Autore: amicidellamontagna

  • ALTOPIANO DI ASIAGO

    CIMA MANDRIOLO – RIFUGIO VAL FORMICA

    DOMENICA 9 MARZO 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Rifugio Val Formica mt. 1653
    DIFFICOLTA’  EAI – Gruppo A media (colore rosso) – Gruppo B facile (colore azzurro)
    DISLIVELLO
      Mt. 400 circa
    TEMPO Ore 3.15 ore (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
     Cima Mandriolo mt. 2049 mt
    ATTREZZATURA  Al momento sono sufficienti ramponcini e bastoncini. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  WhatsApp 379 2978473. Prenotarsi entro mercoledì 5 marzo 2025.

    Carta Tabacco 050 Altopiano dei Sette Comuni

    Prefazione

    L’Altopiano di Asiago è, senza ombra di dubbio, il paradiso delle escursioni invernali. Ci sono decine di sentieri dalle pendenze sempre contenute che si possono percorrere in totale sicurezza per godere di panorami strepitosi.

    Descrizione del percorso

    L’escursione inizia dietro il Rifugio Val Formica (1653 m s.l.m.) in località Cima Larici, una delle più belle e rinomate zone dell’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza.

    Seguiamo un percorso battuto che ci conduce ad una mulattiera, percorrendola in leggera salita, ci porta verso Porta Manazzo (1795 m).

    Qui formiamo due gruppi:
    GRUPPO A: sale su sentiero a Porta Manazzo e sempre su sentiero con diversi saliscendi si porta a conquistare Cima Mandriolo (2049 m.), due ore dalla partenza. Il percorso non è mai troppo difficile, ma bisogna prestare attenzione perchè il sentiero a volte è in cresta e altre in mezzo al bosco. Lungo il percorso si gode di un vasto panorama, sia sulla Valsugana che nell’ambiente circostante fatto di cime e distese boschive e non.


    GRUPPO B: prosegue sulla mulattiera rimanendo un po’ più basso di quota. Arrivati a quota 1786 m dopo circa 50 minuti, svolta a destra proseguendo in salita. Il sentiero ora è decisamente in salita per la prima parte nel bosco per poi sbucare in un’ampia conca con un panorama che inizia ad essere interessante. L’ultimo tratto in salita ci porta dritti fino alla cima Mandriolo (2049 m) con la croce di vetta (due ore dalla partenza). Da questo punto è possibile ammirare Cima Portule, Cima XII, e spaziare sulle Dolomiti. Oltre a questo con una giornata limpida si possono ammirare: la catena del Lagorai, il lago di Levico e Caldonazzo, Sptiz Verle, il Becco di Filadonna, Passo Vezzena, il Monte Verena.

    A gruppi riuniti il percorso di ritorno (colore blu) è lo stesso per entrambe. Scendiamo velocemente fra gli alpeggi incuneandoci nella vallata, passiamo attraverso il sottobosco e una volta usciti all’altezza di Porta Manazzo teniamo la destra, passando fra dei casolari aggiriamo la collinetta e ci troviamo la lunga discesa che ci conduce velocemente al Rifugio Val Formica (1 ora dalla cima).

  • ALTOPIANO DEL RENON

    CORNO DEL RENON

    11 FEBBRAIO 2024 – RINVIATA A DOMENICA 18 FEBBRAIO 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20 – 20.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Pemmern (Renon BZ) 1538
    DIFFICOLTA’  EAI Gr: A media / Gr: B medio-facile
    DISLIVELLO
      Gr: A +-730 km. 13 / Gr: B mt +430 / -730 km. 8.500
    TEMPO Gr: A ore 4 / Gr: B ore 3 (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
     Mt. 2260 Corno del Renon
    PRANZO al sacco, con appoggio al Rifugi Feltuner e Corno di Sotto
    ATTREZZATURA  Al momento sono sufficienti ramponcini e bastoncini. Sono previste nevicate e saremo più precisi nella mail di conferma. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 7 febbraio 2024.

    Prefazione

    Per chi non conosce l’altopiano del Renon, già dai primi tornanti, per salirci, avrà la sensazione di ordine e organizzazione. I caratteristici masi Altoatesini ne danno un fascino particolare senza dimenticare lo storico trenino di Alta quota che collega i vari paesi. Che dire, avrai la sensazione di essere in un luogo speciale…..un pò diverso.

    Il Renon in inverno è perfetto per praticare escursioni invernali. Imperdibile è l‘escursione che conduce in cima al Corno del Renon che presenta vari livelli in base alle proprie capacità. Il panorama è semplicemente stupendo e abbraccia le “nostre Dolomiti”, quelle della Val di Funes, Val D’Ega, Val di Tires con Catinaccio, Sciliar, Alpe di Siusi, Odle e Latermar in primo piano, tutto questo da una prospettiva completamente diversa da come siamo abituati vederle. Alle spalle, invece, il Brenta, Adamello, le vette dell’Alpe di Villandro, la Val Venosta e Merano. Giù in basso, si vede Bolzano. Beh, avrei impiegato meno tempo a nominare quelle che non si vedono.

