Autore: amicidellamontagna

  • MONTE RITE DI CIBIANA

    RIFUGIO DOLOMITES

    Domenica 23 febbraio 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Passo Cibiana mt. 1530
    DIFFICOLTA’   EAI – Gr. A: media difficoltà (passo sicuro) – Gr. B: media difficoltà
    DISLIVELLO
     
    Gr. A: mt. 650 / km 14 circa – Gr. B: mt. 650 / km.15 circa
    TEMPO Gr. A: ore 4.00 – Gr. B: ore 4.30 (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
      Rifugio Dolomites a quota 2160 chiuso
    PRANZO al sacco, con appoggio a due locali alla partenza e arrivo
    ATTREZZATURA  Al momento ramponcini e bastoncini, saremo più precisi al momento della conferma. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 19 febbraio 2025.

    Carta Tabacco n° 025

    Descrizione del percorso

    Il panorama a 360° che offre la cima del Monte Rite è sicuramente uno dei più belli che ci siano tra le Dolomiti. Non è certo un caso che Reinhold Messner abbia deciso di costruire proprio su questa cima uno dei suoi musei, il “Museo delle nuvole”, collocato a pochi passi dal Rifugio Dolomites.

    Durante il periodo invernale la strada forestale è chiusa alle macchine, per cui scegliamo di prendere questo sentiero il n° 479. La salita è semplice, costante e mai ripida. Mano a mano che saliamo anche il panorama attorno a noi comincia ad aprirsi: ecco uno scorcio del Sasso Lungo di Cibiana, e ora ecco la Cima dei Frati! In circa un’ora e mezza arriviamo ad una galleria (attenzione al ghiaccio in inverno), passata la quale la strada si apre sulla grandissima caserma abbandonata di Cibiana di Cadore.

    In breve arriviamo alla Forcella Deona a quota 2053 , dalla quale svoltiamo verso destra e in 20 minuti siamo di fronte al Rifugio Dolomites a quota 2160 che troveremo chiuso. Ore 2.30 dalla partenza.
    Qualche metro sopra al Rifugio Dolomites sorge il Messner Mountain Museum (che troveremo chiuso), creato sui resti delle fortificazioni costruite durante la Grande Guerra. Il museo, ideato dal famoso scalatore Reinhold Messner, racconta e raccoglie le testimonianze dei grandi della storia dell’alpinismo attraverso reperti, fotografie e parole. Saliti sulla sommità a colpirci, al primo sguardo. sono le avveniristiche e iconiche cupole di vetro che si stagliano proprio sulla cima del Monte Rite.

    Pochi metri ancora ed eccoci finalmente alla cima (2183 mslm). La vetta del Monte Rite non lascia dubbi: il panorama qui è da 10 e lode. Un’incredibile terrazza panoramica che spazia a 360°. La vista vola a Sud verso il Gruppo del Bosconero, il Tamer, le Pale di San Sebastiano e lo Spiz di Mezzodì; a Ovest verso il Civetta e il Monte Pelmo; a Nord verso l’Antelao, il Sorapis, le Tofane, il Lagazuoi e la Croda del Lago, e infine ad Est lungo la vallata di Auronzo…… all’appello non manca nessuno, e noi ci sentiamo così piccoli di fronte a questi Giganti!

    Un plastico circolare ci aiuta nella nomenclatura delle vette mentre facciamo scorrere le dita lungo i profili in rilievo e poi lungo le cime stesse, per identificarle.

    Dopo la pausa pranzo i due gruppi cominciano a scendere sino alla Forcella Deona e qui si dividono.

    Per il Gruppo A è richiesto passo sicuro e concentrazione. La discesa è un po’ tecnica ma non difficile, sicuramente da non sottovalutare in presenza di neve o ghiaccio. Il Gruppo A prende il sentiero n° 494 sulla sx che scende nel bosco. Questo sentiero viene usato nel periodo estivo per evitare la strada usata dalle navette. Si scende velocemente e in 1 ora incontriamo la strada della salita e in breve arriviamo al Passo Cibiana. Ore 1.30 dalla vetta.

    Gruppo B: La discesa è la stessa strada dell’andata. Ore 2 dalla vetta.

