 11 solo andata o solo ritorno

    Nati dopo il 2005 € 9 andata e ritorno – € 7 solo una corsa