    Descrizione del percorso

    La partenza della nostra escursione avviene da Pemmern da dove parte la cabinovia.

    Già da subito formeremo i due gruppi, il gruppo A salirà a piedi al Corno del Renon mentre il gruppo B sfrutterà la cabinovia per abbattere circa 350 metri di dislivello. Entrambe i gruppi arriveranno in vetta per godere di un panorama unico a 360°.

    Gruppo A: Calzeremo subito i ramponcini e cominceremo a salire il segnavia n° 1 denominato “Premium Panorama Tour” seguendo le bandierine verdi. Affronteremo da subito un tratto un pò impegnativo senza nessuna difficoltà tecnica che costeggia la pista da sci. Vi abbiamo parlato di organizzazione e qui si nota; avremo una nostra corsia preferenziale che a tratti condivideremo con gli slittini completamente battuta ben distinta dalla pista da sci che fiancheggeremmo a tratti.

    La parte più impegnativa si alterna a strappi e tratti meno ripidi e dopo la prima ora e aver fatto i primi 300 mt. di dislivello la difficoltà diminuisce e la salita continua dolcemente sino ad arrivare alla fermata intermedia della cabinovia. Lungo il percorso potremo ammirare sulla nostra destra il Sasso Lungo e il Sasso Piatto, lo Sciliar con i Denti di Terra Rossa, l’Alpe di Siusi, il Catinaccio, il Latemar ecc.ecc.. A questo punto i due gruppi faranno lo stesso percorso. Ore 1.15 dalla partenza.

    Gruppo B: per abbattere il dislivello di 350 mt. prenderemo la cabinovia che in pochi minuti ci porterà alla fermata intermedia a quota 1800, essendo una cabinovia ad ammorsamento automatico rallenterà per far scendere le persone in sicurezza.

    Quote cabinovia con sconti gruppi minimo 15 persone: Bambini € 7.50 – Adulti € 11.50 – Senior € 10 (dal 1963)

    I due gruppi continueranno a salire dolcemente seguendo sempre Il “Premium Panorama Tour” su comoda pista battuta per raggiungere il rifugio Feltuner a quota 2025. Ore 0.50 dalla stazione intermedia. Sempre in leggera ma costante salita in altri 50 minuti raggiungeremo la vetta del Corno del Renon a quota 2260 dove, troveremo l’omonimo rifugio chiuso però troveremo aperto un ricovero con bagno e bar.

    Da qui saremo abbracciati da panorami pazzeschi a 360° che ci ripagheranno delle fatiche fatte.

    Ora scenderemo per il sentiero panoramico che ci permetterà di chiudere un piccolo anello. Scendendo si potranno ammirare le nostre amate Dolomiti viste da una prospettiva diversa e potremo viaggiare nei ricordi per cercare di individuare montagne e rifugi frequentati nel passato. In 25 minuti arriveremo al rifugio Corno di sotto a quota 2040.

    Ora, attraversando un paio di piste in sicurezza, ci collegheremo con la traccia n° 1 usata per la salita che in 50 minuti sempre in discesa ci porterà al punto di partenza dove ci sarà il pullman ad attenderci.

  • DOLOMITI D’AMPEZZO

    RIFUGIO RA STUA E CASON DE LEROSA

    DOMENICA 28 GENNAIO 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Gr: A Cimabanche – Gr: B S. Uberto / Fine Gr: A-B S. Uberto
    DIFFICOLTA’   EAI – Gr. A media – Gr. B facile
    DISLIVELLO
      Gr. A: mt. 600 / km 12 – Gr. B: mt. 400 / km.10.5
    TEMPO Gr. A: ore 4 – Gr. B: ore 3 (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
      Gr: A Cason de Lerosa 2035 – Gr: B Ciampo de Crosc 1758
    PRANZO al sacco, con appoggio al Rifugio Ra Stua
    ATTREZZATURA  Gr: A Ciaspole, ramponcini e bastoncini – Gr: B ramponcini e bastoncini. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 24 gennaio 2024.

    Carta Tabacco 03 Dolomiti D’Ampezzo e le Dolomiti Ampezzane

    Prefazione

    Raggiungere l’Altopiano di Senes in inverno è sicuramente uno degli itinerari più appaganti che si possono fare. Camminare nell’altopiano totalmente immacolato, fuori dal bosco, dove le ondulazioni del terreno sono arrotondate dalla neve e solamente poche cime solitarie interrompono il candore del paesaggio, è un’esperienza davvero unica.

    Descrizione del percorso

    Per questa escursione i due gruppi si divideranno già dalla partenza.

