Categoria: Escursioni

  • Cadini di Misurina-Rif. Città di Carpi

    Domenica 3 gennaio 2016
    Scheda tecnica
    RITROVO
    Piazza Mercato di Paderno. Partenza ore 07.00
    TRASFERIMENTO In pullman ad esaurimento € 15 Iscrizioni entro 30/12/2015
    RIENTRO
    Ore 19.30 circa
    INIZIO-FINE ESCURSIONE Lago di Misurina (mt. 1752)
    DIFFICOLTA’  E – medio.
    DISLIVELLO M. 360 circa
    TEMPO Ore 4.15 circa
    INTERESSE Paesaggistico
    QUOTA MASSIMA Rifugio Città di Carpi m. 2110
    PRANZO Pranzo al sacco con appoggio al rifugio
    ATTREZZATURA Consigliamo di portare i ramponcini,  poi attrezzatura normale per un’escursione di un giorno invernale compresi i bastoncini.

    Descrizione del percorso
    Il percorso non prevede difficoltà tecniche, è solo un po’ lungo, senza possibilità di rientri anticipati.
    L’escursione parte dal Lago di Misurina a quota 1752. Da qui un sentiero che passa più volte sotto la seggiovia, ci porterà in buona pendenza a quota 2050 in ore 0.50 nelle vicinanze del rifugio Col de Varda. Praticamente il dislivello piùimpegnativo è quì.
    Poi in leggera discesa prenderemo il sentiero n° 120 da dove potremo godere lo splendido panorama sul Cristallo, sulle Tofane, 5 Torri, Marmolada e sulle Marmarole.
    Aggireremo la cima Cadin di neve sino a giungere al bivio per la malga Maraia, a quota1940. Dalla partenza ore 1.30. Continuando in leggera salita con qualche strappetto, continueremo per il sentiero n°120 e arriveremo alla zona prativa di Col de Vero e, costeggiando a sinistra la Conca Maraia, arriveremo finalmente al rifugio Città di Carpi, a quota 2110 con splendida vista sul gruppo dei Cadini di Misurina. Dal bivio 45 minuti circa.
    Per il ritorno, da valutare al momento, in base alle condizioni del terreno, possibilità di un percorso alternativo; altrimenti stesso percorso dell’andata. In ore 1.30 / 1.50 arrivo al lago di Misurina dove ci sarà il pullman ad attenderci.
    Per chi fosse appesantito dalle feste, possibilità di sfruttare la seggiovia al costo di € 7 soloandata.Passando per il Rifugio Col de Varda, lungo tratto in leggera discesa e poi in leggera salita con qualche strappetto giungeremo al rifugio. Dislivello m. 130 circa in ore 2. La discesa con il resto del gruppo.

     

  • Prealpi Trevigiane – Monte Cesen

    Causa maltempo l’escursione viene ANNULLATA

    Domenica 4 ottobre 2015
    Scheda Tecnica

    RITROVO Piazza Mercato di Paderno. Partenza ore 08.00
    TRASFERIMENTO Auto proprie; chi fosse appiedato è pregato di avvisare
    RIENTRO Ore 18.oo circa
    INIZIO-FINE ESCURSIONE Inizio e fine rifugio Posa Puner
    DIFFICOLTA’ E – Facile per tutti
    DISLIVELLO M. 250 circa
    TEMPO Ore 4.15 circa
    INTERESSE Paesaggistico – naturalistico
    QUOTA MASSIMA Monte Crep m.1349
    PRANZO Pranzo al sacco con appoggio al rifugio e alla malga
    ATTREZZATURA Attrezzatura normale per un’escursione di un giorno