  • Monte Avena: giro delle malghe in notturna

    Sabato 8 febbraio – Primo gruppo

    Sabato 15 febbraio – Secondo gruppo

    Scheda tecnica

    RITROVO: Piazza Mercato di Paderno ore 14.30
    TRASFERIMENTO Pullman
    RIENTRO: Ore 24.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE: Parcheggio agriturismo Casera dei Boschi mt 1253
    DIFFICOLTA’: EAI – facile
    DISLIVELLO M. 250 circa
    TEMPO: Ore 2.00 circa (senza soste) – 6,5 km circa
    INTERESSE Paesaggistico – naturalistico
    QUOTA MASSIMA Monte Avena m. 1454
    CENA:  agriturismo Casera dei Boschi
    ATTREZZATURA: Al momento ramponcini e bastoncini, saremo più precisi al momento della conferma. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di serata ventilata) e bevande calde, pila frontale o torcia elettrica.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp GAM 379 2978473

    Carta Tabacco n° 23

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO
    Il giro delle malghe del Monte Avena è un’escursione poco impegnativa, che garantisce affacci stupendi sulle Vette Feltrine. Per raggiungere la meta si oltrepassa Pedavena e si prosegue seguendo le indicazioni per il Passo Croce D’Aune. Il pullman ci lascia al parcheggio della Casera dei Boschi. Da qui attraversiamo la strada statale e percorrendo la salita erbosa che comincia subito di fronte andiamo a raggiungere il bosco.

    Immersi nel bosco proseguiamo per un paio di chilometri circa, superando quindi i 200 metri di dislivello. Vi sono alcuni tratti in salita, ma i pendii sono dolci e poco faticosi. Raggiungiamo il culmine del Monte Avena, e, fermiamoci ad ammirare il panorama: le Vette Feltrine, il Monte Pavione (la cima più alta del gruppo), il Rifugio Dal Piaz e, più in lontananza, il gruppo del Lagorai. Proseguiamo per Malga Campon e passando oltre andiamo a raggiungere la Croce d’Avena, punto panoramico sul Monte Avena.

    Iniziamo ora il rientro alla Casera, prendendo il sentiero verso malga Campet, che lasciamo alla nostra sinistra e continuando lungo la mulattiera andiamo a ricongiungerci con il punto di partenza.

  • Monte Verena

    da Rifugio Verenetta a Rifugio Forte Verena e Monte Verena

    DOMENICA 2 MARZO 2025

    RECUPERO USCITA ANNULLATA PER MALTEMPO IL 26 GENNAIO 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7.00
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 19.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Parcheggio Rifugio Verenetta (mt. 1650)
    DIFFICOLTA’   EAI – medio-facile
    DISLIVELLO
      Gr. A: mt. 550 / km 15 – Gr. B: mt. 400 / km.13,5
    TEMPO Gr. A: ore 4.30 – Gr. B: ore 3.30
    QUOTA MASSIMA  Monte Verena mt. 2015
    PRANZO al sacco, appoggio rifugio Forte Verena
    ATTREZZATURA  Al momento ramponcini e bastoncini, saremo più precisi al momento della conferma. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI   WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 26 febbraio 2025.

    Carta Tabacco n° 50

    Prefazione

    Il rifugio Verenetta, base di partenza dell’escursione, è situato ai piedi della SKI Area Verena 2000 ed è il centro nevralgico di tutto il comprensorio. Raggiungere il Forte Verena e l’omonimo rifugio e salire ancora 5 minuti per conquistare la cima del Monte Verena è d’obbligo, per poter godere e gioire singolarmente della meraviglia che lo circonda.

    Descrizione del percorso

    Il nostro punto di partenza per l’escursione di oggi è un sentiero sulla sinistra tornando indietro verso l’entrata del parcheggio. Ci inoltriamo nel bosco seguendo il sentiero battuto sino ad incontrare un cartello con segnale sentiero CAI 820, svoltiamo a sinistra e saliamo all’interno del bosco sino ad incontrare nuovamente il sentiero battuto che seguiremo tralasciando le varie deviazioni laterali.

    Lasciamo sulla sinistra una bella baita, delle rovine di alcune casermette della grande guerra e saliamo sempre più fino a congiungerci con il sentiero che arriva dal Monte Rossapoan. Contiuiamo a sinistra lungo la mulattiera. Il bosco si dirada offrendoci scorci sull’altopiano dei Sette Comuni, Enego 2000 e continua ad aprirsi fino all’arrivo al Forte Verena, con a fianco l’omonimo Rifugio. Saliamo dietro il forte alla sommità del Monte.

    Qui giunti aiutandoci dalla cartellonistica presente individuiamo le montagne che fanno da corollario a questo splendido panorama.

    Fatta la nostra meritata pausa pranzo il gruppo B rientra al rifugio Verenetta per il medesimo percorso (colore rosso). Il gruppo A prosegue a ritroso fino al bivio con la segnaletica per il Monte Rossapoan (colore rosso/blu). Qui giunti, a quota 1890 mt prende a destra per Malga Verena, Croce del Civello che raggiunge attraverso il bosco con diversi saliscendi in circa due ore.