    Il Gruppo A dopo aver raggiunto “La Polveriera” nei pressi del Passo Cimabanche, prende Il sentiero n° 8 (mt 1511). Trattasi di una carrareccia che si snoda in mezzo al bosco, in costante salita, risalendo dapprima la sorgente di Rufiedo, poi la Val de Gotres, fino ad aprirsi nel pianoro di Tremonti Lerosa. Lungo il percorso interamente in bosco troveremo delle aperture, create dalla tempesta Vaia, che permettono di ammirare ciò che ci circonda. Il bianco immacolato che ci accoglie all’arrivo nel pianoro Lerosa cancellerà la fatica fatta (2,5h dalla partenza). Ancora un piccolo sforzo e raggiungiamo Cason de Lerosa (mt 2035) per una meritata sosta pranzo.
    Qui seduti, possiamo ammirare, davanti a noi Croda de R’Ancona, alle nostre spalle il gruppo con la Croda Rossa.
    Una ripida traccia in discesa ci porterà poi a Ra Stua (45 minuti circa) a ricongiungerci con il gruppo B.

    Il Gruppo B raggiunto Sant’Uberto mt. 1450 prende la comoda strada n° 6 completamente battuta che affronta con i ramponcini ai piedi. La salita, in sottobosco rado, non è mai impegnativa e costeggiando un torrente offre scorci fotografici interessanti come le cascatelle di ghiaccio. In poco più di un’ora dalla partenza raggiungiamo l’Altopiano di Senes e già si vede il rifugio Ra Stua a quota 1668.

    Dopo una breve sosta al rifugio, per chi lo desidera, prolunghiamo l’escursione lungo la strada sempre battuta che porta verso il rifugio Sennes. Il percorso con leggeri saliscendi in campo aperto si inoltra nella Val Salata e in trenta minuti dal rifugio raggiungiamo “Ciampo de Crosc” a quota 1758. Qui la vallata si riapre e troviamo sulla nostra sx il sentiero che porta al rifugio Fedara Vedla e in fondo alla vallata un’isolata pittoresca malga. Ritorniamo al rifugio Ra Stua.

    Da qui il percorso di discesa è lo stesso per entrambe i gruppi.
    Cominciamo a scendere, sempre con i ramponcini ai piedi, lungo una traccia nel bosco che troviamo alla nostra dx. appena lasciato il rifugio. Questo tratto è molto accattivante e divertente con ponticelli e piccoli guadi da attraversare. Dopo un lungo tratto di discesa una leggera salita ci porta ad incrociare la strada della salita. Noi zizzagheremo la strada divertendoci nelle varie tracce sino a quando arriviamo al parcheggio dove il pullman ci attende. Ore 1 dal rifugio.

    Per chi desidera fare un rientro al parcheggio in tranquillità potrà scendere per la strada dell’andata.

  • LE BAITE DEL ROLLE

    BAITA SEGANTINI – VAL VENEGIA – BAITA JURIBELLO

    DOMENICA 14 GENNAIO 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Passo Rolle – Gr. A: Passo Rolle / Gr. B: Piano dei Casoni
    DIFFICOLTA’   EAI – media
    DISLIVELLO
      Gr. A: mt. 560 / km 13 – Gr. B: mt. 250 / km.10
    TEMPO Gr. A: ore 4 – Gr. B: ore 3 (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
      Baita Segantini mt. 2170
    PRANZO al sacco, con appoggio alla Malga Venegia
    ATTREZZATURA  Ciaspole, ramponcini e bastoncini. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 10 gennaio 2024.

    Carta Tabacco 022 Pale di San Martino.

    Prefazione

    Il Passo Rolle e la Val Venegia offrono escursioni invernali con le ciaspole tra le più panoramiche del Trentino con vista privilegiata sulle Pale di San Martino. In ambiente aperto gireremo attorno al Castellaz e noteremo subito la differenza dei due versanti: la zona del Rolle frenetica con impianti e piste da sci per poi passare nell’altro versante dove il silenzio fa da padrone e il paesaggio diventa fiabesco.

    Descrizione del percorso

    La nostra escursione inizia dal passo Rolle. Saliamo per una stradina e poi su traccia che fiancheggia la pista da sci sino a giungere a Capanna Cervino mt. 2084. In questo primo tratto la salita è costante ma mai difficile. Qui giunti (40 min. circa) sempre su traccia, saliamo dolcemente lasciando alle spalle la frenesia del Rolle e in ore 1.15 dalla partenza, arriviamo alla Baita Segantini a quota 2170. Un luogo magico con una visuale eccezionale sul Cimon della Pala.

    Raggiunto il punto più alto dell’escursione comincia la lunga discesa verso la Val Venegia. Una serie di tornanti, tra pittoreschi massi, ci fa perdere quota velocemente con la possibilità di fuori pista con le ciaspole ai piedi. Continuiamo sempre in discesa fino a Malga Venegiota (chiusa) a quota 1824. Qui ci concediamo la pausa pranzo al sacco, 2 ore dalla partenza.