    Descrizione del percorso
    Raggiunto il parcheggio del rifugio Posa Puner, possiamo incamminarci seguendo la tabellonistica del sentiero panoramico dal Grappa al Cansiglio, conosciuto anche come altavia Grappa-Cansiglio (TV1).
    Prendiamo il sentiero alla volta di malga Mont e procediamo in leggerissima salita entrando nel fitto bosco, in breve ci troviamo in una ampia, bellissima, radura del monte Salvadella, dove si aprono squarci sia verso la pianura che verso il bellunese e la bellissima radura delle casere I Pian, che raggiungeremo al ritorno. Ancora fitto bosco, una breve discesa un minimo più ripida e sbuchiamo sulla stradina agro-forestale (forcella Mattiola) che unisce tutte le varie gobbe boschive della lunga dorsale dal monte Cesen al passo di Praderadego, e che sarà il nostro filo conduttore per il resto della passeggiata.
    Procediamo lungo la stradina verso est, ora sul versante nord verso Mel, e giungiamo al bellissimo bivacco di Salvadela Nova, una vecchia baita di boscaioli magistralmente restaurata e mantenuta dal gruppo alpini di Mel. All’esterno panchine e caminetto invitano ad una buona sosta. Seguiamo sempre la stradina appena sotto la cresta sommitale, qualche saliscendi alternato tra radure e bosco e raggiungiamo il grande insediamento di malga Mont. Oltre alla pendana (stalla) e alla casera vera e propria, è stato realizzato un altro bellissimo bivacco ad opera del gruppo alpini e pro-loco di Miane. Anche qui panchine e tavoli obbligano ad una bella sosta.
    La cima del monte Crep, sormontata da una grande croce, è a poche centiania di metri e poche decine di metri di dislivello, non possiamo far altro che raggiungerla per ammirare uno splendido panorama a 360 gradi su tutta la pedemontana e pianura trevigiana, a volte se limpido perfino sulla laguna veneta, sulla lunghissima dorsale prealpina tra il monte Cesen-Praderadego-SanBoldo-ColVisentin, sull’ampio vallone della Valbelluna e sulle Dolomiti Bellunesi. Veramente magnifico, riempie gli occhi e il cuore, riempie i polmoni quell’aria così aerea. Dopo il pranzo, da malga Mont ci incamminiamo per ritornare al rifugio Posa Puner. Ripercorriamo la stradina forestale, ripassiamo per Salvadella Nuova quindi, anziché riprendere il sentiero fatto all’andata, continuiamo per la stradina forestale che con un percorso di poco più lungo e in leggera salita, aggirando il boscoso versante nord, ci riporta al Posa Puner. A metà del tratto di stradina, si apre una bellissima radura con alcune costruzioni delle casere I Pian. Il posto è straordinariamente ameno, pascoli rigogliosi attorniati da grandi gobbe montuose ricoperte da esuberanti boschi.
    Raggiunto il Posa Puner, inevitabile, per non dire obbligatoria, la visita… all’interno del rifugio gestito dal gruppo alpini di Miane…

  • Dolomiti di Sesto – Creste di confine

    Domenica 20 Settembre 2015
    Scheda tecnica
    RITROVO Piazza Mercato di Paderno. Partenza ore 06.30
    TRASFERIMENTO In pullman ad esaurimento € 15. Iscrizioni entro il 16/9. Salita in funivia obbligatoria €10.70 interi – € 5.40 8/15 anni
    RIENTRO Ore 19.30 circa
    INIZIO-FINE ESCURSIONE Inizio impianto risalita di Sesto – arrivo a Moso di Sesto
    DIFFICOLTA’ E – medio. Nessuna difficoltà tecnica solo un po’ lungo.Non c’é possibilità di rientri anticipati.
    DISLIVELLO M. 450 circa in salita – m. 900 circa in discesa
    TEMPO Ore 5 circa
    INTERESSE Paesaggistico
    QUOTA MASSIMA Monte Elmo m. 2433
    PRANZO Pranzo al sacco con appoggio a vari rifugi
    ATTREZZATURA Attrezzatura normale per un’escursione di un giorno