    Giunti ad incrociare il sentiero battuto della salita teniamo la sinistra e continuiamo il rientro sul sentiero dell’andata sino a raggiungere il parcheggio del rifugio Verenetta.


  • PASSO LAVAZE’

    PASSO OCLINI E MALGA GURNDIN

    DOMENICA 12 GENNAIO 2025

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Passo Lavazè (mt. 1808)
    DIFFICOLTA’   EAI – facile
    DISLIVELLO
      Gr. A: mt. 350 / km 15 – Gr. B: mt. 300 / km.12
    TEMPO Gr. A: ore 4.30 – Gr. B: ore 3.50 (senza le soste)
    QUOTA MASSIMA
      Belvedere dei pascoli mt. 2050
    PRANZO al sacco, con appoggio a varie malghe
    ATTREZZATURA  Al momento ramponcini e bastoncini, saremo più precisi al momento della conferma. Abbigliamento invernale: guanti, berretto, scalda collo o sciarpa (indispensabili in caso di giornata ventilata) e bevande calde.
    RIFERIMENTI  info@gamponzano.it – WhatsApp GAM 379 2978473 Prenotarsi entro mercoledì 8 gennaio 2025.

    Carta Tabacco n° 14

    Prefazione

    In un ambiente fortemente incontaminato, a 1.808 metri di quota, il Passo Lavazè offre interessanti opportunità di svago a contatto con la natura. I maestosi massicci del Latemar e del Catinaccio, il Corno Bianco ed il Corno Nero, faranno da cornice ideale per un’escursione nelle Dolomiti.

    Descrizione del percorso

    La nostra escursione parte dal Passo Lavazè a quota 1808. Nel primo tratto, in leggera salita, fiancheggiamo la pista da fondo passando per malga Varena e seguiamo le indicazioni per Malga Ora. Circa un’ora dalla partenza, percorrendo un sentiero sottobosco con aperture che ci fanno ammirare le cime che formano un ampio anfiteatro, raggiungiamo malga Ora.

    Da qui prendiamo a dx in direzione Passo Oclini. Cominciamo a salire con pendenze moderate, mai difficili, su sentiero panoramico che ci dà la possibilità di ammirare l’ampio anfiteatro che ci circonda. Saliamo per un centinaio di metri, poi una leggera discesa, per riprendere quota subito dopo, dove raggiungiamo il punto più alto il Belvedere dei Pascoli. Un breve tratto pianeggiante e, all’altezza di un malga, scendiamo in pochi minuti al Passo Oclini a quota 1990. Qui la presenza di impianti di risalita e di un parcheggio rende l’ambiente caotico quindi noi proseguiamo oltre il Passo e in 5 minuti siamo ad una malga dove il Gruppo B farà pausa Pranzo. Ore 2.30 dalla partenza.

    Da questo punto, il Gruppo A, continua su comoda strada leggermente in discesa verso l’incantevole malga Gurndin, raggiungibile in 20 minuti dove farà la pausa pranzo.

    Il rientro a Passo Lavazè è lo stesso per entrambe i Gruppi.
    Ritornati, dalle malghe, a Passo Oclini, prendiamo un sentiero in mezzo al bosco che in 20 minuti ci porta a malga Ora; qui giunti, prendiamo il sentiero fatto all’andata che in 45 minuti ci porta al Passo Lavazè dove c’è il pullman ad attenderci.

  • COLLI ASOLANI

    ALLA SCOPERTA DEL BOSCO DI FAGARE’

    PRANZO SOCIALE CON PASSEGGIATA

    Domenica 24 Novembre 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 8,30
    TRASFERIMENTO  Auto proprie da ottimizzare oppure ritrovo al ristorante la Beccaccia alle ore 9.15 (Ristorante La Beccaccia – Via Bosco di Fagarè – Cornuda)
    RIENTRO
      Dopo il Pranzo
    INIZIO/FINE ESCURSIONE  Parcheggio ristorante
    DIFFICOLTA’ E – Facile
    DISLIVELLO  Mt. 250 – km. 6
    TEMPO Ore 1.50
    PRANZO A fine escursione
    ATTREZZATURA  Scarpe da trekking, consigliati scarponi, bastoncini, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI
     info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro domenica 17 novembre 2024, specificando la presenza anche al pranzo.

    Descrizione del percorso.