    Riprendiamo il nostro cammino sempre in leggera discesa costeggiando un torrente che rende molto pittoresco il nostro passaggio. Ora la Val Venegia si apre e la distesa bianca contornata dalle vette Dolomitiche è molto appagante ai nostri occhi. In 45 minuti raggiungiamo Malga Venegia che troveremo aperta a quota 1778.

    In questo punto i due Gruppi si dividono.

    Gruppo B alla malga ha quasi concluso l’escursione visto che manca circa 1 km in leggera discesa per raggiungere il Piano dei Casoni a quota 1680 dove ci sarà il pullman ad attenderlo. Rientro al Passo Rolle per il recupero del Gruppo A.

    Gruppo A dalla malga si attraversa il ruscello e si comincia a salire, abbastanza ripidamente, un sentiero su traccia in mezzo al bosco con direzione Malga Juribello. Il sentiero si presenta impegnativo (se non allenati) ma preso con calma non crea nessun problema.

    Quando usciamo dal bosco, a quota 1950, davanti a noi si presenta uno spettacolo da togliere il fiato che ripagherà la fatica fatta: un altopiano aperto coperto da neve immacolata solcato dall’unica traccia che percorreremo. Davanti a noi ammiriamo le Pale, in lontananza il Gruppo del Lagorai e la Valle del Paneveggio. Giù nella valle la Malga Juribello, che non raggiungiamo perché chiusa, si presenta maestosa.

    Ora con continui saliscendi arriviamo sotto Capanna Cervino e poi in discesa in breve arriviamo al Passo Rolle dove il pullman ci attende.

  • ALLA SCOPERTA DEL MONTELLO

    CHIESETTA DI SANTA LUCIA

    PRANZO SOCIALE, PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA 2024 E ISCRIZIONI APERTE

    26 NOVEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Partenza da Piazza Mercato a Paderno alle ore 9.00 (non parcheggiare in Piazza, chiusa per manifestazione. Ci sono altri parcheggi in zona) Oppure ritrovo al ristorante ai Gelsi alle ore 9.20 ( via Ivo Lollini, n° 61- Presa 17)
    TRASFERIMENTO  Auto proprie
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Ristorante ai Gelsi
    DIFFICOLTA’   E – facile
    DISLIVELLO
      Mt. 200 circa – Km. 8
    TEMPO Ore 2.30 circa, con soste.
    PRANZO Pranzo sociale presso il ristorante ai Gelsi
    ATTREZZATURA  Scarpe da trekking o scarponi. K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Per organizzare al meglio la giornata siete pregati di prenotarvi per il pranzo, specificando se si vuole partecipare all’escursione, entro lunedì 20 novembre 2023.

    Prefazione

    Foliage: è il momento in cui i boschi si trasformano in un mosaico vibrante di colori. Boschi che diventano tavolozze di sfumature calde, dal rosso all’arancione, dal giallo al marrone; fantastici, da fiaba, con un grande fascino, avvolti da un’atmosfera tranquilla, e ad ogni passo lo scricchiolare delle foglie calpestate. Vi porteremo a scoprire la poco conosciuta Chiesetta di Santa Lucia del 1897.

    Descrizione del percorso

    La nostra escursione comincia dal ristorante ai Gelsi. Scendiamo per alcune centinaia di metri lungo la presa 17 per poi prendere una stradina sulla nostra destra.

    Il percorso si sviluppa su stradine, sentieri e tratturi fiancheggiando molto spesso vigneti, uliveti o frutteti. Non ci sono difficoltà tecniche e il tragitto ha continui facili saliscendi. Continuiamo sino a raggiungere il ristorante “La Pineta” e poi la presa 18, che attraversiamo per affrontare un altro tratto di stradine e sentieri. In questa prima parte di percorso la vista spazia verso la pianura trevigiana. Giunti alla presa 19, la attraversiamo e sempre per sentieri cominciamo a girare leggermente verso nord. Ammiriamo, da questa posizione, i Colli Asolani, con ben visibile la “Rocca”, e le Prealpi Trevigiane. Ormai siamo in prossimità della chiesetta di Santa Lucia; si vede in lontananza il campanile che si avvicina velocemente. Qui giunti facciamo una breve sosta per apprezzare la bellezza del luogo. Ore 1.00 circa dalla partenza.

    Riprendiamo la nostra passeggiata prendendo un sentierino, che in leggera salita, ci porta alla presa 19. Come all’andata attraversiamo le varie prese con continui facili saliscendi passando per boschetti, radure e campi coltivati sempre circondati dai colori dell’autunno.

    Dopo circa un’ora dalla sosta, presso la chiesetta, arriviamo al punto di partenza dove, dopo averci cambiato le scarpe, pranziamo e, come consuetudine, presentiamo il programma 2024. Prima e durante il pranzo c’è la possibilità di iscriversi per la prossima stagione escursionistica.

    SAREMO IN SEDE PER LE ISCRIZIONI IL 29/11, IL 6/12 ED IL 20/12 DALLE ORE 21 ALLE ORE 22.