    Descrizione del percorso
    Con il pullman arriveremo a Sesto Pusteria, in località Waldheim da dove, utilizzando la funivia del monte Elmo, ci porteremo a quota 2040 recuperando così in poco tempo un dislivello di circa 700 mt.
    All’ arrivo della funivia imboccheremo a dx la comoda strada forestale panoramica 4-20 che in circa 30’ ci condurrà al rifugio Gallo Cedrone a quota 2200; dal rifugio, continuando per la direzione stessa arriveremo dopo 1h a conquistare la cima del monte Elmo a quota 2433, dove sorge ancora oggi la vecchia caserma della guardia di confine italo-austriaco.L’ ultimo tratto prima della cima richiede un certo impegno essendo il sentiero particolarmente ripido ! Ma questo ultimo tratto, escludendo la cima del Monte Elmo, può essere anche evitato continuando per la strada sottostante !!! Dalla cima del monte Elmo la vista potrà spaziare a 360° dalle 3 cime di Lavaredo alla Croda Rossa di Sesto, dagli Alti Tauri alle Dolomiti di Lienz : lo sforzo per raggiungere la cima sarà giustificato dai panorami !
    Dalla cima scenderemo poi per crestine camminando a volte sul versante italiano, altre in quello austriaco, sempre seguendo un sentiero ben marcato, fino a ricollegarci con la strada sottostante e fino all’ ultimo strappo che ci porterà al rifugio austriaco Sillian a quota 2440. Dalla cima al rifugio 1h. Pausa pranzo ed eventuale visita ai ruderi del forte italiano di confine. Dopo aver mangiato, ci incammineremo per il sentiero 134-133 con la Croda Rossa sempre di fronte e in direzione malga Klammbach, traversando alpeggi caratterizzati da continue tane di marmotte e lungo i quali le abitanti non avranno nessun ritegno nel mettersi in mostra per le foto di rito!!!
    Raggiungeremo malga Klammbach a quota 1944 dopo 1h30’ dal rifugio.
    Qui possiamo rilassarci con una buona fetta di strudel prima di riprendere la strada in discesa a dx che, in un’oretta, ci riporterà nella piazza di Moso dove la corriera ci attenderà per il rientro.
    Per informazioni: Paola 3471775528 – gamponzano@gmail.com

  • Mulaz – Rif. Volpi – Val Venegia

    Domenica 23 Agosto 2015
    Scheda tecnica
    RITROVO
    Piazza Mercato Paderno. Partenza ore 6.30
    TRASFERIMENTO Pullman ad esaurimento € 15. Prenotazione entro mercoledì 19
    RIENTRO Ore 19.30 circa
    INIZIO-FINE ESCURSIONE Inizio Passo Valles – arrivo parcheggio Val Venegia
    DIFFICOLTA’ Gruppo A: EE – media Gruppo B: E – facile
    DISLIVELLO Gruppo A: salita m. 650 – discesa m. 850
    Gruppo B: salita m. 250 – discesa m. 500
    TEMPO Gruppo A: ore 6 circa Gruppo B: ore 4 circa
    INTERESSE Paesaggistico
    QUOTA MASSIMA Gruppo A Passo Mulaz m. 2619
    PRANZO Pranzo al sacco con appoggio a vari rifugi e malghe
    ATTREZZATURA Normale attrezzatura per un giorno

    Descrizione del percorso
    Partenza tutti insieme dal passo Valles a quota 2012; percorreremo in unica comitiva parte del sentiero 751 fino a raggiungere in 45’ forcella Venegia a quota 2250; qui il gruppo si divide in due comitive :
    Il Gruppo B imboccherà in discesa il sentiero 749 (sentiero geologico) che per boschi di pino mugo e abeti condurrà a dx alla strada per la malga Venegiota a quota 1824 e da qui alla successiva malga Venegia a quota 1778 (ottimi dolci e superlative crostate ai frutti di bosco : provare per credere!) Da forcella Venegia a malga Venegia 3 ore. Da qui in 20
    minuti arriveremo al pullman.
    Il Gruppo A, continuerà sul sentiero 751 che punta deciso al passo della Venegiota a quota 2303 e al successivo passo del Focobon a quota 2291 slm, aggirando il monte Mulaz e superando alcune roccette, si porterà in direzione del rifugio Volpi a quota 2571 slm , che raggiungerà dopo 3 ore di buon cammino da forcella Venegia.
    Pausa pranzo, foto di rito sulle sovrastanti cime del Focobon e delle Farangole e ripartenza !
    Un ultimo sforzo in salita per raggiungere il passo Mulaz a quota 2619 da dove, per sentiero 710 ben segnato, inizieremo la lunga discesa costeggiando le cime dei Bureloni e cima Vezzana fino a raggiungere, in 2h la strada per la malga Venegiota e la successiva Venegia.
    Qui le due comitive si potranno ricomporre in unico gruppo e avviarsi tutti allegramente alla corriera che ci aspetta al parcheggio.
    Raccomandiamo a entrambi i gruppi, ma in particolare alla comitiva A di avere al seguito una scorta di acqua in quanto il sentiero, sicuro e ben segnato, è comunque esposto al sole per tutto il percorso.
    Per informazioni: Paola 3471775528 – gamponzano@gmail.com