    L’autunno è il momento in cui i boschi si trasformano in un mosaico vibrante di colori. Boschi che diventano tavolozze di sfumature calde, dal rosso all’arancione, dal giallo al marrone; fantastici, da fiaba, con un grande fascino, avvolti da un’atmosfera tranquilla, e ad ogni passo lo scricchiolare delle foglie calpestate. Vi porteremo a scoprire il Bosco di Fagarè con i suoi scorci sui Colli Asolani.

    Come ogni anno prima del pranzo Sociale faremo una rilassante passeggiata alla scoperta dei luoghi vicini a casa. Dopo un buon caffè al bar del ristorante, faremo un breve percorso ad anello ( stimola appetito ) nel bosco di Fagarè. La partenza sarà dal parcheggio del ristorante Le Beccacce di Cornuda da dove prenderemo il sentiero n° 03 per incamminarci nel bosco. Dopo una breve salita si aprirà un panorama dal quale si potrà scorgere il Grappa, Possagno, Castelcucco e tutta la valle.

    Raggiunto il punto denominato Padre Nostro inizieremo il sentiero delle trincee, un saliscendi non impegnativo ma da percorrere con attenzione causa le molteplici radici sporgenti che potrebbero far inciampare. Dalla sommità si potrà vedere tutta la valle, con in primo piano il santuario Madonna della Roccia, da sfondo, il Montello, Cornuda e altro ancora. Inizieremo poi la discesa per portarci nuovamente al punto di partenza.

  • Carso Triestino: riserva naturale Monte Lanaro

    Domenica 27 Ottobre 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 7
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Sagrado di Sgonico mt 342/ Col di Monrupino mt 418
    DIFFICOLTA’ E
    DISLIVELLO  Gruppo A: mt. 550 km 15 – Gruppo B: mt. 400 km. 12
    TEMPO 4 ore circa senza soste
    QUOTA MASSIMA  mt 544 Monte Lanaro
    PRANZO al sacco, non ci sono appoggi
    ATTREZZATURA  scarpe da trekking o scarponi, bastoncini, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI
     info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 23 ottobre 2024.

    Carta tabacco n. 47

    Descrizione del percorso

    Il Carso Triestino e più precisamente la riserva naturale del Monte Lanaro è la meta che conclude il programma escursionistico di quest’anno. Tipico di questa zona è lo SCOTANO (Cotynus coccyria), detto anche “albero della nebbia” a causa dei suoi frutti , che sono rosa e piumosi; tanto da far guadagnare alla pianta questo soprannome. In autunno le foglie dello scotano si colorano di magnifici rossi che contiamo di vedere durante l’escursione.
    Il nostro punto di partenza è l’agriturismo Milic Zagrski, nella frazione di Sagrado, dove faremo anche la colazione. Poi iniziamo la nostra giornata visitando l’ex cava di Glavica. Torniamo indietro di qualche centinaio di metri e prendiamo a sx il sentiero n. 42 che fa parte del Sentiero Gemina (percorsi nel Carso Rurale) e andiamo a visitare il Castelliere di Rupinpiccolo.

    Ritorniamo nel sentiero n. 42 da dove dopo pochi minuti il GRUPPO B prende a dx il sentiero n. 5 (colore rosso) che li accompagna in costante salita, fra la boscaglia carsica formata da rovere e cerro, a raggiungere il lapice del Monte Lanaro a quota 544.
    Il GRUPPO A prosegue lungo il sentiero n. 42 sino alla vicina Sgonico e prende a dx il sentiero n. 40 sino al bivio con il SI (sentiero Italia) 3-40: Qui andiamo a sx lungo la traccia del sentiero M. Skabar (Il percorso è stato ideato dai soci dello Ski Club Devin che hanno voluto così ricordare Mirko Skabar, un loro dirigente scomparso nel 1987. E’ un tracciato che percorre sentieri che lo Škabar amava frequentare) mantenendoci sempre nella linea di confine sino a raggiungere il Monte Lanaro.

    Dall’apertura in cima al Lanaro è possibile ammirare il panorama circostante con il paesaggio tipico della zona carsica.
    Dopo la pausa pranzo a gruppi riuniti iniziamo la nostra discesa lungo il SI n. 3, raggiungiamo Voglje (paese Sloveno) e dai prati di questo piccolo borgo individuiamo la nostra meta finale: il Santuario di Monrupino di Santa Maria Assunta, che si erge alla sommità del monte Tabor.