  • LIO PICCOLO

    LAGUNA DI VENEZIA

    SABATO 4 NOVEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza sabato 4 novembre ore 13.30.
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti.
    RIENTRO
      Ore 24.00 circa.
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Treporti
    DIFFICOLTA’   T
    TEMPO Ore 3 circa DISTANZA Km. 11 circa
    CENA Giro pizza presso la “Pizzeria la Lanterna” a Cavallino. Gli intolleranti sono pregati di avvisare al momento dell’iscrizione
    ATTREZZATURA  Scarpe da trekking, torcia elettrica (pila) e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Per organizzare al meglio la giornata siete pregati di prenotarvi entro martedì 31 ottobre 2023.

    Prefazione

    Lio Piccolo è un grazioso borgo a nord di Cavallino Treporti e si trova nella Laguna Nord di Venezia immerso in un ambiente unico al mondo per paesaggio, ricchezza dell’ecosistema e antiche tradizioni locali.
    La frazione sorge su un insieme di isolotti lagunari, separati da strettissimi canali, ricoperti da orti e vegetazione spontanea ed alternati alle barene. Lio Piccolo, in particolare, è l’insediamento più antico della zona ed è circondato dalle “valli da pesca”, ovvero dalle aree lagunari che sono state adibite a zone di pesca sin dall’anno Mille.
    Arrivando a Lio Piccolo si viene accolti da un piccolo e suggestivo borgo storico che ospita la piccola chiesa di Santa Maria della Neve con il rispettivo campanile e Palazzo Boldù.

    Descrizione del percorso

    Da Treporti prenderemo Via Saccagnana e all’incrocio con Via del Prà, all’altezza dell’osteria dal Pupi, scenderemo dal pullman e cominceremo a camminare, su strada asfaltata, verso il Borgo di Lio Piccolo.

    Qui giunti, faremo una breve sosta e potremo approfittare dell’unica toilette che incontreremo lungo il percorso. Poi la nostra camminata prosegue, sempre su strada asfaltata, sino al Notturno. Prenderemo a sinistra Via della Liona, d’apprima carareccia e poi sentiero che ci condurrà nel bel mezzo della laguna.
    Andremo incontro al tramonto, in un contesto spettacolare. La calma del paesaggio contornata dall’acqua, la natura circostante popolata da vari tipi di volattili e in lontananza le luci dell’Isola di Burano e Torcello oltre a Venezia.
    Il sentiero conduce dietro il Borgo di Lio Piccolo e qui giunti ripercorreremo la strada asfaltata fatta sin qui all’andata.

    Arrivati al pullman ci trasferiremo alla “Pizzeria La Lanterna” a Cavallino dove concluderemo la serata con un giro pizza.

  • BOSCO INCANTATO E IL SENTIERO DEI MARRONI

    PREALPI TREVIGIANE

    22 OTTOBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 8.00.
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti.
    RIENTRO
      Ore 18.30 circa.
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Miane a quota 259.
    DIFFICOLTA’   Gruppo A: E – media / Gruppo B: E – facile.
    DISLIVELLO
      Gruppo A: mt. 600 circa – km 16 circa / Gruppo B: 400 circa – km. 11.
    TEMPO Gruppo A: ore 4,50 circa / Gruppo B: ore 3,50 circa.
    QUOTA MASSIMA
      Gruppo A: Casere Costolada mt. 664 / gruppo B: Capitello mt. 622
    PRANZO Nei locali predisposti dalla Pro Loco Combai per la “Festa dei marroni”. Pranzo convenzionato a base di Castagne. Chi soffre di intolleranze alimentari è pregato avvisare al momento dell’iscrizione.
    ATTREZZATURA  Gruppo A: Scarponi obbligatori, bastoncini e K-Way sempre in zaino / Gruppo B: Scarponi o scarpe da trekking, bastoncini e K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Per organizzare al meglio la giornata siete pregati di prenotarvi entro lunedì 16 ottobre 2023.

    Carta Tabacco: Farra di Soligo – Patrimonio da scoprire.

    Prefazione

    Vi presentiamo una interessante escursione dal punto di vista naturalistico, ma soprattutto storico, perché si cammina su una strada costruita dagli abitanti della zona, con lavoro obbligatorio, durante la prima guerra mondiale nel periodo dell’occupazione austriaca. Il comando del Genio austriaco progettò la strada, di cui in molti tratti si vedono ancora il lastricato, il bordo per far defluire l’acqua, e alcuni muretti sui tornanti che sono stati recentemente restaurati. Questa strada doveva servire per il trasporto dei cannoni che bombardavano oltre il Piave, e fu chiamata “de la fan” per la fame che dovevano soffrire specialmente le donne e i bambini affaticati dal lavoro di costruzione e nutriti miseramente.