  • Latemar – Rif. Torre di Pisa

    Domenica 26 luglio 2015
    Scheda tecnica
    RITROVO Piazza Mercato di Paderno. Partenza ore 06.30
    TRASFERIMENTO Pullman € 15 ad esaurimento posti
    RIENTRO Ore 20.00 circa
    INIZIO/ FINE ESCURSIONE Passo Feudo mt 2200 / Alpe di Pampeago mt 1757
    DIFFICOLTA’ Gruppo A E: medio; gruppo B E: facile
    DISLIVELLO Gruppo A mt. 500 circa; gruppo B mt. 150 circa
    TEMPO Gruppo A: ore 4,15 + soste; gruppo B: ore 3,15 + soste
    INTERESSE Paesaggistico – naturalistico
    QUOTA MASSIMA Gruppo A: Rif. Torre di Pisa mt. 2671 – gruppo B: Passo Feudo mt
    2200
    PRANZO Al sacco.
    ATTREZZATURA Normale abbigliamento per uscita di un giorno
    DESCRIZIONE DEL PERCORSO

    Eccoci per la prima volta in Val di Fiemme e precisamente, nel gruppo del Latemar. Gioiello naturale che non a caso e stato inserito dall’UNESCO fra i contesti naturali più belli e inestimabili al mondo. La nostra escursione partirà dall’impianto di risalita di Predazzo. Per portarci in quota in breve tempo, useremo prima una cabinovia e poi una seggiovia (costo € 9.50) che ci porterà a quota 2200 al Passo Feudo. Da qui i due gruppi in 20 minuti in leggera salita, si porteranno in prossimità di un manufatto artistico punto dove la comitiva si dividerà. Il Gruppo A, prenderà a dx il sentiero n° 516 e comincerà da subito una salita impegnativa soprattutto per la costante pendenza. Il sentiero non presenta difficoltà tecniche particolari mai esposto e ben marcato ma, richiede molta attenzione trattandosi di un sentiero di alta montagna. In ore 2.15 arriveremo al rifugio Torre di Pisa. Fra bizzarre formazioni di roccia, la fatica e premiata da vedute a dir poco maestose. Oltre la torre rocciosa obliqua che dà il nome al rifugio potremo godere di una visione sulle più importanti cime dell’intero arco alpino dal Gruppo del Brenta alle Dolomiti. Dopo la pausa pranzo e le doverose foto, scenderemo per il percorso dell’andata per poi a Passo Feudo (m. 2200) scendere ancora in prossimità di una seggiovia (m. 2010) dove recupereremo il Gruppo B. Susentiero sottobosco, giungeremo all’Alpe di Pampeago (m. 1757) dove ci sarà il pullman ad attenderci.
    Il Gruppo B: nel frattempo per comodi sentieri e strade forestali passerà dalla malga La Mens m. 2037, al passo Pampeago m. 1996. Poco dopo troveremo il resto del gruppo e scenderemo assieme all’Alpe di Pampeago m. 1757. Una bella passeggiata tra malghe e pascoli.
    Per informazioni: Paola 3471775528 – gamponzano@gmail.com

     