    Dopo un po’ di salita, giunti presso un borgo di case ci teniamo sulla sx e lungo la strada dei poeti e il sentiero per il monte Tabor raggiungiamo il Santuario di Monrupino.
    La Rocca di Monrupino è uno dei luoghi mitici del Carso. Una piccola fortezza costruita per difendere le genti locali dalle invasioni barbariche e non solo. Qui si celebrano le Nozze carsiche, cerimonia che si tiene ogni due anni alla fine di agosto e segue ritmi e tradizioni ottocentesche.
    Scendiamo per la gradinata principale e infilandoci lungo la stradina di destra andiamo a ristorarci presso l’unico bar del borghetto Gostilna Brin.
    Ritorniamo nei nostri passi per raggiungere il pullman per il nostro ritorno a casa.

  • Lago di Levico, Tenna

    Domenica 13 Ottobre 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 8
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore19.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE 
    Lago di Levico mt 440
    DIFFICOLTA’ E
    DISLIVELLO  Gruppo A: mt. 400 km 15 – Gruppo B: mt. 300 km. 13
    TEMPO 4 ore circa senza soste
    QUOTA MASSIMA  loc. Alberè 600 mt circa
    PRANZO al sacco, non sono previsti appoggi
    ATTREZZATURA  scarpe da trekking o scarponi, bastoncini, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI
     info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 9 ottobre 2024.

    Carta tabacco n. 57

    Descrizione del percorso

    Il punto di partenza dell’escursione di oggi è lo scenografico lago di Levico, che sorge a pochi minuti da Levico Terme, è il secondo più esteso della Valsugana e, insieme al Lago di Caldonazzo, è tra i laghi più caldi del Sud Europa.
    L’escursione non è impegnativa, il dislivello è dato per i vari saliscensi che si affrontano lungo il percorso.
    La differenza fra i due gruppi è irrilevante ed è data dalla sponda del lago che si preferisce:
    – lo sviluppo in senso antiorario è una semplice passeggiata a bordo lago su comoda strada per un momento di relax, immersi tra natura e riflessi unici, lungo la romantica Stradina dei Pescatori. Giunti al punto più stretto del lago, seguiamo i cartelli alla nostra sinistra, attraversiamo il ponte e saliamo il sentiero verso la località Alberè.
    – lo sviluppo in senso orario è su sentiero nel sottobosco e presenta una moltitudine di saliscensi, comunque non impegnativi.

    Al congiungimento dei sentieri, oltrepassato il ponte per il gruppo B, proseguiamo verso località Alberè dove faremo la sosta pranzo (circa due ore dalla partenza).
    Nel pomeriggio, fra sentieri e mulattiere, ci dirigiamo verso Tenna, un quieto villaggio sorto su un verde colle modellato a schiena d’asino tra i laghi di Caldonazzo e di Levico.
    Lungo il tragitto l’occhio spazia sulla sponda opposta del colle, godendo dell’apertura sulla Valsugana e sul lago di Caldonazzo.

    Oltrepassiamo il piccolo centro e ci dirigiamo verso il forte militare di Tenna , costruito nell’Ottocento dagli austriaci come anello essenziale d’una catena di fortificazioni per il controllo del transito fra Trentino e Veneto. In centro si trova il cippo miliare romano che indica il passaggio dell’antica via Claudia Augusta, lunga 517 chilometri, tra la veneziana Altino e Donauworth sul Danubio.
    Poco oltre il forte incontreremo la chiesa di San Valentino.

    Dalla chiesa di San Valentino continuiamo lungo la mulattiera per circa 100 metri, poi l’abbandoniamo continuando nel prato fino ad un piccolo roccolo, lo aggiriamo e prendiamo il sentiero in discesa sino ad arrivare alla strada che conduce a Tenna. La attraversiamo e prendiamo il sentiero in discesa che ci conduce sino al parcheggio del lago.

  • MONTE SUMMANO

    SENTIERO GIROLIMINI

    22 Settembre 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 8
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore19.30 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE  Inizio San Rocco a quota 678 – Fine Birreria Vecia ( Piovene Rocchette) mt 277
    DIFFICOLTA’ Gruppo A: EE media difficoltà – Gruppo B: E medio
    DISLIVELLO  Gruppo A: mt. +775 -950 km 16 – Gruppo B: mt. 630 – 950 km. 13
    TEMPO Gruppo A: ore 5.30– Gruppo B: ore 5.30
    QUOTA MASSIMA  Gruppo A e B: monte Summano mt.1296
    PRANZO al sacco con appoggio a vari locali
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI
     info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 18 settembre 2024.