    Descrizione del percorso

    Per i due Gruppi l’escursione comincia dal centro di Miane. Cammineremo per i vicoletti di Miane e poi prenderemo a dx per via Prade. Si presenta subito con una salita costante passando prima  per un borgo, poi costeggeremo dei vigneti per inoltrarci fino dentro al fatato bosco di castagni dove cammineremo per diversi km.

    Gruppo A: a quota 466, con buona pendenza su strada cementata, cominciamo a salire sino a quando la strada diventa un largo sentiero boschivo abbastanza sassoso. Arrivati a “Pecol Sentà” iniziamo un tratto in salita impegnativo su tratti di sentiero stretto. Qui è richiesta attenzione. Dopo questa salita faremo un tratto in leggero saliscendi sino ad arrivare alle pittoresche Casere Costolada circondate da grandi frassini. Da qui inizia la discesa da prima su sentiero in terra e poi in sentiero con pavimentazione in roccia. Qui la pendenza è accentuata che può diventare scivolosa in caso di umidità. Poco dopo iniziamo un sentiero costellato con sculture artistiche e poi su strada asfaltata sino a Combai. Ore 4 dalla partenza.

    Il Gruppo B, a quota 466, comincerà a scendere ed un certo punto si apre un affascinante panorama sul borgo del Combai…ancora due km ed entreremo nella parte alta del borgo. Percorrendo i vicoli resteremo colpiti dalla bellezza delle case  curate mantenendo la loro caratteristica storica. Ore 3 dalla partenza.

    A-B. Arrivati in piazza, saremo allietati dai mercatini e prenderemo posto nella sala preparata per noi, dove pranzeremo tutti assieme.

    Essendo le strade di Combai chiuse per la “Festa”, finito il pranzo ci aspettano altri 3 km per raggiungere il pullman. Saranno allietati da panorami aperti sulle colline del prosecco. Passeremo per un nuovo tratto del borgo di Combai prima di immergersi nei vigneti e dopo aver attraversato due ponticelli arriveremo al pullman che ci attende a Miane. Ore 0,50 da Combai.

  • CASTELLONI DI SAN MARCO

    ALTOPIANO DI ASIAGO

    1 OTTOBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Rifugio Barricata a quota 1351
    DIFFICOLTA’   E – media
    DISLIVELLO
      Mt. 700 circa – km 15 circa
    TEMPO Ore 5.30
    QUOTA MASSIMA
      Castelloni di San Marco a quota 1830
    PRANZO al sacco, non ci sono appoggi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 27 settembre 2023.

    Carta Tabacco 050 Altopiano dei Sette Comuni.

    Prefazione

    Nella parte più settentrionale dell’Altopiano dei Sette Comuni si trova una formazione naturale di straordinaria bellezza, i Castelloni di San Marco. Il sentiero del labirinto: La magia dei Castelloni è dovuta all’opera incessante, di centinaia di migliaia di anni, dell’acqua sul tenero calcare grigio.
    Sotto la cupola carsica si sviluppano decine di chilometri di grotte appartenenti all’”Abisso della Fossetta”, il cui sbocco è nel fondo della Valsugana alla grotta della Bigonda. Durante la Prima Guerra Mondiale, cunicoli e grotte vennero riadattati a trincee, delle quali possiamo ancora vedere numerose tracce. Erano le seconde linee difensive rispetto al fronte di Cima Caldiera verso l’Ortigara.

    Descrizione del percorso

    Dopo aver attraversato la spettacolare Val Maron e la Val Marcesine con il pullman, cominceremo la nostra escursione nei pressi del Rifugio Barricata, molto probabilmente chiuso.

    Saliremo subito una piccola collina, dove potremo ammirare una delle opere di Marco Martalar, “L’Aquila Vaia di Marcesina”, con i suoi 7 metri di altezza e 5 di lunghezza, e un peso di 1.600 chilogrammi, è la più grande aquila in legno d’Europa. Per realizzarla l’artista di Roana ha impiegato 1800 viti, 100 metri di tavole e morali in larice coperti con 1500 pezzi di radici e altro materiale raccolto nel raggio di un km. È stata creata per ricordare la tremenda catastrofe che ha abbattuto interi boschi sulla piana di Marcesina, poi luogo del più grande cantiere forestale d’Europa. L’ Aquila rappresenta la forza della natura che qui si è scatenata con enorme aggressività e potenza.

    Dal rifugio Barricata (quota 1351) prenderemo la strada forestale n° 869 in leggera salita. Attraverseremo quel che rimane del bosco dopo il passaggio disastroso di Vaia. La forestale ci porterà ad incrociare un sentierino che ci permetterà di fare un taglio per raggiungere, a quota 1424 la continuazione di essa. Man mano che si sale la devastazione di Vaia si fà sempre più evidente, qui gli alberi sono ancora a terra e si noteranno molte macchine operatrici per la rimozione.