  • Vajont: diga e bosco vecchio

    Domenica 19 aprile 2015
    scheda tecnica
    RITROVO Piazza Mercato di Paderno ore 7.30
    TRASFERIMENTO Pullman € 10 ad esaurimento
    RIENTRO Ore 18.30 circa
    INIZIO E FINE ESCURSIONE Partenza diga Vajont, arrivo a Erto
    DIFFICOLTA’ E – gruppo A: medio / gruppo B: facile
    DISLIVELLO Gruppo A: m. 350 circa Gruppo B: m. 250 circa
    TEMPO Gruppo A: ore 4.30 circa; Gruppo B: ore 3.50 circa
    INTERESSE Visita guidata al coronamento della diga e al bosco vecchio
    Paesaggistico – naturalistico – morfologico – storico
    QUOTA MASSIMA Gruppo A: m. 1050 circa sentiero dei carbonai
    Gruppo B: m. 950 Casso
    PRANZO Pranzo al sacco con appoggio a vari locali lungo il percorso
    ATTREZZATURA Normale attrezzatura per 1 giorno

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO
    L’appuntamento con la nostra guida è fissato per le ore 9,30 presso il centro visitatori sulla piana del Vajont, da dove partiremo per un percorso didattico attraverso i luoghi della catastrofe del 9 ottobre 1963. Verremo accompagnati lungo il coronamento della diga e successivamente, percorrendo il sentiero del bosco vecchio, attraverseremo il corpo della frana, dove sono visibili tutti gli aspetti geologici tipici della zona, nonché abeti e larici ancora oggi inclinati dallo slittamento del terreno verso il bacino sottostante. Il sentiero si sviluppa in bosco per la durata di circa 1h30’ con un dislivello di circa 150 m. slm. La guida ci lascerà intorno alle 12 presso l’area di servizio lungo la strada per Erto. Da qui partiremo per un sentiero in media salita fino a raggiungere in circa 40’ il paese di Casso, al quale dedicheremo una visita attraversando viuzze che ci condurranno in una dimensione di altri tempi.
    Dopo la ricognizione effettuata in settimana, riteniamo che “il sentiero dei carbonai” possa presentare delle difficoltà per alcuni partecipanti. Troveremo infatti circa 150 metri di sentiero su ghiaione e alcuni tratti esposti. Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche; comunemente frequentato da gruppi e usato per la tradizionale maratona del Vajont, richiede però un passo sicuro e assenza di vertigini.
    Per questo motivo gli organizzatori prevedono di formare 2 gruppi.
    Il Gruppo A dopo la pausa pranzo, si avvierà verso il paese di Erto percorrendo il sentiero dei carbonai, che si snoda in falsopiano da prima nel bosco per poi aprirsi. In 2 ore di cammino ci porterà nel centro di Erto nuova e da qui al paese di Erto vecchia, di cui potremo visitare il nucleo storico immergendoci in silenzi e atmosfere di un paese quasi dimenticato. Per chi lo desidera, tempo permettendo, ci sarà la possibilità di visitare il Museo fotografico e didattico di Erto (ingresso a pagamento € 3 a persona).
    Il Gruppo B scenderà da Casso per il sentiero dell’andata e raggiungerà la statale dove lo attenderà il pullman per il trasferimento a Erto dove è prevista la visita del paese e volendo al museo fotografico e didattico (€ 3).
    A gruppi ricongiunti partiremo da Erto direzione casa.
    Informazioni e prenotazioni: gamponzano@gmail.com – Paola 347 1775528.

  • Col di Luna – Rif. Scarpa

    Domenica 8 febbraio 2015
    Scheda tecnica
    RITROVO Piazza Mercato di Paderno ore 7.00
    TRASFERIMENTO Pullman € 15 ad esaurimento
    RIENTRO Ore 19.00 circa
    INIZIO E FINE ESCURSIONE Frassenè
    DIFFICOLTA’ EAI – medio
    DISLIVELLO M. 650 circa – km. 11 Facoltativa: salita al Col di Luna + m. 130 circa
    TEMPO Ore 4.30 circa. Facoltativa: salita al Col di Luna + ore 1.30 circa
    INTERESSE Paesaggistico – naturalistico
    QUOTA MASSIMA Rifugio Scarpa m. 1748
    PRANZO Pranzo al sacco con appoggio al rifugio Scarpa
    ATTREZZATURA Normale attrezzatura invernale per 1 giorno + ciaspole con bastoncini + ramponcini + passamontagna o sciarpa + guanti