    Prefazione

    Il Monte Summano è quella montagna isolata e boscosa a forma di piramide che si eleva tra la pianura vicentina e la Valdastico, da lontano appare una sagoma a due gobbe. Il Monte Summano e il Sentiero dei Girolimini è un percorso suggestivo sia dal punto di vista paesaggistico che storico. È stato da sempre un luogo sacro e meta di pellegrinaggi: dagli antichi culti pagani in epoca etrusca e romana alla cristallizzazione con il Santuario dei Frati Gerolimini, sotto la vetta. Durante la Prima Guerra Mondiale, è stato militarizzato per la sua posizione arretrata ma strategica, come seconda linea di difesa in caso di sfondamento nemico: sulla cima sono presenti le tracce di due postazioni contraeree; in vari punti defilati sono presenti ripari in grotta. Sulla cima, svetta un’imponente croce in cemento di 16 metri con un Cristo in acciaio in una posa un po’ insolita, con la mano alzata: rappresenta il momento in cui risorge al cielo, ma sembra anche un saluto e un augurio rivolto all’escursionista che è arrivato fin quassù!

    Descrizione del percorso

    Iniziamo il nostro giro da San Rocco, una piccola frazione di Schio situata a mt 678 ; prendiamo subito un sentiero in salita in mezzo al bosco che poco dopo si apre su piccoli borghi curati in mezzo a colline, immagini che ti danno serenità. Qui  i due gruppi si dividono.

    Il gruppo A si incammina a sx verso il sent. 462A, il Sentiero delle Creste.

    Il percorso è vario e presenta particolari difficoltà, qualche tratto ripido e roccioso, strapiombi che in alcuni punti sono davvero impressionanti e c’è da prestare attenzione e non distrarsi…. si perde quota e si risale, si percorrono tratti dentro vecchie trincee. I panorami ci accompagnano lungo tutto il percorso, se non c’è foschia, da una parte la Valdastico, il monte Cengio e gran parte dell’Altopiano di Asiago, il monte Maggio … dall’altro versante ampia vista sulla pianura Vicentina con i colli, il Pasubio, il Novegno, il Carega. Arriviamo così, dopo circa tre ore, alla Cima del Monte Summano , a mt 1296, dove c’è una grande croce alta mt 16 con un Cristo in acciaio veramente particolare e insolito. Sosta d’obbligo per il panorama a 360°.

    Il gruppo B, dopo i piacevoli borghi, continua per il sentiero in falso piano, per circa km 4, gran parte dentro il bosco, fino a raggiungere una grande panchina che offre un panorama aperto sulla vallata e sui colli. A questo punto prendiamo a sx il sentiero 457 che in costante ma facile salita ci porterà alla piana del Monte Summano, dalla partenza circa tre ore. Qui il gruppo può fermarsi, ma sarebbe un peccato perchè solo mt 96 di dislivello e venti minuti di camminata bastano per arrivare in Cima, alla Croce.

    Pranzeremo insieme, gruppo A e B, sulla piana, dove c’è il Santuario della Madonna del Summano e la Baita Gam di Piovenne Rocchette, aperta per noi, solo uso bar, per un caffè o qualcosa di fresco… no panini.

    Dopo una dovuta pausa, gruppo A e B prenderemo il percorso 459, il suggestivo e facile Sentiero dei Girolimini, che in poco più di due ore , e mt 950 di dislivello passivo, ci porterà prima al Santuario della Madonna dell’Angelo, poi, attraverso una scalinata nel bosco, arriveremo al Fontanon (la vecchia e storica fontana di Piovene Rocchete) e alla fine alla Vecia Birreria per concludere in bellezza la giornata.

  • Gruppo del Sella

    Passo Pordoi: Rifugio Capanna Fassa – Rifugio Boè

    1 settembre 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE  Inizio e fine al Passo Pordoi a quota 2239
    DIFFICOLTA’ Gruppo A: EE media difficoltà – Gruppo B: EE media – Gruppo C: E Facile
    DISLIVELLO  Gruppo A: mt. +1042 -350 km 10 – Gruppo B: mt. 450 km. 8.5 – Gruppo C: mt. +300 km. 6,5
    TEMPO Gruppo A: ore 6.15 – Gruppo B: ore 4.30 – Gruppo C: ore 4 FUNIVIA Gruppo A solo discesa – Gruppo B/C andata e ritorno
    QUOTA MASSIMA  Gruppo A e B: rifugio Capanna Fassa mt.3152 – Gruppo C: rifugio Boè mt. 2871
    PRANZO al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI
     info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 28 agosto 2024.

    Carta Tabacco 05

    Prefazione

    Lo possiamo definire trekking sulla luna e ritorno un percorso emozionante fra rocce e vento, circondati da montagne massicce, in un paesaggio lunare che fa sentire quasi sopraffatti per tanta bellezza e vastità.