    Dopo alcune centinaia di metri prenderemo a dx per il sentiero dei cippi n° 869 B, l’unico sentiero praticabile, che in costante salita ci porterà a incrociare la forestale n° 842. Dopo alcune centinaia di metri prenderemo a destra un sentierino che in breve ci porterà ai Castelloni di San Marco e precisamente all’inizio del Labirinto. Qui fortunatamente Vaia non ha fatto danni. Ore 2.30 dal rifugio Barricata.

    Il percorso dei Labirinti ha dei tratti dove bisogna mettere le mani su roccette e bisogna scavalcare dei massi dove e richiesta la massima attenzione.

    Lo stupore del percorso sicuramente sarà grande, rocce sagomate, fenditure, passaggi in roccia, gallerie, dei veri e propri canyon, saranno lo spettacolo di chi li visita. Tra le varie insenature e le rocce il paesaggio spazierà a nord con la Valsugana e il Lagorai, ma ben visibile sarà anche il resto dell’Altopiano come la zona settentrionale di Cima Caldiera, Cima Ortigara, Cima Undici, Cima Dodicie Portule, la conca centrale fino ad Asiago e la fredda piana di Marcesina. Ore 0.50 per visitare tutte le stazioni numerate.

    Alla fine del labirinto, ci si ritrova immersi nel verde della vegetazione e procederemo ora verso il versante opposto a quello da cui si è saliti. Si ritorna quindi al bivio dell’Anello dei Castelloni di San Marco e da qui si imboccherà il sentiero n°845 chiamato “Sentiero dei Castelloni di San Marco” in discesa. Questo tratto, in buona discesa, richiede attenzione, per le radici e le roccette presenti, e ci porterà a Malga Fossetta in ore 1.15 dai Labirinti.

    Si scende ancora un pò sino a raggiungere il Bivio Tiffgruba. Ora prenderemo a sx una comoda carrareccia che in leggera discesa defaticante ci porterà in ore 1.10 al punto di partenza dove troveremo il pullman ad attenderci.

    Percorso lungo ma molto gratificante.

  • SLOVENIA

    GROTTE SAN CANZIANO – PIRANO

    17 SETTEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.30 circa
    DIFFICOLTA’  T – Turistico
    TEMPO Visita guidata alle Grotte di San Canziano ore 1,30 – percorso didattico ore 1,15 km 2 – Visita libera a Pirano ore 2
    PRANZO al sacco con appoggio a vari locali
    ATTREZZATURA  Scarpe comode e abbigliamento consono alla giornata. K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro domenica 3 settembre 2023.

    Descrizione.

    Grazie alla loro eccezionale importanza per il patrimonio naturale mondiale, le grotte di San Canziano furono incluse nella lista dell’UNESCO nel 1986. Con questo la comunità professionale internazionale riconobbe l’eccezionale importanza delle grotte come una delle perle del pianeta Terra.

    Ci hanno sempre insegnato che il Paradiso è in cielo, nel caso delle Grotte di San Canziano in Slovenia possiamo fare un’eccezione. Il Paradiso esiste, ed in questo caso è pure dalla parte opposta di quello che dovrebbe essere, lo troviamo sottoterra.

    E quando si pensa ad una grotta, solitamente vengono in mente spazi angusti, privi di aria, dove magari bisogna stare piegati per non picchiare la testa. Bene, le grotte di San Canziano, invece, raggiungono in alcuni punti i 150 metri di altezza.

    GROTTE DI SAN CANZIANO

    Dopo un cunicolo d’accesso piuttosto angusto, si apre la prima grotta e via via che ci si addentra nelle viscere della terra, le grotte diventano sempre più belle e grandi. Le grotte sono divise tra la prima parte che è un complesso di grotte denominato “Grotte del silenzio” ed una seconda parte denominata “Grotte del rumore” proprio perché si vede il fiume Reka e si percepisce il suo fragore contro le rocce. Il primo complesso di grotte è stato scoperto nel 1904, il secondo (la grotta del rumore) molti anni prima, nel 1851. All’interno delle Grotte del Silenzio si possono ammirare le classiche stalattiti e stalagmiti che si formano proprio perché, le rocce sono porose e l’acqua filtra dalla superficie e raggiunge la grotta.

    Goccia dopo goccia si attua il processo di creazione di colonne di calcare che pendono dal soffitto (stalattiti) e di colonne che crescono da terra (stalagmiti). Il processo è talmente lento ed impercettibile che per crescere di 1 cm è necessario un secolo circa. Cosa molto importante è assolutamente non toccare alcuna stalattite o stalagmite in quanto si romperebbe quella situazione di delicato equilibrio interrompendo il fenomeno naturale.

    Il punto più impressionante di tutte le Grotte di San Canziano è l’enorme grotta alta quasi 150 metri in cui si percepisce tutta la forza della natura con il fiume che scorre impetuoso molti metri più in basso. Infatti, il percorso della visita prosegue molto più in alto rispetto al fiume e si passa sopra un ponte sospeso (Cerkvenikov most) 46 metri sopra le acque del Reka.