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO
    Questa escursione si svolge sul settore meridionale delle Pale di San Martino precisamente sul versante Sud del sottogruppo dell’Agner – Croda Grande.
    Iniziamo la nostra escursione da Frassenè (m. 1084) paesino di 375 abitanti che dista una decina di chilometri da Agordo ai piedi del Monte Agner.
    Dalla chiesa, attraversiamo il paese incamminandoci lungo le viuzze per inoltrarci in Val Domadore. Il sentiero 772 ci accompagnerà a Malga Luna ( mt. 1595 in ore 2 ). Il percorso si snoda prevalentemente su strada forestale sottobosco. Ci accorgeremo di essere vicini alla malga quando il panorama si apre lasciandoci vedere la bella Valle Agordina e il coronamento delle montagne con in primis davanti a noi il Monte Agner.
    Da qui il nostro percorso si trasforma in sentiero che in leggero saliscendi fra sottobosco e aperture panoramiche ci condurrà al rifugio Scarpa ( m. 1748 in ore 3 da Frassenè ).
    Al rifugio potremo goderci il meritato riposo e perché no… gustare la specialità della casa “gli gnocchi”.
    Il ritorno lo affronteremo in ripida discesa sulla strada forestale che sale dal Paese, seguendo la traccia fatta dalla motoslitta. Lasciandoci intravvedere quasi sempre la vallata in ore 1.30 si arriverà al pullman.
    Facoltativo: Per gli instancabili, all’altezza di Malga Luna, deviazione a sinistra, con possibilità di salire alla croce di Col di Luna su traccia con circa m. 130 di dislivello e in ore 1.30 in più del percorso diretto al rifugio. Questa deviazione da valutare al momento dopo aver constatato il manto nevoso e il meteo.
    Informazioni e prenotazioni: gamponzano@gmail.com – Paola 347 1775528
    Alcune curiosità sul nome del
    rifugio
    Il Rifugio deve il suo nome all’originario proprietario, il pittore veneziano Enrico Scarpa ed all’ing. Ohannes Gurekian che qui si conobbero, legati dalla grande passione per la montagna. Enrico Scarpa (1891-1935), il 12 settembre 1912, rese agibile lo chalet utilizzandolo come studio privato e dedicandolo alla figlia, nata dal matrimonio con la nobildonna Itala Teresa Casari. Alla morte del padre la figlia trasformò lo chalet in un primo rifugio, ristoro, per escursionisti. L’ing. Gurekian, viceversa, scampato al genocidio degli Armeni, a seguito di un periodo di studio ad Asolo (TV), trovò ospitalità a Frassenè Agordino ed in breve tempo se ne innamorò. Qui vi fondò la prima Pro Loco d’Italia e successivamente divenne presidente della sezione CAI di Agordo progettando le opere alpine ai rifugi Carestiato, Duran nonché la ristrutturazione ed ampliamento del Rifugio Scarpa.
    Negli anni sessanta divenne di proprietà della sezione del CAI di Agordo che lo adattò a rifugio a seguito di idonei e successivi interventi di adeguamento ed ampliamento.

  • Altopiano di Folgaria

    Domenica 18 gennaio 2015
    Scheda tecnica

    RITROVO Piazza Mercato di Paderno ore 7.00
    TRASFERIMENTO Pullman € 15 ad esaurimento
    RIENTRO Ore 20.00 circa
    INIZIO E FINE ESCURSIONE Centro di Serrada – fine sulla strada per Folgaria
    DIFFICOLTA’ EAI – facile
    DISLIVELLO M. 430 circa – km. 12
    TEMPO Ore 4.30 circa
    INTERESSE Paesaggistico – naturalistico – storico
    QUOTA MASSIMA Dosso delle Somme m. 1670
    PRANZO Pranzo al sacco con appoggio al rifugio Baita Tonda
    ATTREZZATURA Normale attrezzatura invernale per 1 giorno + ciaspole con bastoncini + ramponcini + passamontagna o sciarpa