    La vista su tutto il comprensorio delle Dolomiti e oltre è spettacolare, la Marmolada di fronte con tutta la sua imponenza, ma anche Sassolungo, Sassopiatto, il gruppo del Catinaccio, le Odle, tutta la Val di Fassa, il Pelmo, il Civetta, insomma una meraviglia.

    Il Piz Boè è considerato il “3000” più facile di tutte le Dolomiti ed è sicuramente alla portata di tutti perché non richiede particolari abilità tecniche. In ogni caso è un’ escursione difficile in un ambiente alpinistico, si gira sempre sulla soglia dei 3000 mt., può nevicare in qualsiasi periodo dell’anno e le condizioni possono cambiare da un momento all’altro. Si trova al confine fra le province di Bolzano e Trento e Belluno: il Piz Boè con i suoi 3152 m di altezza è la vetta più alta del Gruppo Sella, mastodontico gruppo di Dolomiti che troneggia sulla Val di Fassa e la Val Gardena, le vallate che si incontrano sul Passo Pordoi, punto di partenza di questo percorso.

    Descrizione del percorso  

    Gruppo A: Partiamo dal Passo Pordoi, situato a 2.239 metri di altitudine, il percorso si snoda attraverso paesaggi rocciosi, prati alpini e viste panoramiche. Il sentiero è ben segnalato e inizia con una salita costante che passa a fianco della cabinovia e conduce alla Forcella Pordoi, un valico a 2.829 metri. Questa prima tappa ti regalerà già vedute indimenticabili sul Gruppo del Sella e sul ghiacciaio della Marmolada. Ore 2 dal Passo.

    Gruppo B  Si sale con la cabinovia dal Passo Pordoi a 2239 m fino alla cima Pordoi a 2947 m., dopo le foto di rito si prende il sentiero 627 e si scende in circa 20 minuti fino alla Forcella Pordoi dove c’è l’omonimo rifugio a 2829 m. 

    Gruppi A-B: Dalla forcella Pordoi i gruppi A-B fanno lo stesso percorso; si prosegue sul sentiero 627 fino ad arrivare al bivio dove si prende il sentiero 638 direzione Rifugio Capanna Fassa. Il sentiero porta alla base del Piz Boè, fino a qui il sentiero è per lo più pianeggiante o in falso piano, ma da qui inizia la salita bella tosta, in 50 minuti  se di buon passo si percorrono circa 200 mt di dislivello lungo il versante sud del monte, costituito da gradoni di sasso e attrezzato in diversi punti da cavetto metallico per agevolare la salita e renderla più sicura. Arrivati a quota 3152 i panorami da ammirare sono pazzeschi. Percorso impegnativo ma molto appagante.

     Dopo la sosta al rifugio si prende il sentiero 638 che  prima ci fa camminare  in cresta e poi scende dal versante nord-ovest verso il rifugio Boè a 2871 m. Anche questo sentiero presenta scale e tratti attrezzati da cavetto metallico, serve un passo sicuro, non soffrire di vertigini e sopratutto rimanere concentrati. Arrivati al rifugio Boè in circa 50 minuti si apre una vista sulla Val Mezdì dove sullo sfondo si può vedere la Val Badia con Colfosco e il Sassongher. 

    Gruppo C  Come il gruppo B si sale con la cabinovia dal Passo Pordoi a 2239 m fino alla cima Pordoi a 2947 m.. Dopo le foto di rito si prende il sentiero 627 e si scende in circa 20 minuti fino alla Forcella Pordoi dove c’è l’omonimo rifugio a 2829 m. e si prosegue fino al bivio tra il sentiero 627°e il 638°. Da qui il percorso rimane quasi sempre in piano fino a raggiungere il rifugio Boè. Ore 1.30 dalla forcella. Daremo la possibilità per chi lo desidera di proseguire sino alla forcella per godere di nuovi panorami.

    Gruppi A-B-C: Al rifugio Boè i tre gruppi faranno lo stesso percorso per rientrare al Passo Pordoi. Per il sentiero 627° in leggera discesa, ritorneremo al rifugio Forcella del Pordoi e da qui parte la salita finale di m.120 per giungere a quota 2958 alla partenza della funivia che ci porterà giù al Passo Pordoi dove il pullman ci attende. Ore 1,30 da Boè.

  • Rifugio Velo della Madonna

    PALE DI SAN MARTINO

    GRUPPO B: PASSO ROLLE A SAN MARTINO DI CASTROZZA

    DOMENICA 4 AGOSTO 2024

    Vi ricordiamo che alle nostre escursioni può partecipare chi è regolarmente iscritto e in regola con il certificato medico.