    Questo tratto di percorso all’interno della Grotta del Rumore è di una bellezza e di un fascino impressionante. Chi ama la natura non potrà che essere d’accordo con noi. È interessante anche perché nella Grotta del Rumore si riescono a scorgere quelli che erano i passaggi degli speleologi, si notano ancora le vecchie strutture ed il vecchio percorso; devo dire che avevano coraggio da vendere. Il percorso all’interno delle Grotte di San Canziano termina nei pressi di un’altra dolina dalla quale si può risalire in superficie.

    SENTIERO DIDATTICO

    Qui potremo arricchire la nostra visita al Parco con l’esplorazione delle peculiarità del Carso classico. Il percorso è lungo circa due chilometri e di solito dura poco più di un’ora di cammino. Intorno alla Velika dolina e alla Mala dolina, ammireremo le meravigliose viste delle profonde doline di crollo, le pareti scoscese, il fiume Reka che si inabissa e i monti circostanti. Fanno parte dell’itinerario anche i granai J’kopinov skedenj e Jurjev skedenj a Škocjan, i quali ospitano la raccolta etnologica e la raccolta delle scoperte e delle esplorazioni delle Grotte di Škocjan. Qui si trovano anche il plastico della sezione del canyon sotterraneo del Reka nelle Grotte di Škocjan e il plastico della zona centrale del Parco.

    Dopo aver visitato le Grotte ci trasferiremo sulla costa Adriatica per una breve visita a Pirano sempre in Slovenia.

    PIRANO

    Pirano è una città turistica sulla costa Adriatica della Slovenia, nota per il suo lungo molo e l’architettura veneziana. Piazza Tartini è fiancheggiata dalla gotica Casa Veneziana rossa e dall’affrescata Casa Tartini. Quest’ultima è il luogo di nascita del violinista Giuseppe Tartini. Il municipio del XIX secolo è caratterizzato da un leone di pietra, simbolo dell’ex Repubblica di Venezia. Il Duomo di San Giorgio, nelle vicinanze, ha dipinti del XVII secolo e altari in marmo.

  • CIMA SAPPADA – FORNI AVOLTRI

    GIRO MONTE TUGLIA

    3 SETTEMBRE 2023

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Inizio Cima Sappada – fine a Forni Avoltri
    DIFFICOLTA’  Gruppo A: E – Gruppo B: E
    DISLIVELLO
      Gruppo A: Mt. 550 circa – Gruppo B: 350 circa
    TEMPO Gruppo A: Ore 5- Gruppo B: Ore 4.30
    QUOTA MASSIMA
      Gr. A rifugio Siera mt.1606 – Gr. B casera Tuglia mt. 1599
    PRANZO al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini e K-Way sempre in zaino
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 30 agosto 2023.

    Carta Tabacco 01

    Sappada e Forni Avoltri hanno radici antiche che mostrano le sue bellezze in ogni stagione. Tra i borghi, l’armonia del passato risuona tra boschi lussureggianti e cime dolomitiche. Numerose sono le escursioni per raggiungere i rifugi situati in quota, o verso le vette che segnano il confine con l’Austria. Una fitta rete di sentieri collega tra di loro rifugi alpini e malghe, permettendo di compiere entusiasmanti trekking.

    Descrizione del percorso

    Già dalla partenza i due gruppi si dividono per poi raggrupparsi alla malga Tuglia e scendere a Forni Avoltri assieme.

    Gruppo A: Dal parcheggio dell’impianto di risalita a Cima Sappada, quota 1290, prendiamo un sentierino che sale costantemente in mezzo al bosco sino a raggiungere la strada forestale n° 321 che prenderemo verso il rifugio Siera. Sempre in salita arriveremo al rifugio a quota 1606 il punto più alto dell’escursione. Da qui la vista spazia a 360° sulle vette circostanti. Ora si scende su sentiero n° 1 per poi prendere un sentierino che sempre in discesa ci porterà ad incrociare il sentiero n° 320 che prenderemo a quota 1413. Si comincia a risalire sino ad incrociare la forestale n° 230 a quota 1515. Ancora in leggera salita si arriva alla Casera Tuglia a quota 1599. Ore 3 dalla partenza.

    Gruppo B: Da Cima Sappada prenderemo la carrareccia n° 320 che in leggera salita ci porterà, da prima a trasformarsi in un tranquillo sentiero per poi giungere ad un bivio, a quota 1515. Qui prenderemo a dx per la carrareccia n° 230 che in leggera salita ci porterà alla Casera Tuglia. Ore 2.30 dalla partenza.

    Qui ci compatteremo con il Gruppo B per scendere verso Forni Avoltri.

    I due gruppi prendono prima la strada forestale n° 229 che poi si trasforma sempre in discesa in sentiero e passando per le casere Col Mezzodì Alta e Bassa ci porterà a Forni Avoltri zona impianti sportivi dove ci sarà il pullman ad attenderci a quota 888. Ore 2.30 dalla Casera Tuglia.