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO

    L’altopiano di Folgaria è una delle località più amate dagli escursionisti delle maggiori città del nord-est. L’indubbia bellezza del paesaggio e i dolci sali e scendi dei vasti pianori sono il luogo ideale per facili escursioni. L’altopiano si trova poco sotto Trento tra Rovereto e il lago di Caldonazzo. La nostra escursione parte da Serrada nelle vicinanze di Folgaria. Dal centro del paese, prenderemo un sentiero sottobosco che in breve ci porterà sull’ex strada militare. Al momento della ricognizione abbiamo trovato sentiero ghiacciato quindi consigliamo i ramponcini. Questa strada con caratteristici paracarri in pietra ci porterà In leggera salita ad uno dei principali forti Austro-Ungarici usato durante la prima guerra mondiale. La pendenza e’ modesta visto che serviva per la salita dei mezzi a motore dell’epoca quindi ideale per ciaspolare. Dopo ore 1.30 di cammino, usciti definitivamente dal bosco, cominciamo ad incontrare le prime costruzioni militari e alcune trincee che guardano verso valle. Qui siamo sull’odierno confine Veneto-Trentino dove 100 anni fa’ era il confine tra Italia e l’impero Austro-Ungarico. Dopo alcuni tornanti, passando tra ruderi di baraccamenti, in ore 2.15, arriveremo al Dosso delle Somme dove troveremo il grande forte Austro-Ungarico, qui ancora oggi sono ben visibili i segni delle cruenti battaglie di 100 anni fa. Da questo dosso potremo godere di un panorama a 360° che spazia dall’Altopiano di Asiago, al Catinaccio, alle Oddle, alla Presanella ed altro. Per il ritorno ripercorreremo a ritroso un tratto in discesa per poi salire leggermente e raggiungere in breve il rifugio Baita Tonda in 3 ore di cammino dalla partenza. Dopo la sosta pranzo prenderemo un sentiero in discesa che ci porterà nuovamente sulla strada militare. In discesa sempre dolce senza nessuna difficoltà tecnica attraverseremo una pista da sci, prestare la massima attenzione, e in altri 30 minuti arriveremo al pullman che ci aspetterà sulla strada per Folgaria. Se i tempi dell’escursione ce lo permettono, essendo questa una zona da noi poco conosciuta e frequentata ne approfitteremo per una breve visita al grazioso centro di Folgaria.
    Sul link “NON SOLO MONTAGNA” che trovate sul nostro sito troverete altre notizie utili sul Forte Dosso delle Somme
    Informazioni e prenotazioni: gamponzano@gmail.com – Paola 347 1775528.

  • Notturna Monte Avena

    Sabato 3 gennaio 2015
    Scheda tecnica:

    RITROVO: Piazza Mercato di Paderno ore 15.00
    TRASFERIMENTO Pullman € 15
    RIENTRO: Ore 24.00 circa
    INIZIO/FINE ESCURSIONE: Parcheggio agriturismo Casera dei Boschi (zona passo Croce D’Aune)
    DIFFICOLTA’: EAI – facile
    DISLIVELLO M. 250 circa
    TEMPO: Ore 2.30 circa
    INTERESSE Paesaggistico – naturalistico – astrofisico
    QUOTA MASSIMA Monte Avena m. 1410
    CENA:  convenzionata con l’agriturismo Casera dei Boschi € 15
    ATTREZZATURA: Normale attrezzatura invernale per 1 giorno + ciaspole con bastoncini o ramponcini, pila frontale o torcia elettrica, passamontagna o sciarpa e berretto, guanti.