    Scheda tecnica

    RITROVO  Piazza Mercato a Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO  Pullman ad esaurimento posti
    RIENTRO
      Ore 20.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE Gruppo A: Inizio e fine San Martino di Castrozza – Gruppo B: Passo Rolle a San Martino di Castrozza
    DIFFICOLTA’ Gruppo A: EE media difficoltà – Gruppo B: E Facile
    DISLIVELLO  Gruppo A: mt. 870 km 15 – Gruppo B: mt. +150 / mt. -550 km. 10
    TEMPO Gruppo A: ore 6.00 – Gruppo B: 3.30
    QUOTA MASSIMA  Gruppo A: rifugio Velo della Madonna mt. 2358 – Passo Rolle mt. 1955
    PRANZO al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA  scarponi, bastoncini, K-Way sempre in zaino.
    RIFERIMENTI
     info@gamponzano.it – WhatsApp Ivana 348 796 5579. Prenotarsi entro mercoledì 31 luglio 2024.

    Prefazione

    Dominano incontrastate, maestose ed eleganti. Ovunque si giri lo sguardo, eccole, a toccare il cielo alcune sfiorando, altre superando i tremila metri di altezza. Sono le cime che formano le Pale di San Martino, il più esteso gruppo montuoso delle Dolomiti. Le celebri montagne, dal Cimon della Pala, alla Vezzana, dalla Rosetta alla Pala, dal Sass Maor al Velo della Madonna, formano una corona circolare che delimita un vasto altopiano di circa cinquanta chilometri quadrati di pura roccia calcarea, puntellata qua e là da potentille, raponzoli, papaveri gialli, sassifraghe, genziane e stelle alpine. 

    Scheda tecnica

    Gruppo A: Dalla partenza della Funivia Col Verde a San Martino di Castrozza a quota 1466, risaliamo per alcune centinaia di metri la pista da sci per prendere a dx il sentiero alto della Val di Roda, il sentiero n° 702. La prima parte del percorso è una lunga camminata da prima in leggera discesa per poi risalire dolcemente in mezzo il bosco. Dopo 50 minuti dalla partenza incontriamo a sx il sentiero n° 721 a quota 1590. Da subito si prende quota velocemente in buona salita che ci porta sotto la parete Cima di Ball.

    Dopo un breve tratto in falsopiano si riprende a salire superando una piccola sella che fiancheggia la cima Val di Roda e subito troviamo un breve tratto di corda che ci aiuta a passare un tratto in sicurezza.

    Adesso cammineremo in facile cengia che richiede concentrazione e passo sicuro e in alcuni tratti dovremo mettere le mani sulla roccia per superare alcuni massi. Si vede in lontananza il costone roccioso che raggiungeremo in breve dove si trova il Rifugio. Qui inizia l’ultimo tratto, attrezzato con corde d’acciaio (no ferrata) che ci permette di superare un costone roccioso in sicurezza. Ancora un pò di salita ed eccoci al rifugio Velo della Madonna a quota 2358 sotto all’omonima vetta. Ore 3.30 dalla partenza. La nostra vista spazia dall’imponente Velo della Madonna sopra di noi, alle principali cime delle Pale , al Lagorai davanti a noi alla meravigliosa vallata del Primiero.

    Qui faremo pausa pranzo e visto la lunghezza e i tempi vi consigliamo degli snack veloci lungo il percorso.

    Dopo le foto di rito ripercorreremo un tratto in discesa già percorso all’andata sino a quando troveremo sulla sx il sentiero n° 713. Questo lungo sentiero in discesa ci farà perdere quota molto velocemente sino a quando raggiungeremo in ore 1.30, dal rifugio, il sentiero n° 724. In leggeri sali-scendi passando per il Maso Col raggiungeremo San Martino di Castrozza dove troveremo il pullman per il rientro. Ore 2.30 dal Rifugio.

    Gruppo B: Dal Passo Rolle prendiamo il sentiero denominato Translagorai n° 348. Si tratta di un sentiero praticamente pianeggiante molto tranquillo che in circa 55 minuti ci porta in un luogo incantevole, i laghetti di Colbricon con l’omologo rifugio a quota 1927. Qui merita una breve sosta per ammirare questo luogo incantato.

    Ripartiamo e costeggiamo uno dei laghetti per portarci al passo del Colbrion a quota 1908. Ora si comincia a scendere sempre per il sentiero n° 348 con direzione Malga Ces che raggiungeremo in ore 1,20 dal Rifugio a quota 1670. Da questa rinomata malga prenderemo la strada e alcuni sentieri che ci porteranno direttamente a San Martino di Castrozza da dove, dopo una breve visita, partiremo per il rientro a Ponzano.

    Per il gruppo B escursione facile ma molto appagante.