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO
    L’appuntamento con i nostri amici astronomi è fissato per le 17,30 all’ Agriturismo Casera dei Boschi, qualche chilometro oltre il Passo Croce d’Aune, da dove partiremo per dare inizio al nuovo programma di escursioni.
    Questa uscita verrà effettuata anche con innevamento scarso o assente.
    Dopo la ricognizione abbiamo constatato che le ciaspole possono anche non servire. Comunque consigliamo di portare i bastoncini e i ramponcini che possono tornare molto utili.
    Confidando in una bella nevicata, calzeremo le ciaspole e imboccheremo una strada forestale che in leggera salita percorreremo per circa ore 1.15 in direzione malga Campon, posta sulla sommità del monte Avena.
    Sarà questa una postazione ottimale per poter ammirare la volta celeste e, con un pò di fortuna, attendere e contare le stelle cadenti !
    Con la preziosa guida di Stefano e Roberto avremo la possibilità di individuare costellazioni e nebulose visibili nel solo mese di gennaio.
    Da qui passeremo per la malga Campet da dove riprenderemo la strada del ritorno che ci riporterà all’ Agriturismo intorno alle 20.15
    La serata proseguirà con la cena all’agriturismo Casera dei boschi, che prevede un piatto unico con polenta, spezzatino, tosela e costina, verdure cotte e crude, vino, acqua e caffè.
    Il tutto per un costo di € 15 a persona. (per problematiche particolari contattare Angelo 333 8730425).
    Nello spazio “Non solo montagna” sono pubblicati due articoli inerenti la serata.

  • Val Pesarina – Rifugio F.lli De Gasperi

    Viste le previsioni meteo l’ESCURSIONE viene ANNULLATA

    SCHEDA TECNICA
    DOMENICA 29 SETTEMBRE – ORE 07.00

    RITROVO Piazzale PalaCicogna
    TRASFERIMENTO Auto proprie. A/R km. 280×0,18+autostrada 10,20= € 60,60 per auto
    RIENTRO Ore 18.00 circa
    INIZIO e FINE ESCURSIONE località Lavadin-Osteria Pian di casa- mt. 1236
    DIFFICOLTA’ Escursionistico
    DISLIVELLO 531 mt.
    TEMPO ore 3.00 + le soste
    INTERESSE Paesaggistico – naturalistico – geologico
    QUOTA MASSIMA m. 1767  – Rifugio Flli De Gasperi
    PRANZO Al sacco, prenotazione in rifugio su richiesta da concordare il giorno prima
    ATTREZZATURA Normale attrezzatura per 1 giorno

    DESCRIZIONE DEL PERCORSO
    Il sentiero inizia a monte del parcheggio dell’Osteria Pian di Casa. Dopo un breve tratto di strada forestale troviamo l’inizio del sentiero 201 che sale sulla dx. Il sentiero sale subito ripido e taglia la strada forestale entrando in un caloroso ambiente colorato dalla stagione e dalle foglie che diventano un pittoresco tappeto. Si prosegue raggiungendo un bivio seguendo le indicazioni molto chiare per rif. De Gasperi; altro bivio, si continua sempre a dx, anche in questo caso le indicazioni sono chiare.
    Si esce dal bosco dopo un’ora circa dalla partenza e sulla sx si possono notare i resti di una casera. Il paesaggio come sempre è suggestivo e colorato. Come sempre ogni passo ci ricarica. Ancora qualche passo in compagnia e si trova un bivio a sx, dove ci sono le indicazioni per chi vuole raggiungere il rifugio per mezzo del sentiero attrezzato (chiuso per frana) mentre a dx ci sono le indicazioni per il sentiero 201 bis. Si prosegue sul sentiero normale che scende a dx.
    Si passa un ruscello e subito un “benvenuto” scolpito e colorato sul legno e subito dopo davanti ai nostri occhi, nella variopinta bellezza disegnata tra montagne fantastiche, ci appare il rifugio Fratelli De Gasperi. Qui si pranza a piacere osservando il paesaggio.
    Il rifugio De Gasperi, frequentata meta delle dolomiti pesarine, è stato recentemente ampliato e costituisce l’ideale punto di appoggio per i numerosi itinerari, anche ferrati, della zona. Nei pressi da visitare: una cappella e la palestra di roccia. Nello spiazzo del rifugio è stato allestito anche un piccolo giardino dolomitico che compendia parte della flora locale (carlina, stella alpina, asclepiade, genzianella e numerose altre specie).
    Rientro per lo stesso percorso o possibile variante per sentiero CAI n 203 ruderi di Casera Mimoias e sentiero CAI n 202-201 per il parcheggio.